VA PENSIERO: L’ESSERE COME PENSIERO

Omnia potentia saeculi somnium est, non veritas

Archivio per la categoria ‘pensiero’

VIDEO TESTIMONIANZA DI PAOLO BROSIO

Pubblicato da R.I. su Sab 31 Ott 09

Consiglio di saltare a pie pari la presentazione per ascoltare direttamente a quello che ha da dirci Paolo ;) ‘E davvero bella e impressionante!

 

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ABORTO. Tra principi etici e derive esistenziali

Pubblicato da R.I. su Mar 24 Feb 09

di Ausilia Riggi. Fonte www.evangelodalbasso.net

 

 

 

Il mistero della singolarità

Ho sempre provato stupore di fronte al puntino quasi invisibile attaccato al gambo di una pianta: pur non vedendo il fiore, è assicurata la sua presenza.

Anche io come persona sono strettamente collegata al bing bang del concepimento, durante il quale è scattato l’inizio del mio essere. Mi rifiuto di pensare che in quel momento ci fosse un pezzo di me; ai minimi termini dell’esistenza c’era un potenziale immenso, tutta l’eredità dell’umanità nella quale mi inserivo da in-dividua, cioè non-divisibile, intera[1].

 

Una chiave di lettura che prediligo mi fa risalire a Dio che non poteva comunicarmi una vita frantumata in briciole di materia, sia pure pregnanti di potenzialità: anche Lui non so immaginarlo che «Se stesso», e non infinitezza indeterminata[2].

 

Mistero affascinante la vita singolarizzata, da non desacralizzare.

 

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Feto: vivo o morto? X

Pubblicato da R.I. su Dom 04 Gen 09

Era un po’ che volevo scrivere qualcosa sull’aborto, ma ogni volta ho l’impressione che quando si parla dell’argomento la comunicazione va in tilt: non sembra possibile mettersi d’accordo su una cosa tanto semplice ma con conseguenze così radicali. Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Ed è così quando si toccano argomenti tabù come la morte, la libertà del singolo o la sessualità.  Per quanto riguardo il tabù sessualità credo che un pò tutti noi abbiamo fatto esperienza di persone per le quali è un tabù sia nel suo senso tradizionale ( non se ne può parlare) che per quello che mi pare stia diventando il suo secondo significato: non si può non ostentare quel qualcosa ed il vero tabù è  negarlo! (figurarsi pensare alla castità come valore per quanto relativo al singolo).

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La dimensione religiosa nella cultura mafiosa e il ruolo della Chiesa

Pubblicato da R.I. su Dom 17 Ago 08

di Riccardo Incandela

 

 

 

Ultimamente ho letto con piacere diversi articoli, e partecipato alla presentazione di un libro sul rapporto mafia-Chiesa ( preferisco questa forma  che se meno leggibile della formula Chiesa-mafia indica meglio “da chi a chi”  questo vettore relazionale si sposta). Come spiegava lo scorso maggio il prof B. Sorge SJ durante la presentazione del libro “Le Sagrestie di Cosa Nostra” di Vincenzo Ceruso, la mafia ha bisogno di legarsi, mimetizzarsi ed essere approvata da tutti i vettori sociali esistenti in un luogo per ottenere quel consenso e quella sottomissione capillare che ha avuto nel territorio siciliano come altrove. Pertanto la manipolazione e deviazione dei valori fortemente condivisi nella cultura siciliana come la  famiglia, trasformata in familismo, l’onore deviato in omertà, e la religione strumentalizzata nei rituali di iniziazione o come mezzo di accettazione sociale… è proprio ciò che contraddistingue il fenomeno mafioso da una qualsiasi altra organizzazione criminale. E’ questo il motivo per cui magistrati come Falcone e Borsellino credevano che l’educazione dei giovani alla legalità fosse parte integrante del loro mestiere e che anche per questo erano stipendiati dallo stato.

Il legame tra la società sana e quella mafiosa non è semplicemente economica, o politica, o legata alla minaccia armata e al clima di terrore che l’organizzazione criminale impone, bensì fondamentalmente culturale.

