VA PENSIERO: L’ESSERE COME PENSIERO

Omnia potentia saeculi somnium est, non veritas

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5 Risposte a “Contatti e Newsletter”

  1. SESA Italia detto

    Vi invitiamo a visitare il nostro sito: http://www.nuovaevangelizzazione.it

    Grazie!!!

    Scuola sant’Andrea Italia

  2. gianni notari detto

    DOPO IL SULTANO

    Gianni Notari

    La presenza del Sultano dell’Oman ha aperto la valigia dei sogni di molti palermitani. Racconti e leggende su questo che rappresenta uno degli uomini più ricchi del pianeta si sono susseguiti nei discorsi e nelle cronache. C’è la suggestione di qualcosa di lontano che suscita un immaginario di favole, allontanando per un attimo dalla realtà e dalle sue fatiche.
    Gli splendori della corte, per tanti, sono un’amara evasione dalle difficoltà di gestione di un quotidiano in cui la quarta settimana è una difficile acrobazia. Alle laute mance del Sultano e del suo staff si contrappone, infatti, l’ansia di coloro che, fra gli scaffali di un supermercato, organizzano i propri acquisti sulla base delle offerte sponsorizzate nei volantini o che non possono acquistare un prodotto perché anche un solo euro rappresenta una cifra da centellinare per far quadrare il bilancio familiare.
    Così, fra sogni esotici e fatiche giornaliere, avanza anche questa estate. Tra visite incuriosite allo yacht del Sultano e un po’ di riposo in spiaggia si trascorrono i giorni di ferie. Tutto è come sospeso, rimandato a settembre.
    Allora importanti scadenze andranno affrontate. Alcune di queste sono vitali per ciascuno di noi come, per esempio, la nuova fisionomia dello Stato con la probabile riforma federalista. Ma non è l’unico tema cui prestare attenzione. Nuovi provvedimenti dovranno essere adottati per intervenire sulla crisi energetica, sulle nuove povertà, sulla lotta all’inflazione, e la lista potrebbe ancora continuare con scadenze che coinvolgono sia il governo nazionale – finora impelagato nelle norme salva-Premier – ma anche quello regionale.
    Quale sarà l’atteggiamento dei cittadini rispetto a questi eventi? Saranno ascoltatori passivi o attenti osservatori? Prevalente, fino ad oggi, è stato il disinteresse e la disillusa apatia di chi ritiene non ci sia più nulla da fare per cambiare le cose, per fare sentire la propria voce. Lo sguardo sempre ripiegato sul proprio privato, incapace di uscire dall’angusto recinto di questo per rivolgersi alla dimensione pubblica.
    Il rapporto di tanti di noi con ciò che è pubblico è da sempre di amore e odio, diviso fra una sorta di spinta ancestrale a considerare di nessuno ciò che è di tutti e il demandare la soluzione di ogni problema al provvidenziale intervento di “mamma Regione”. Questa non può più essere, però, il “sultano” che elargisce doni. Il nostro tempo richiede l’assunzione di nuove responsabilità, prima che sia troppo tardi. Ben vengano, quindi, le politiche di rigore decisive per ridisegnare la mappa dello sviluppo nella nazione e nella nostra regione, purché affrontino il cuore dei problemi e realizzino efficaci soluzioni. In Sicilia, infatti, non è più tempo di vivere di rivendicazioni né di denaro pubblico. È necessario uscire dall’apatia e dal torpore, rimboccarsi le maniche e lavorare per ridisegnare un assetto sociale ed economico che – in epoca di globalizzazione – possa ridare dignità a questa terra, rendendola competitiva nell’area mediterranea. A tal fine è necessario rimodellare il sistema-Sicilia avviando un processo che deve essere gestito sapientemente dal Governo e dall’Assemblea – in forza delle prerogative offerte dallo Statuto – ma che deve vedere la partecipazione anche dei cittadini, insieme vittime e artefici del riprodursi dello status quo.
    Mettendo da parte chimere e fantasie di improbabili ricchezze, cerchiamo, invece, di riflettere e di affrontare una rilettura della nostra Sicilia con un approccio globale che valuti le altrui ma anche le nostre responsabilità, individuando cosa ciascuno di noi può concretamente fare per intervenire e favorire un nuovo sviluppo. In questo percorso di riflessione sforziamoci anche di andare oltre gli stereotipi. Addentrarsi nella conoscenza di un problema significa andare oltre la sua apparenza, approfondire, porsi domande. Significa riscoprire un nuovo modo di leggere e di informarsi che ci emancipi dalla colonizzazione mediatica del pensiero.
    L’auspicio è che possa avviarsi un nuovo corso culturale che ci porti a riscoprire la partecipazione e ci attivi per la promozione del bene della collettività.
    Molti già cercano di farlo. A destra come a sinistra si ritrovano persone che vogliono investirsi per una nuova politica, che si interrogano sui nodi critici della nostra regione non per piangersi addosso ma per individuare soluzioni. Essenziale perché la loro passione non si esaurisca è il confronto con coloro che detengono il potere di intervento. Uno dei mali della nostra terra è l’autoreferenzialità del potere, la sua tendenza a entrare in contatto con la gente solo in occasione delle scadenze elettorali, rendendola esclusivamente elargitrice di voti e non lasciandole altro spazio di azione e altre aspirazioni. Forse una rinascita della cultura politica passa proprio attraverso nuove forme di democrazia mediante le quali coinvolgere i cittadini nella progettazione e nella gestione della Cosa pubblica.
    Il Governo regionale sta dando alcuni segni di novità. Per esempio, l’aver affidato a magistrati due settori chiave dell’amministrazione è un segnale coraggioso di emancipazione dallo strapotere litigioso dei partiti, verso una nuova politica di rigore e di razionalizzazione delle risorse. Oggi, in un sogno di mezza estate, immaginiamo che questo stesso Governo possa avviare un nuovo corso culturale e porsi in ascolto del territorio – realmente e non mediante operazioni di facciata che coinvolgono per poi disilludere –, iniziando da coloro che, animati da passione per il bene comune, hanno già avviato percorsi conoscitivi e possono esprimere idee progettuali. È necessario un Governo che contribuisca ad avviare un cambiamento di mentalità. Requisito ineludibile, però, è che si esca dalle stanze blindate del potere e si stia tra la gente, senza populismi. La gente, infatti, non vuole fare solo retorica ed esercitazione al progetto ma vuole interlocutori reali e vuole che le proprie proposte possano essere inserite in un dibattito finalizzato alla predisposizione di interventi concreti rispetto ai problemi sul tappeto. Avviare questo processo, possiamo auspicare, potrà contribuire ad una progressiva inclusione dei cittadini nella vita pubblica, ridando loro “responsabilità” rispetto al territorio e alla città. È certo una strada lunga e poco agevole, ma vale la pena di intraprenderla, avvicinando le istituzioni ai cittadini e questi ultimi alla prospettiva del bene comune. Tutto ciò, però, necessita di apprendimento.
    Sotto l’ombrellone, quindi, non limitiamoci ai commenti sulle bretelle di Berlusconi, sulla ricchezza del Sultano o su altre vane amenità, ma impariamo a riscoprire il piacere del confronto, della dialettica, del rispetto delle posizioni altrui e, soprattutto, impariamo ad esprimere idee competenti, informandoci e riflettendo sulle cose, andando oltre prospettive faziose.

