IL SALUTO DEL CANTAUTORE RINO MARTINEZ PRIMA DI PARTIRE PER LA SPEDIZIONE UMANITARIA VADO IN AFRICA PER AMORE…
Il link rimanda ad una pagina con video e collegamenti audio dalla missione in Africa
Pubblicato da R.I. su Lun 09 Mar 09
IL SALUTO DEL CANTAUTORE RINO MARTINEZ PRIMA DI PARTIRE PER LA SPEDIZIONE UMANITARIA VADO IN AFRICA PER AMORE…
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Pubblicato da R.I. su Mar 24 Feb 09
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di Antonio Socci |
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Pronto, Paolo? Sto cercando Paolo Brosio, uno dei volti più noti della televisione. Dall’altra parte del telefono si sentono forti folate di vento e un respiro affannoso. Infine un lontano: “Pronto, chi è?”. Dico il mio nome e chiedo dove mai si trovi.“Sono a Palermo” mi spiega “per una puntata di Stranamore, ma in questo momento sto salendo il Monte Pellegrino col rosario in mano alla ricerca del santuario di santa Rosalia”.
Ma che ti è successo? Si dice di una folgorazione sulla via di Damasco. “Ma io sono stato a Medjugorje”, dice ridendo. “Ero provato da una grande sofferenza; ora però vivo un’immensa gioia, Antonio, perché ho trovato Gesù”. Puoi raccontarmi come è successo o – visto il fiatone che hai – rischi di stramazzare a terra? “No, ce la faccio. Ti dico subito. La mia vita, fino ai 50 anni era trascorsa spensierata, con un certo connotato ludico da eterno ragazzo, anche se molto dedita al lavoro. Certamente senza problemi di fede o di coscienza. Ma cominciamo dall’inizio della storia: venti anni fa ho conosciuto una ragazza e me ne sono innamorato”. Poi cosa è successo?
“Per raggiungere lei, che lavorava a Milano, dalla Liguria, dove ero giornalista del Secolo XIX, nel 1990 sono andato al Tg di Emilio Fede. Avevo già fatto alcune cose buone, come la Moby Prince, ma con Mani Pulite cominciò la mia notorietà televisiva. Tuttavia già lì feci il primo naufragio. Io dico sempre – scherzando – che il mio primo matrimonio finì perché mi ‘misi’ con Fede e lasciai mia moglie”. In senso professionale…
“Sì, si lavorava tutto il giorno, praticamente la mia vita coincideva col lavoro. Sia chiaro, sono grato a Fede che mi ha permesso di crescere professionalmente. Ma ho fatto veramente 900 giorni sul marciapiede, come poi ho titolato il mio libro”. |
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Pubblicato da R.I. su Sab 01 Nov 08
di Riccardo Incandela
Sabato 25 e domenica 26 ottobre (2008)è stato
celebrato a Siracusa il convegno regionale degli operatori di pastorale giovanile. Il titolo formalmente, ma non solo, diverso da quello dell’anno scorso <<Per essere Chiesa “fuori”>> voleva far sentire la continuità con il lavoro svolto l’anno scorso a Cefalù evitando gli stupidi strasci polemici che il vecchio titolo, provocatorio per scelta ( Facciamo …fuori… la chiesa), si era portato dietro. Purtroppo restiamo ancora ancorati a modi di vivere la nostra appartenenza ecclesiale che non solo appartengono ad un passato cronologico ma anche culturale, ed a volte anche a logiche umane che difficilmente riescono a far trasparire le logiche evangeliche. Dobbiamo cominciare a pensare diversamente: secondo modalità evangelo-compatibili di essere Chiesa: essere un po’ “fuori” (dagli schemi umani almeno). Fare Chiesa fuori non significa soltanto montare una tenda in mezzo ad una piazza per testimoniare una presenza di cristiani o di cristianità( ho detto soltanto quindi quando serve montiamole!), bensì essere noi stessi tabernacoli