
Archivio per la categoria ‘Chiesa Palermitana’
Una casa per i giovani!
Pubblicato da R.I. su Ven 13 Mar 09
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Palermo terra di missione.
Pubblicato da R.I. su Mer 11 Mar 09

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Non tutto è come appare
Pubblicato da R.I. su Gio 09 Ott 08
Di Gianni Notari s.j.
Ancora una volta il problema dei senza tetto è tornato di attualità. Campeggia sulle pagine dei giornali insieme ad un altro tema ciclico: i privilegi della casta. Non si riesce a uscire dal teatrino tipico della nostra città per cui sui problemi si dibatte, si discute anche animatamente; poi tutto si accantona, si congela. Cala il sipario dell’attenzione pubblica. Non si attuano percorsi risolutivi che possano superare lo stato di disagio. Così, inevitabilmente, tutto si ripresenta uguale, se non più drammatico. Aumenta, da un lato, la disperazione di chi vive nella povertà e, dall’altro, il “callo sociale” che provoca indifferenza nella restante parte della città. Ci stiamo vaccinando assumendo, a piccole dosi, degrado urbano cosicché ormai non ci indigniamo più. Leggi il seguito di questo post »
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“Arcobaleno di popoli”
Pubblicato da R.I. su Sab 05 Apr 08

E’ Domenica. Il sole volge al tramonto ed a due passi dal “palazzo delle aquile”, sede del comune di Palermo, nella centralissima Piazza Bellini, sembra assistere a qualcosa di particolare. Non sono i soliti bus turistici con i tedeschi o i giapponesi di turno che vanno a visitare la bellissima Chiesa della Martorana o Piazza Pretoria. La piccola folla composta da alcune centinaia di persone è variopinta. La maggior parte sono stranieri di ogni colore: africani, europei, asiatici, dell’America Latina molti dei quali con i loro coloratissimi e variopinti vestiti. E’ un’invasione pacifica della piazza. I presenti hanno in mano rami d’ulivo e le grandi foglie di palma, segni inequivocabili di pace. Non sono i soliti stranieri che fanno circolo nei bar o in altri ambienti attorno ad un boccale di birra. Non ci sono timori di furti, rapine, stupri…Non c’è neanche il timore del diverso, di chi non si conosce perché non entra nella nostra personale sfera di amicizia. Alla colorata assemblea si uniscono turisti capitati lì per caso al momento giusto.
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Continuano le missioni di strada a Palermo
Pubblicato da R.I. su Gio 03 Apr 08
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L’arcivescovo di Palermo agli amministratori della città: Pace, Famiglia e istituzioni al servizio del Bene Comune.
Pubblicato da R.I. su Mer 02 Gen 08
“Nella contemplazione della figura della Vergine Maria, Madre di Dio, si apre anche il nuovo anno civile. E mentre siamo riconoscenti al Signore per il dono di un nuovo anno che ci dà nuovi slanci e rinnovato vigore nei difficili sentieri della vita quotidiana, imploriamo da lui la sua benedizione, perché anche questo 2008 che si apre possa essere custodito dal suo amore e sostenuto dalla sua grazia”.
Sono state le parole rivolte dall’Arcivescovo mons. Paolo Romeo stamani agli amministratori della città in occasione della tradizionale celebrazione liturgica a palazzo delle Aquile per il Capodanno 2008.
“Dal 1967, da quando il Santo Padre Paolo VI espresse questo desiderio, il primo giorno dell’anno è anche la Giornata Mondiale della Pace, un appuntamento che sprona tutti gli uomini che percorrono i sentieri del tempo, a rinnovare il proposito di farsi guidare in progetti di rispetto, solidarietà, reciproca accoglienza. Leggi il seguito di questo post »
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La missione del migrante.
Pubblicato da R.I. su Lun 19 Nov 07

La missione del migrante.Questo è stato uno dei concetti che più hanno colpito nel convegno di sabato 17 novembre“Il giovane migrante: risorsa e provocazione” organizzato dalla fondazione Migrantes e dal centro pastorale per la migrazione dell’arcidiocesi di Palermo nei locali del centro Agape in p.zza S. Chiara. Il convegno, che inaugura una settimana di sensibilizzazione a Palermo, e posto alla vigilia dell’anno europeo del dialogo interculturale, ha affrontato le principali problematiche della migrazione in Italia con particolare attenzione alla realtà siciliana e palermitana e con la duplice prospettiva della prima e della seconda generazione. Leggi il seguito di questo post »
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Tolleranza?! Un concetto superato!
