VA PENSIERO: L’ESSERE COME PENSIERO

Omnia potentia saeculi somnium est, non veritas

Archivio per la categoria ‘Chiesa Siciliana’

I MAFIOSI SONO GIA’ SCOMUNICATI

Pubblicato da R.I. su Gio 12 Nov 09

L’Assemblea straordinaria della Conferenza episcopale italiana, in corso di svolgimento ad Assisi, ha al suo ordine del giorno un documento che riguarda la complessa realtà del Mezzogiorno, le sue tensioni, le sue negatività e anche le sue positività. Più che ovvio che nel corso della conferenza stampa tenuta dal segretario monsignor Crociata i giornalisti abbiano sollevato il problema della scomunica della mafia ed ovviamente di ogni altra forma di associazione mafiosa quali camorra e ndrangheta.

Monsignor Crociata ha sottolineato come la mafia “non va considerata una realtà insuperabile e invincibile. La prospettiva con cui la chiesa guarda a questa realtà è quella del grido di Giovanni Paolo secondo nella valle dei Templi quando evocò il giudizio di Dio.” Poi il segretario generale della Cei ha aggiunto: “Per coloro che aderiscono a tali organizzazioni non servono scomuniche, perché di fatto chi ne fa parte è già fuori dalla Chiesa, anche se si ammanta di comportamenti religiosi.”

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Una casa per i giovani!

Pubblicato da R.I. su Ven 13 Mar 09

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Palermo terra di missione.

Pubblicato da R.I. su Mer 11 Mar 09

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Prospettive educative in una società incerta: Giovani e Sessualità.

Pubblicato da R.I. su Sab 01 Nov 08

 

   di Riccardo Incandela

 

Sabato 25 e domenica 26 ottobre (2008)è stato celebrato a Siracusa il convegno regionale degli operatori di pastorale giovanile. Il titolo formalmente, ma non solo, diverso da quello dell’anno scorso <<Per essere Chiesa “fuori”>>  voleva far sentire la continuità con il lavoro svolto l’anno scorso a Cefalù evitando gli stupidi strasci polemici che il vecchio titolo, provocatorio per scelta ( Facciamo …fuori… la chiesa), si era portato dietro. Purtroppo restiamo ancora ancorati a modi di vivere la nostra appartenenza ecclesiale che non solo appartengono ad un passato cronologico ma anche culturale, ed a volte anche a logiche umane che difficilmente riescono a far trasparire le logiche evangeliche. Dobbiamo cominciare a pensare diversamente: secondo modalità evangelo-compatibili di essere Chiesa: essere un po’ “fuori” (dagli schemi umani almeno). Fare Chiesa fuori non significa soltanto montare una tenda in mezzo ad una piazza per testimoniare una presenza di cristiani o di cristianità( ho detto soltanto quindi quando serve montiamole!), bensì essere noi stessi tabernacoli viventi, che camminano tranquillamente per le strade e le piazze del mondo illuminando con il loro “essere di Cristo” gli uomini e le donne del nostro tempo. Per questo motivo quest’anno si sono analizzate le difficoltà che la moderna società pone all’educazione dei giovani e alla loro capacità di mettersi in gioco nella vita. Oggi infatti “ la messa in questione dei principi stessi che regolano la relazione tra adulti e giovani genera una crisi dell’educazione che sembra veramente radicale” ci dice il prof. Bellingreri che ha relazionato questo tema: “Educare i giovani alle scelte di vita in una società incerta” (La relazione la trovate cliccando qui). Oltre all’intervento del prof. Bellingreri erano previste altre 4 relazioni molto più brevi ma non per questo meno importanti che illuminate dalla prospettive e dalle analisi antropo-pedagogiche avrebbero introdotto in modo più specifico ai forum. Purtroppo per problemi di natura tecnico-organizzativa le relazioni sono saltate passando direttamente ai forum con non poca confusione. Una delle relazioni riguardava l’ambito affettività e sarebbe dovuta essere trattata dal sottoscritto, mentre gli altri ambiti erano: catechesi, missione e sociale. La relazione sull’affettività … Leggi il seguito di questo post »

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Non tutto è come appare

Pubblicato da R.I. su Gio 09 Ott 08


 

Di Gianni Notari s.j.