 

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DOPO IL SULTANO

Pubblicato da R.I. su Sab 16 Ago 08

di Gianni Notari

 

La presenza del Sultano dell’Oman ha aperto la valigia dei sogni di molti palermitani. Racconti e leggende su questo che rappresenta uno degli uomini più ricchi del pianeta si sono susseguiti nei discorsi e nelle cronache. C’è la suggestione di qualcosa di lontano che suscita un immaginario di favole, allontanando per un attimo dalla realtà e dalle sue fatiche.
Gli splendori della corte, per tanti, sono un’amara evasione dalle difficoltà di gestione di un quotidiano in cui la quarta settimana è una difficile acrobazia. Alle laute mance del Sultano e del suo staff si contrappone, infatti, l’ansia di coloro che, fra gli scaffali di un supermercato, organizzano i propri acquisti sulla base delle offerte sponsorizzate nei volantini o che non possono acquistare un prodotto perché anche un solo euro rappresenta una cifra da centellinare per far quadrare il bilancio familiare.

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Religione:l’antidoping del popolo 3. Ambrogio e il caso del cristianesimo.

Pubblicato da R.I. su Mar 13 Mag 08

 

Mentre in Italia ci si lamenta un po’, ma senza esserne troppo convinti, del rialzo del costo del pane nel mondo c’è chi il pane è da un po’ che non lo mette più sotto i denti. Il mondo in questo mese è un po’ in subbuglio: mentre tornado distruggono case in America, terremoti sconquassano e distruggono intere città in Cina, per non parlare della tempesta che ha causato la gravissima crisi umanitaria in Birmania. Come se non bastassero gli sconvolgimenti naturali a distruggere intere famiglie e paesi ci si mette anche la cupidigia umana: vera e propria criminalità dei governi come è accaduto con il furto degli aiuti umanitari e il diniego agli operatori di intervenire in favore delle popolazioni birmane. Poi fra recessione mondiale, guidata dagli Stati Uniti, e crisi del petrolio, guidata dalla speculazione e dalla finanza Arabo-musulmana e spesso anche le cattive e consapevoli politiche di enti e stati che appaiono come campioni di democrazia e di bontà umanitaria e che causano enormi danni non ci si può certo annoiare. 

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Religione: l’antidoping del popolo 2. La rivolta del Tibet.

Pubblicato da R.I. su Gio 20 Mar 08

la macchia rossaLe immagini dei recenti fatti dell’insurrezione in Tibet hanno fatto il giro del mondo per diversi giorni nei maggiori media, scuotendo le coscienze di molti. Qualche mese fa è accaduto qualcosa di simile per la Birmania. E’ indubitabile che ci sia un messaggio chiaro del mondo buddista contro lo strapotere e l’arroganza del governo cinese e dei regimi comunisti  e non. Lo stesso Dalai Lama ha molte volte accusato i leder cinesi di turno, mentre gli eccidi dei monaci e della popolazione birmana non avevano altri proclamatori che le crude immagini della repressione. Stavolta anche in Tibet abbiamo immagini sconvolgenti che testimoniano sia la rivolta che la repressione. Ma cerchiamo di capire cosa ha comportato l’invasione cinese del Tibet.

 

 

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Educazione ed Etica: il Papa si pronunzia ancora.

Pubblicato da R.I. su Mer 12 Mar 08

CITTA’ DEL VATICANO, 12 MAR. 2008 
Prima dell’Udienza Generale, tenutasi nell’Aula Paolo VI, il Papa ha incontrato nella Basilica Vaticana un numeroso gruppo di studenti italiani ai quali ha detto: “La scuola oggi affronta notevoli sfide che emergono nel campo dell’educazione delle nuove generazioni. Per questo motivo la scuola non può essere soltanto luogo di apprendimento nozionistico, ma è chiamata ad offrire agli alunni l’opportunità di approfondire validi messaggi di carattere culturale, sociale, etico e religioso”. 
  “Chi insegna” – ha detto ancora il Pontefice – “non può non percepire anche il risvolto morale di ogni umano sapere, perché l’uomo conosce per agire e l’agire è frutto della sua conoscenza. Nell’odierna società, segnata da rapidi e profondi mutamenti voi, cari giovani che volete seguire Cristo, abbiate cura di aggiornare la vostra formazione spirituale, cercando di comprendere sempre più i contenuti della fede. Potrete così essere pronti a rispondere senza esitazioni a chi vi domanda ragione della vostra adesione al Signore”.
Fonte: VIS

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LA DOPPIA FUGA

Pubblicato da R.I. su Mar 05 Feb 08

La decima edizione del rapporto annuale su “Gli italiani e lo Stato”, pubblicata recentemente, ci offre un quadro non entusiasmante della realtà del nostro Paese. Non si ha più fiducia. Il futuro appare incerto e carico di rischi. Tutte le istituzioni sono percepite incapaci di dare prospettive e ad esse si guarda con diffidenza. Ci si sente soli in un mondo insicuro e senza progetto.