viventi, che camminano tranquillamente per le strade e le piazze del mondo illuminando con il loro “essere di Cristo” gli uomini e le donne del nostro tempo. Per questo motivo quest’anno si sono analizzate le difficoltà che la moderna società pone all’educazione dei giovani e alla loro capacità di mettersi in gioco nella vita. Oggi infatti “ la messa in questione dei principi stessi che regolano la relazione tra adulti e giovani genera una crisi dell’educazione che sembra veramente radicale” ci dice il prof. Bellingreri che ha relazionato questo tema: “Educare i giovani alle scelte di vita in una società incerta” (La relazione la trovate cliccando qui). Oltre all’intervento del prof. Bellingreri erano previste altre 4 relazioni molto più brevi ma non per questo meno importanti che illuminate dalla prospettive e dalle analisi antropo-pedagogiche avrebbero introdotto in modo più specifico ai forum. Purtroppo per problemi di natura tecnico-organizzativa le relazioni sono saltate passando direttamente ai forum con non poca confusione. Una delle relazioni riguardava l’ambito affettività e sarebbe dovuta essere trattata dal sottoscritto, mentre gli altri ambiti erano: catechesi, missione e sociale. La relazione sull’affettività … Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato su Chiesa, Chiesa Siciliana, Convegni & Co. | Contrassegnato da tag: Antonio Bellingreri, Giovanni Paolo II, Michael Waldstein, Mons. Russotto, prospettive educative, sessualità, Teologia del corpo, Yves Semen | 7 Commenti »
Pubblicato da R.I. su Gio 09 Ott 08
Di Gianni Notari s.j.
Ancora una volta il problema dei senza tetto è tornato di attualità. Campeggia sulle pagine dei giornali insieme ad un altro tema ciclico: i privilegi della casta. Non si riesce a uscire dal teatrino tipico della nostra città per cui sui problemi si dibatte, si discute anche animatamente; poi tutto si accantona, si congela. Cala il sipario dell’attenzione pubblica. Non si attuano percorsi risolutivi che possano superare lo stato di disagio. Così, inevitabilmente, tutto si ripresenta uguale, se non più drammatico. Aumenta, da un lato, la disperazione di chi vive nella povertà e, dall’altro, il “callo sociale” che provoca indifferenza nella restante parte della città. Ci stiamo vaccinando assumendo, a piccole dosi, degrado urbano cosicché ormai non ci indigniamo più. Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato su Chiesa Palermitana, Gianni Notari, Palermo | Contrassegnato da tag: Emergenza abitativa a Palermo, Gianni Notari, occupazione della cattedrale, Palermo, politica | 5 Commenti »
Pubblicato da R.I. su Lun 15 Set 08
di Riccardo Incandela
Ogni volta che guardo questo filmato la mia attenzione è captata inevitabilmente da due particolari: i due personaggi accanto ad un papa trasfigurato, arrabbiato, solenne giudice. Questi due hanno nella mia mente un valore simbolico che va al di la della loro stessa realtà in quel momento.
Il primo è nella scena davanti al papa, gli tiene il microfono. E’ immobile e d’altronde non potrebbe far diversamente ma io vi voglio vedere oltre. La sua stessa presenza è in se incomprensibile, retaggio ancestrale di non so quale assurdo significato liturgico, rimane li impassibile come una statua senza volto reggente un microfono come fosse un’asta di ferro, lì davanti ad un papa con un atteggiamento che simile non si era visto nel secolo passato. Ma guardate, li dietro il papa, in secondo piano, quel prete che improvvisamente diventa rosso. Si copre il volto, vorrebbe morire.