 

Ancora una volta il problema dei senza tetto è tornato di attualità. Campeggia sulle pagine dei giornali insieme ad un altro tema ciclico: i privilegi della casta.  Non si riesce a uscire dal teatrino tipico della nostra città per cui sui problemi si dibatte, si discute anche animatamente; poi tutto si accantona, si congela. Cala il sipario dell’attenzione pubblica. Non si attuano percorsi risolutivi che possano superare lo stato di disagio. Così, inevitabilmente, tutto si ripresenta uguale, se non più drammatico. Aumenta, da un lato, la disperazione di chi vive nella povertà e, dall’altro, il “callo sociale” che provoca indifferenza nella restante parte della città. Ci stiamo vaccinando assumendo, a piccole dosi, degrado urbano cosicché ormai non ci indigniamo più. Leggi il seguito di questo post »

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La dimensione religiosa nella cultura mafiosa e il ruolo della Chiesa

Pubblicato da R.I. su Dom 17 Ago 08

di Riccardo Incandela

 

 

 

Ultimamente ho letto con piacere diversi articoli, e partecipato alla presentazione di un libro sul rapporto mafia-Chiesa ( preferisco questa forma  che se meno leggibile della formula Chiesa-mafia indica meglio “da chi a chi”  questo vettore relazionale si sposta). Come spiegava lo scorso maggio il prof B. Sorge SJ durante la presentazione del libro “Le Sagrestie di Cosa Nostra” di Vincenzo Ceruso, la mafia ha bisogno di legarsi, mimetizzarsi ed essere approvata da tutti i vettori sociali esistenti in un luogo per ottenere quel consenso e quella sottomissione capillare che ha avuto nel territorio siciliano come altrove. Pertanto la manipolazione e deviazione dei valori fortemente condivisi nella cultura siciliana come la  famiglia, trasformata in familismo, l’onore deviato in omertà, e la religione strumentalizzata nei rituali di iniziazione o come mezzo di accettazione sociale… è proprio ciò che contraddistingue il fenomeno mafioso da una qualsiasi altra organizzazione criminale. E’ questo il motivo per cui magistrati come Falcone e Borsellino credevano che l’educazione dei giovani alla legalità fosse parte integrante del loro mestiere e che anche per questo erano stipendiati dallo stato.

Il legame tra la società sana e quella mafiosa non è semplicemente economica, o politica, o legata alla minaccia armata e al clima di terrore che l’organizzazione criminale impone, bensì fondamentalmente culturale.

 

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“Arcobaleno di popoli”

Pubblicato da R.I. su Sab 05 Apr 08


E’ Domenica. Il sole volge al tramonto ed a due passi dal “palazzo delle aquile”, sede del comune di Palermo, nella centralissima Piazza Bellini, sembra assistere a qualcosa di particolare. Non sono i soliti bus turistici con i tedeschi o i giapponesi di turno che vanno a visitare la bellissima Chiesa della Martorana o Piazza Pretoria. La piccola folla composta da alcune centinaia di persone è variopinta. La maggior parte sono stranieri di ogni colore: africani, europei, asiatici, dell’America Latina molti dei quali con i loro coloratissimi e variopinti vestiti. E’ un’invasione pacifica della piazza. I presenti hanno in mano rami d’ulivo e le grandi foglie di palma, segni inequivocabili di pace. Non sono i soliti stranieri che fanno circolo nei bar o in altri ambienti attorno ad un boccale di birra. Non ci sono timori di furti, rapine, stupri…Non c’è neanche il timore del diverso, di chi non si conosce perché non entra nella nostra personale sfera di amicizia. Alla colorata assemblea si uniscono turisti capitati lì per caso al momento giusto.

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Continuano le missioni di strada a Palermo

Pubblicato da R.I. su Gio 03 Apr 08

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Santa Maria Goretti va nel carcere dove si pentì il suo uccisore. Mons Crociata celebra l’eucaristia con i carcerati.