Questa percezione diffusa intacca profondamente il vissuto e l’interiorità della persona: sembra imporsi il silenzio della speranza. Non interessa più a nessuno sapere che il mondo, come dice un verso di Brecht, ha bisogno di essere cambiato e riscattato. Ci si arrende alle cose come sono e non si lotta più per le cose così come dovrebbero essere. Tutto appare provvisorio, instabile; ogni equilibrio morale, politico ed economico è messo in discussione.

In Sicilia, tale sentimento diffuso di precarietà …            continua qui       

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L’URGENZA DELL’EDUCAZIONE: LA LETTERA DEL PAPA ALLA DIOCESI DI ROMA

Pubblicato da R.I. su Sab 19 Gen 08

Ieri è stata resa pubblica un Lettera del Santo Padre indirizzata alle Diocesi e alla Città di Roma sul compito urgente dell’educazione. Ne ripercorriamo brevemente i concetti principali:

L’educazione “oggi sembra diventare sempre più difficile. (…) Si parla perciò di una grande ‘emergenza educativa’

“È forte certamente” – ha sottolineato il Pontefice – “sia tra i genitori che tra gli insegnanti e in genere tra gli educatori, la tentazione di rinunciare Leggi il seguito di questo post »

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il Discorso mai pronunciato di Benedetto XVI alla Sapienza di Roma

Pubblicato da R.I. su Gio 17 Gen 08

Non vengo a imporre la fede ma a sollecitare il coraggio per la verità

Magnifico Rettore,
Autorità politiche e civili,
Illustri docenti e personale tecnico amministrativo,
cari giovani studenti!

È per me motivo di profonda gioia incontrare la comunità della “Sapienza – Università di Roma” in occasione della inaugurazione dell’anno accademico. Da secoli ormai questa Università segna il cammino e la vita della città di Roma, facendo fruttare le migliori energie intellettuali in ogni campo del sapere. Sia nel tempo in cui, dopo la fondazione voluta dal Papa Bonifacio VIII, l’istituzione era alle dirette dipendenze dell’Autorità ecclesiastica, sia successivamente quando lo Studium Urbis si è sviluppato come istituzione dello Stato italiano, la vostra comunità accademica ha conservato un grande livello scientifico e culturale, che la colloca tra le più prestigiose università del mondo. Da sempre la Chiesa di Roma guarda con simpatia e ammirazione a questo centro universitario, riconoscendone l’impegno, talvolta arduo e faticoso, della ricerca e della formazione delle nuove generazioni. Non sono mancati in questi ultimi anni momenti significativi di collaborazione e di dialogo.

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Fra Highlander e il papa che speranza abbiamo di vivere(in eterno) dottore?

Pubblicato da R.I. su Lun 07 Gen 08

Rivedendo un vecchio film da un lato rivedi qualcosa che sai ti ha emozionato e dunque ti aspetti che lo faccia ancora dall’altro lo guardi con occhi diversi, specie se quando lo hai visto la prima volta eri davvero piccolo; ironia della sorte io lo guardai con il mio defunto padre! Ma Highlander nonostante gli anni passati rimane sempre il mito di un tempo, sarà per la colonna sonora degli intramontabili Queen, sarà per il fascino indiscutibile della storia, sarà per il sogno di immortalità che questo film da un lato canta, dall’altro critica. Questa critica onestamente non la ricordavo e forse non potevo neanche capirla. Anche una delle canzoni della colonna sonora che entrerà a buon titolo fra le bests of Queen chiede ma “chi vuole vivere per sempre?” una domanda che in molti si fanno. Questa domanda ricordo che molti me l’hanno posta negli anni passati parlando di vita eterna, anche se devo dire negli ultimi tempi l’avevo quasi dimenticata come domanda e con me evidentemente anche i miei interlocutori. Un mese fa circa un tizio simpatico, che va sempre vestito di bianco e che ha riscoperto il gusto del rosso per le berrette e le mantelle però ha fatto bene a ricordarcela. Leggi il seguito di questo post »