Pubblicato da R.I. su Mar 30 Ott 07
Questa una delle ultime battute del dialogo magisteriale “L’uomo, il rito, la religione: possibilità di dialogo tra i popoli” che si è svolto ieri mattina nell’aula magna della Facoltà Teologica di Palermo. L’evento era inserito negli incontri culturali “Tracce d’Oriente” organizzati dalla fondazione Plaza. La strana battuta che ha stranito gli uditori è stata fatta dal preside della facoltà mons. Antonino Raspanti che sostituiva il prof. Filoramo assente “per problemi tecnici”. Tollerare, ha subito spiegato, significa sopportare l’altro e non conoscerlo e dunque dialogare. Nel corso del dialogo magisteriale che si è tenuto davanti ad un pubblico prevalentemente giovanile, aveva già espresso in maniera semplice ed efficace quali sono le condizioni pratiche dacché questo dialogo interculturale e interreligioso non sia soltanto un borioso “ prenderci in giro”:
1. Far fiducia. Con il quale intende un’ atteggiamento morale e un’insieme di azioni pratiche atte a porsi in modo corretto: secondo verità, franchezza, libertà… in modo da essere credibili agli occhi dell’altro e ispirare fiducia
2. Valore di verità. Il dialogo sia ispirato dalla ragione umana nel tentativo onesto di cercare e trovare la verità ( che non è mai di parte).
L’altro magister che ha partecipato al dialogo è stato il prof. Giuseppe Conticello, titolare della cattedra UNESCO “itinerari culturali e religiosi” presso La Sorbona di Parigi. Anch’egli ha espresso la necessità di sottolineare due “condizioni fondamentali”:
1) La Conoscenza dell’altro. 2) La verità.
Sulla base di queste condizioni ha fatto alcune interessanti considerazioni: ha denunciato la mancanza di una edizione critica del corano, come quella della bibbia, sulla quale confrontarsi e ha criticato, denunciandone l’inefficacia, il movimento ecumenico che si muove sulle orme di Y. Congar nella ricerca di zone comuni di intesa, dissimulando le differenze ed evitando così i conflitti. Il presidente del dialogo magisteriale SER mons. Mariano Crociata, vescovo di Noto, nonché ex docente di Teologia Fondamentale e direttore del dipartimento di teologia delle religioni, nella sua introduzione, sottolineando come il dialogo sia l’unica via per la pace tra i popoli ha dato la percezione della gravità di un dialogo comunque arduo. Nelle domande del presidente e nelle risposte dei professori si è evidenziata tutta la difficoltà di un dialogo tra culture che spesso non ne percepiscono alla stessa maniera l’esigenza impellente. Solo le culture democratiche, per struttura politica a loro dire, e grazie alle “contaminazioni cristiane” nelle stesse aggiungo io, si pongono il problema e ne cercano vie di soluzione. Strano a dirsi, spesso è proprio l’ispirazione religiosa l’elemento unificante tra culture e popoli totalmente diversi, ma quando le diverse religioni si confrontano il dialogo si fa più difficile e la linea più proficua per la distensione delle conflittualità sembra essere più il confronto interculturale che quello interreligioso. Eppure, come ammonisce il prof. Conticello, non si possono ignorare, anzi, si debbono cogliere con entusiasmo gli appelli di chi chiede di tornare a confrontarsi su temi fondamentali come ha fatto, racconta egli stesso, il Patriarca Russo in visita a Parigi.