Pubblicato da R.I. su Gio 21 Feb 08

Il Vescovo di Noto, S. E. Mons. Mariano Crociata, ha presieduto questa mattina, alle 8.30, la celebrazione eucaristica nella cappella del carcere di Noto dove è arrivata ieri l’urna contenente i resti mortali di Maria Goretti, la Santa dodicenne di Corinaldo, in provincia di Ancona. L’urna della Santa bambina, proveniente dalla parrocchia Santa Maria Goretti di Vittoria, è stata ospitata nella cappella del carcere inaugurata nel 2006, ex cella n. 45 della Casa di reclusione di Noto intitolata proprio a Maria Goretti.

 

 

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Mons. Pennisi: “Il Signore ci liberi dal pizzo e dalla mafia”!

Pubblicato da R.I. su Mer 20 Feb 08

CONVERTITEVI! Il monito terribile per sfuggire alla certa ira divina fatto da Giovanni Paolo II ai mafiosi, non ebbe mai l’eco, nella Chiesa siciliana, di cui questa terra avrebbe bisogno, neanche il cardinale Pappalardo, che comunque li condannò in termini etici non affrontò il tema della mafia dal punto di vista religioso come fece il Papa.

 

 

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LA DOPPIA FUGA

Pubblicato da R.I. su Mar 05 Feb 08

La decima edizione del rapporto annuale su “Gli italiani e lo Stato”, pubblicata recentemente, ci offre un quadro non entusiasmante della realtà del nostro Paese. Non si ha più fiducia. Il futuro appare incerto e carico di rischi. Tutte le istituzioni sono percepite incapaci di dare prospettive e ad esse si guarda con diffidenza. Ci si sente soli in un mondo insicuro e senza progetto.

Questa percezione diffusa intacca profondamente il vissuto e l’interiorità della persona: sembra imporsi il silenzio della speranza. Non interessa più a nessuno sapere che il mondo, come dice un verso di Brecht, ha bisogno di essere cambiato e riscattato. Ci si arrende alle cose come sono e non si lotta più per le cose così come dovrebbero essere. Tutto appare provvisorio, instabile; ogni equilibrio morale, politico ed economico è messo in discussione.

In Sicilia, tale sentimento diffuso di precarietà …            continua qui       

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La Piovra sulla festa di S. Agata

Pubblicato da R.I. su Dom 03 Feb 08

Catania, per sette anni Cosa Nostra avrebbe dettato tempi e ritmi della processione e controllato il giro d’affari dei fuochi d’artificio e della vendita della cera Leggi il seguito di questo post »

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L’arcivescovo di Palermo agli amministratori della città: Pace, Famiglia e istituzioni al servizio del Bene Comune.

Pubblicato da R.I. su Mer 02 Gen 08

“Nella contemplazione della figura della Vergine Maria, Madre di Dio, si apre anche il nuovo anno civile. E mentre siamo riconoscenti al Signore per il dono di un nuovo anno che ci dà nuovi slanci e rinnovato vigore nei difficili sentieri della vita quotidiana, imploriamo da lui la sua benedizione, perché anche questo 2008 che si apre possa essere custodito dal suo amore e sostenuto dalla sua grazia”.
Sono state le parole rivolte dall’Arcivescovo mons. Paolo Romeo stamani agli amministratori della città in occasione della tradizionale celebrazione liturgica a palazzo delle Aquile per il Capodanno 2008.
“Dal 1967, da quando il Santo Padre Paolo VI espresse questo desiderio, il primo giorno dell’anno è anche la Giornata Mondiale della Pace, un appuntamento che sprona tutti gli uomini che percorrono i sentieri del tempo, a rinnovare il proposito di farsi guidare in progetti di rispetto, solidarietà, reciproca accoglienza. Leggi il seguito di questo post »

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I disabili testimoni del Risorto (convegno.16-18 nov.)