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Pubblicato da R.I. su Sab 14 Giu 08
di Alessandra Dino
La gran parte degli appartenenti a Cosa Nostra manifesta apertamente la propria fede in Dio. E diversi esponenti dell’istituzione ecclesiale cattolica si mostrano “simpatetici” con la visione degli “uomini d’onore”
Da alcuni anni, studiando Cosa Nostra e occupandomi soprattutto della dimensione della quotidianità e dei vissuti, della raccolta delle storie degli uomini e delle donne dell’universo mafioso, ho riscontrato come in ciascuna di esse non manchi il riferimento a una qualche forma di religiosità.
Talvolta esso si profila in funzione strumentale per attribuire legittimità, sacralità e consenso alle scelte dell’organizzazione o prestigio all’autorità del singolo capo; talaltra, nasconde forme di inquietudine e momenti di crisi che insorgono nella vita dei singoli aderenti al sodalizio criminale; in altre circostanze, ancora, il ricorso ad una comune tradizione religiosa fa da sostrato alla coesione sociale del gruppo, costituendo la trama della memoria sociale, agendo come vera e propria agenzia primaria di produzione di senso. Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da R.I. su Ven 13 Giu 08
In uno dei miei viaggi in Africa ho potuto vedere le enormi estensioni di coltivazioni intensive di caffè e di ananas del Kenia. Le infinite piantagioni di cotone del Tchad. Le montagne di arachidi del Senegal. In Asia ho visto il selvaggio disboscamento della foresta pluviale del Kalimantan (Indonesia) e le sue interminabili colline con piantagioni di palme da olio. Si potrebbero denunciare situazioni simili in Brasile, Messico, Colombia, etc. etc. In molti Paesi emergenti del mondo, pian piano si è imposta la distruzione dei modelli produttivi agricoli regionali, che si adattavano più facilmente alle variazioni del clima e riuscivano a soddisfare meglio i bisogni alimentari della gente, a favore delle colture estensive gestite dalle grandi multinazionali alimentari. Avviene così l’assurdo che il riso prodotto in Congo con i modelli agricoli locali, costi di più di quello prodotto negli Stati Uniti d’America attraverso le culture estensive. Le multinazionali hanno il monopolio planetario per la determinazione dei prezzi degli agroalimentari. Avviene così che le arachidi prodotti in Senegal ogni anno, sono pagate sempre di meno ai contadini e vendute sempre di più ai consumatori, con il conseguente sempre maggior guadagno per le multinazionali. Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da R.I. su Mar 13 Mag 08
Mentre in Italia ci si lamenta un po’, ma senza esserne troppo convinti, del rialzo del costo del pane nel mondo c’è chi il pane è da un po’ che non lo mette più sotto i denti. Il mondo in questo mese è un po’ in subbuglio: mentre tornado distruggono case in America, terremoti sconquassano e distruggono intere città in Cina, per non parlare della tempesta che ha causato la gravissima crisi umanitaria in Birmania. Come se non bastassero gli sconvolgimenti naturali a distruggere intere famiglie e paesi ci si mette anche la cupidigia umana: vera e propria criminalità dei governi come è accaduto con il furto degli aiuti umanitari e il diniego agli operatori di intervenire in favore delle popolazioni birmane. Poi fra recessione mondiale, guidata dagli Stati Uniti, e crisi del petrolio, guidata dalla speculazione e dalla finanza Arabo-musulmana e spesso anche le cattive e consapevoli politiche di enti e stati che appaiono come campioni di democrazia e di bontà umanitaria e che causano enormi danni non ci si può certo annoiare.