  3. rickinca84 detto

    grazie dell’intervento, provvedo subito a pubblicarlo in prima pagina

  4. Alessandra detto

    Buongiorno, scrivo a nome del Coordinamento per il diritto allo studio – Udu dell’Università degli studi di Pavia. Da 4 anni organizziamo una settimana di eventi sulla lotta alla mafia, in collaborazione con il Prof. Vittorio Grevi e la Facoltà di Giurisprudenza. Inq uesto momento stiamo cercando il contatto di Vincenzo Ceruso per una serata che verterà sui rapporti tra Mafia e Vaticano. Se avete un suo contatto saremmo felici di averlo come relatore nella nostra serata e ci piacerebbe ugualmente avervi come ospiti.
    Cordiali saluti
    Alessandra

  5. atonio detto

    Egr. Sig. Direttore
    La informiamo che la nostra associazione ha realizzato le mostre fotografiche e scientifiche di: N.S. di Guadalupe(equiparata dagli scienziati alla Sindone), la Sindone e di S. Faustina e di Gesù della Divina Misericordia.
    Sono online, proiettatate(guidate e illustrate) e in pannelli itineranti.
    Sono a vostra completa disposizione e potete eventualmente collaborare affinchè la mostra possa essere visitata anche nelle sua città in occasione dell’ostensione pubblica del 2010.
    Potete visionare il tutto nel sito:
    http://www.associazioneavvento.it
    ass.avvento@alice.it
    La ringrazio anticipatamente e invio riverenti saluti
    Antonio Strina

    P.S. con preghiera per la massima diffusione

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