Pubblicato da R.I. su Ven 23 Nov 07

  Anche i disabili sono testimoni di Cristo Risorto: lo hanno ben compreso i 200 partecipanti al convegno regionale appena concluso a Isola delle Femmine (Palermo), tre giorni di confronto, organizzati dal centro per l’evangelizzazione e la catechesi, diretto da don Pino Alcamo, in collaborazione con l’ufficio catechistico nazionale.“ I disabili sono cellule vive del corpo mistico di Cristo che è la chiesa” sottolinea l’arcivescovo di Palermo, mons. Paolo Romeo, rivolgendosi ad una platea di giovani e adulti paraplegici, audiolesi, down, malati mentali, ciechi e muti, accompagnati di familiari e accolti dagli operatori dell’ufficio della pastorale dei disabili di Palermo. “Non vi nascondete dietro alla vostra disabilità –continua Romeo– voi siete  missionari preziosi per l’annuncio del Vangelo. La Chiesa conta su di voi”. Vittorio Scelzo, responsabile del settore disabili dell’Ufficio nazionale catechisti, parla del modo in cui la comunità cristiana deve porsi davanti a queste persone. “ Le comunità parrocchiali –afferma mons. Michele Pennisi, vescovo delegato per la catechesi della conferenza Episcopale siciliana –sono il luogo naturale dove le famiglie che vivono una disabilità chiedono di essere coinvolte per un’iniziazione accogliente e corresponsabile”. Un’accoglienza dimostrata dalla testimonianza dei numerosi movimenti e gruppi presenti: Fede e luce, Movimento apostolico ciechi, Sant’Egidio, il gruppo Effatà della parrocchia Santa Luisa di Marillac di Palermo sorto per evangelizzare i sordi, l’oratorio giovanile Maria Santissima del Rosario di Adrano. Ma anche testimonianze laiche di integrazione, come “Coralmente”, un coro nato all’interno del dipartimento di salute mentale dell’Asl  di Plaermo. “ associare la persona disabile a  Cristo Risorto è rivoluzionario –testimonia Stefano toschi, con una grave disabilità motoria, responsabile del progetto Beati noi di Bologna –, perché la pesrosna disabile  viene sempre associata all’immagine del Cristo sofferente, ma io ho conosciuto persone disabili testimoni di una vita che non si arresta davanti alle difficoltà” E cita una pala d’altare di un pittore tedesco, Matthias Grunewald, del XVI secolo: da un lato il Crocifisso, dall’altro il Risorto. “Basta voltare la apala per passare dalla sofferenza alla gioia –conclude Toschi–. Ma per voltare la pala ci vogliono almeno due persone”.

Alessandra Turrisi

Fonte Avvenire 21 novembre 2007

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La missione del migrante.

Pubblicato da R.I. su Lun 19 Nov 07

Quando eravamo noi i migranti

La missione del migrante.Questo è stato uno dei concetti che più hanno colpito nel convegno di sabato 17 novembre“Il giovane migrante: risorsa e provocazione”  organizzato dalla fondazione Migrantes e dal centro pastorale per la migrazione dell’arcidiocesi di Palermo nei locali del centro Agape in p.zza S. Chiara. Il convegno, che inaugura una settimana di sensibilizzazione a Palermo, e posto alla vigilia dell’anno europeo del dialogo interculturale, ha affrontato  le principali problematiche della migrazione in Italia con particolare attenzione alla realtà siciliana e palermitana e con la duplice prospettiva della prima e della seconda generazione. Leggi il seguito di questo post »

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Padre “Libera (la) Terra” dalla mafia

Pubblicato da R.I. su Sab 04 Ago 07

 Il giudizio UniversaleProfessore, chiese uno studente ingenuo, come potè sopravvivere il cristianesimo durante così atroci e sistematiche persecuzioni?Dal sangue dei martiri nacquero nuove conversioni.Questa la risposta di don Vincenzo Lombino, noto professore siciliano di Patristica, alla domanda dello studente. E se molti vogliono ampliare il concetto di martirio nel senso canonico del termine, la nostra mente e il nostro cuore accoglie già come tali i volti di tanti uomini che hanno dato la vita lottando contro la mafia per la sua intrinseca realtà antievangelica, e non solo: Padre Puglisi e Peppino Impastato, Don Diana e i giudici PalermoFalcone e Borsellino e tanti altri la cui memoria è offuscata dall’omertà e dall’indifferenza che è sempre colpevole. Molti lamentano che il nostro clero sia adagiato negli allori e gozzovigli all’ombra dell’istituzione dimentico del messaggio evangelico di cui è promotore non unico ma importantissimo. Leggi il seguito di questo post »

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La Chiesa Palermitana e la sua Guida