Pubblicato su Chiesa, pensiero, religione | Contrassegnato da tag: africa, biocombustibili, carestia, crisi del petrolio, emergenza birmania, Fame nel mondo, grano, mercato globalizzato, Milano, myanmar, religione oppio dei popoli, responsabilità dei cristiani, S. Ambrogio, terremoto in Cina, tornado in Usa | 2 Commenti »
Pubblicato da R.I. su Dom 11 Mag 08
di Riccardo Incandela
I modelli di santità diffusi nel popolo sono quelli del santo stimmatizzato, che fa miracoli e prodigi. Un santo serafico in perpetua orazione, un santo dai tratti gentili, un santo nella vara, nel piedistallo da guardare con affetto e ammirazione, un santo da osannare e di cui fare i migliori panegirici, un santo alto, angelico, un santo che sia l’espressione di un’umanità celeste. Perchè un santo è uno più al di là che al di qua, che non si mischia con gli uomini e se mai lo facesse, lo farebbe in qualità di diverso. Un angelo di Dio inviato per aiutare il suo popolo, insomma un qualcosa di così perfetto che è quasi impossibile pensare che sia veramente uomo. Tantoché la “saggezza” popolare insegna: “ je inutile ca ‘ntrizzi e fai cannola nca lu santu je di marmu e nun sura! Oppure si dice: non si può perdonare! Gesu Cristo? Ma che c’entra quello era Dio! I santi? E i santi sono santi noi siamo uomini… la carne è debole, purtroppo!
E allora i santi sono santi perché sono tali. Dio ce li ha dati, e ce li ha mostrati attraverso i prodigi, stimmate… perché noi potessimo avere attraverso di loro pietà e intercessori presso di Lui.
Pubblicato su Chiesa, religione | Contrassegnato da tag: cammino, Dio, Gesù Cristo, miracoli, pietà popolare, popolo, preghiera, prodigi, San Josemaria Escrivà, santità, santo, stimmate, volontà | 19 Commenti »
Pubblicato da R.I. su Sab 05 Apr 08

Pubblicato su Chiesa Palermitana, ecumenismo | Contrassegnato da tag: arcobaleno di uomini, domenica delle palme, mons. Carmelo Cuttitta, Sergio Natoli | Lascia un commento »
Pubblicato da R.I. su Gio 03 Apr 08

Grazie Santo Padre
Pubblicato su Chiesa | Contrassegnato da tag: Giovanni Paolo II, papa | 1 Commento »
Pubblicato da R.I. su Gio 03 Apr 08
Pubblicato su Chiesa Palermitana, evangelizzazione di strada | Contrassegnato da tag: Evangelizzazione, Missione di strada | Lascia un commento »
Pubblicato da R.I. su Mer 12 Mar 08
Pubblicato su Chiesa, Joseph Ratzinger, pensiero | Contrassegnato da tag: aula Paolo VI, Basilica Vaticana, Chiesa, educazione, etica, Joseph Ratzinger, papa, religione, udienza generale, valori | 4 Commenti »
Pubblicato da R.I. su Gio 21 Feb 08
Il Vescovo di Noto, S. E. Mons. Mariano Crociata, ha presieduto questa mattina, alle 8.30, la celebrazione eucaristica nella cappella del carcere di Noto dove è arrivata ieri l’urna contenente i resti mortali di Maria Goretti, la Santa dodicenne di Corinaldo, in provincia di Ancona. L’urna della Santa bambina, proveniente dalla parrocchia Santa Maria Goretti di Vittoria, è stata ospitata nella cappella del carcere inaugurata nel 2006, ex cella n. 45 della Casa di reclusione di Noto intitolata proprio a Maria Goretti.
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Pubblicato da R.I. su Mer 20 Feb 08

CONVERTITEVI! Il monito terribile per sfuggire alla certa ira divina fatto da Giovanni Paolo II ai mafiosi, non ebbe mai l’eco, nella Chiesa siciliana, di cui questa terra avrebbe bisogno, neanche il cardinale Pappalardo, che comunque li condannò in termini etici non affrontò il tema della mafia dal punto di vista religioso come fece il Papa.
Pubblicato su Chiesa Siciliana, cronaca | Contrassegnato da tag: antimafia, Cataldo Naro, Daniele Emanuello, don Turturro, il boss dei ragazzini, mafia, Massimo Naro, mons. Pennisi, Padre Puglisi, pizzo, sollecitudo rei soialis, strutture di peccato | Lascia un commento »
Pubblicato da R.I. su Dom 03 Feb 08
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