Riccardo Incandela
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Padre “Libera (la) Terra” dalla mafia
Pubblicato da R.I. su Sab 04 Ago 07
Professore, chiese uno studente ingenuo, come potè sopravvivere il cristianesimo durante così atroci e sistematiche persecuzioni?Dal sangue dei martiri nacquero nuove conversioni.Questa la risposta di don Vincenzo Lombino, noto professore siciliano di Patristica, alla domanda dello studente. E se molti vogliono ampliare il concetto di martirio nel senso canonico del termine, la nostra mente e il nostro cuore accoglie già come tali i volti di tanti uomini che hanno dato la vita lottando contro la mafia per la sua intrinseca realtà antievangelica, e non solo: Padre Puglisi e Peppino Impastato, Don Diana e i giudici PalermoFalcone e Borsellino e tanti altri la cui memoria è offuscata dall’omertà e dall’indifferenza che è sempre colpevole. Molti lamentano che il nostro clero sia adagiato negli allori e gozzovigli all’ombra dell’istituzione dimentico del messaggio evangelico di cui è promotore non unico ma importantissimo. Leggi il seguito di questo post »
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La Chiesa Palermitana e la sua Guida
Pubblicato da R.I. su Mer 13 Giu 07

La recente nomina del mons. Carmelo Cuttitta ha evidentemente sorpreso l’antica Chiesa Palermitana che si stava già godendo il caldo sole che preannuncia e già porta l’estate con le sue vacanze. Penne, anzi tastiere e blog, perchè ormai è questo il mezzo del pensiero libero, hanno già dato giudizi sulla persona, le intenzioni della guida del neo arcivescovo mons. Paolo Romeo e del neoeletto vescovo mons. Carmelo Cuttitta. Argomentazioni artificiose e faziose per posizioni pregiudiziali che vogliono gettare discredito sulla Chiesa Palermitana e sulla sua guida. Inutile pertanto controbattere. Di certo del nuovo Arcivescovo nell’ambiente ecclesiastico si comincia a vociferare circa la sua umanità e del suo calore tipicamente siciliano di cui si sentiva da tempo la mancanza. Programmatica è stata sicuramente la scelta di impiantare una casa delle Sorelle Francescane del vangelo proprio in episcopio. Per non parlare del suo discorso di insediamento alla città in piazza pretoria e dell’omelia in cattedrale. Il popolo palermitano è stato comunque sempre insensibile ai discorsi formali; diffidente per natura non ha dato ascolto alle parole di alta teologia pronunziate. Anche il clero e gli altri religiosi hanno espresso un “entusiasmo cauto” lasciandosi transportare dal momento di festa ma con il cuore forse un pò scettico. Nel clero e nell’ambiente sembra comunque spargersi la voce di un vescovo finalmente vicino col cuore, semplice ma sempre e comunque autorevole. Per quanto riguarda le illazioni circa la figura del nuovo vescovo ausiliare non si può che affermare quello che è tra le righe del suo curriculum in questo momento pubblicato in moltissimi siti. Lo si accusa indirettamente di incapacità teologica e di aver accumulato meriti puramente burocratici e non pastorali, di aver fatto solo carriera, e che la più che decennale esperienza parrocchiale fosse solo “mirata”. Insignificante, dunque inutile, e solo formale, “mirata” appunto. Bhe, discorsi ben fatti da persone istruite ma male informate! Nel commento a cui ci riferiamo si parla di un “decennale e ovattato parrocato nella piccola parrocchia palermitana di S. Giuseppe Cottolengo (che gli lasciava il tempo di far ancora, talvolta, da autista al vecchio Pappalardo)”. Basterebbe guardare la cartina della città per capire che non è così (o google per gli internauti): che serve una delle più popolose zone residenziali di Palermo: ben 10.000 abitanti. Sei funzioni liturgiche domenicali (compresa la vespertina) delle quali quattro presiedute dal suo parroco “padre Carmelo Cuttitta”. Un impegno costante, assiduo, sempre coadiuvato dai laici, i quali lo hanno aiutato, a suo dire nel discorso post nomina, “ad essere prete” nonostante le diverse occupazioni extraparrocchiali che andavano ben al di là l’accompagnare l’uomo che per anni lo ha sostenuto spiritualmente. Una preparazione teologica forte nella facoltà teologica palermitana dove consegue il secondo grado accademico: la licenza in Ecclesiologia ( scienza teologica non giuridica dunque). Anni di servizio nella Chiesa, sudati, vissuti e amati. Di certo come ogni essere umano non è a sua volta amato da tutti, e non ha avuto solo brillanti successi, ma di certo coloro che hanno avuto modo di relazionarsi con lui con costanza ne hanno saputo apprezzare le qualità di autorevole guida e amabilità, capacità organizzativa e apertura all’ascolto, capacità di giudizio sia in campo spirituale che nel campo pratico. Una persona imperfetta come tutti, ma completa, equilibrata e capace come pochi. In ultimo l’augurio che possiamo fare a lui ma in primis a noi è quello di un buon servizio nella Chiesa palermitana, cammino di dedizione e virtù. Vorrei infine spendere l’ultima riga di questo articolo con le parole che mi rivolse quando lo cercai per un consiglio:
”Le persone che vogliono infastidirci sono tante ma noi non possiamo rinunziare mai alla Carità”.
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