Pubblicato da R.I. su Mer 13 Giu 07

La recente nomina del mons. Carmelo Cuttitta ha evidentemente sorpreso l’antica Chiesa Palermitana che si stava già godendo il caldo sole che preannuncia e già porta l’estate con le sue vacanze. Penne, anzi tastiere e blog, perchè ormai è questo il mezzo del pensiero libero, hanno già dato giudizi sulla persona, le intenzioni della guida del neo arcivescovo mons. Paolo Romeo e del neoeletto vescovo mons. Carmelo Cuttitta. Argomentazioni artificiose e faziose per posizioni pregiudiziali che vogliono gettare discredito sulla Chiesa Palermitana e sulla sua guida. Inutile pertanto controbattere. Di certo del nuovo Arcivescovo nell’ambiente ecclesiastico si comincia a vociferare circa la sua umanità e del suo calore tipicamente siciliano di cui si sentiva da tempo la mancanza. Programmatica è stata sicuramente la scelta di impiantare una casa delle Sorelle Francescane del vangelo proprio in episcopio. Per non parlare del suo discorso di insediamento alla città in piazza pretoria e dell’omelia in cattedrale. Il popolo palermitano è stato comunque sempre insensibile ai discorsi formali; diffidente per natura non ha dato ascolto alle parole di alta teologia pronunziate. Anche il clero e gli altri religiosi hanno espresso un “entusiasmo cauto” lasciandosi transportare dal momento di festa ma con il cuore forse un pò scettico. Nel clero e nell’ambiente sembra comunque spargersi la voce di un vescovo finalmente vicino col cuore, semplice ma sempre e comunque autorevole. Per quanto riguarda le illazioni circa la figura del nuovo vescovo ausiliare non si può che affermare quello che è tra le righe del suo curriculum  in questo momento pubblicato in moltissimi siti. Lo si accusa indirettamente di incapacità teologica e di aver accumulato meriti puramente burocratici e non pastorali, di aver fatto solo carriera, e che la più che decennale esperienza parrocchiale fosse solo “mirata”. Insignificante, dunque inutile, e solo formale, “mirata” appunto. Bhe, discorsi ben fatti da persone istruite ma male informate! Nel commento a cui ci riferiamo si parla di un “decennale e ovattato parrocato nella piccola parrocchia palermitana di S. Giuseppe Cottolengo (che gli lasciava il tempo di far ancora, talvolta, da autista al vecchio Pappalardo)”. Basterebbe guardare la cartina della città per capire che non è così (o google per gli internauti):  che serve una delle più popolose zone residenziali di Palermo: ben 10.000 abitanti. Sei funzioni liturgiche domenicali (compresa la vespertina) delle quali quattro presiedute dal suo parroco “padre Carmelo Cuttitta”. Un impegno costante, assiduo, sempre coadiuvato dai laici, i quali lo hanno aiutato, a suo dire nel discorso post nomina, “ad essere prete” nonostante le diverse occupazioni extraparrocchiali che andavano ben al di là l’accompagnare l’uomo che per anni lo ha sostenuto spiritualmente. Una preparazione teologica forte nella facoltà teologica palermitana dove consegue il secondo grado accademico: la licenza in Ecclesiologia ( scienza teologica non giuridica dunque). Anni di servizio nella Chiesa, sudati, vissuti e amati. Di certo come ogni essere umano non è  a sua volta amato da tutti, e non ha avuto solo brillanti successi, ma di certo coloro che hanno avuto modo di relazionarsi con lui con costanza ne hanno saputo apprezzare le qualità di autorevole guida e amabilità, capacità organizzativa e apertura all’ascolto, capacità di giudizio sia in campo spirituale che nel campo pratico. Una persona imperfetta come tutti, ma completa, equilibrata e capace come pochi. In ultimo l’augurio che possiamo fare a lui ma in primis a noi è quello di un buon servizio nella Chiesa palermitana, cammino di dedizione e virtù. Vorrei infine spendere l’ultima riga di questo articolo con le parole che mi rivolse quando lo cercai per un consiglio:

 ”Le persone che vogliono infastidirci sono tante ma noi non possiamo rinunziare mai alla Carità”.

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