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Cenacoli e riparazioni per i peccati dei preti pedofili e non solo…

Pubblicato da R.I. su Dom 06 Gen 08

Come minimo ha stordito la notizia rimbalzata sui media fra ieri e oggi circa l’iniziativa della congregazione per il clero di favorire la costituzione di “cenacoli eucaristici” di adorazione e riparazione; e di far riscoprire la maternità spirituale per i sacerdoti. Cosa dovrebbe far notizia in tutto ciò? Il fatto che espressamente queste misure vengono prese quale “riparazione” per “le vittime delle gravi situazioni di condotta morale e sessuale di una piccolissima parte del clero”, pedofilia in primis, come dice il card. Claudio Hummes in un’intervista all’Osservatore Romano. Ma a noi non importa soltanto ciò che fa notizia al mondo: non ci impressiona tanto il fatto che si istituisca un movimento espressamente contro la pedofila e tutte le altre sozzure e mancanze di cui, purtroppo, si macchiano i sacerdoti in “quanto uomini peccatori”; né tantomeno il fatto che ciò fosse noto “da sempre” (come batte repubblica online); ci stupisce invece che dopo anni di assenza viene affermata pubblicamente la necessità della riparazione per i peccati! Sembrava una cosa relegata al passato e ai, dottrinalmente controversi, messaggi della Madonna a Medjugorie e al suo obsoleto pregate pregate pregate… E poi la maternità spirituale!!!

Qualcuno, lo so già, dirà che si vuole risolvere la fame del mondo con una preghierina, ironizzando tra l’entità reale del problema, che è stato ingiustamente ridicolizzato dal card. Hummes , e i mezzi con i quali lo si vuole affrontare, ma di fatto, in linea con il pontificato di Benedetto XVI, si vuole riscoprire la forza dell’azione di Dio nel mondo che è capace di convertire i cuori e guarire le ferite fisiche, psichiche e spirituali. Di certo non è l’istituzione formale di una “specie di santuario eucaristico” come si legge nella lettera “per la santificazione del clero” inviata ai vescovi (l’8 dicembre… sarà mica una risposta agli appelli della Madonna?), a sanare il problema della pedofilia o della dubbia santità sacerdotale, ma è al tempo stesso l’azione e la vera preghiera di un’intera comunità. Ma l’asse portante deve essere la preghiera perché “se il SIGNORE non protegge la città, invano vegliano le guardie.”( Sal 127,1). A tal riguardo una madre spirituale ricordava: “Il faut toujours prier comme si l’action ètaite inutile et agir comme si la prière ètaite insuffisante” ( S. Teresa di Lisieux) ovvero: bisogna pregare come se l’azione fosse inutile ed agire come se la preghiera fosse insufficiente.

Riccardo Incandela

Interessante pdf della congregazione per il clero circa l’iniziativa

Chi non ha pensato alla famosa nona stazione della via crucis di tre anni fa? Bhe anche allora un porporato (tale Joseph Ratzinger…che ci sia una relazione!?!!) fece riflettere tutta la chiesa con queste parole: “Quanta sporcizia c’è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a lui! Quanta superbia, quanta autosufficienza!” Qui tutto il testo.

 

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Ma cosa dice prof?! … silenzio… e la pedagogia va in frantumi…

Pubblicato da R.I. su Mer 02 Gen 08

L'urlo di homer munchA scuola tante parole volano via senza lasciare alcun segno: il professore parla e i ragazzi guardano le mosche, oppure prova a lanciare un argomento di discussione che deperisce dopo due o tre svogliati interventi. Ma a volte capita la giornata d’oro, quella in cui le parole pesano e lasciano un segno profondo negli studenti ma anche nel professore, al quale si rivelano intuizioni sbalorditive. E così l’altro giorno in classe si parlava di desideri, di consumismo, di intontimenti pericolosi, tema che torna spesso e che sembra non avere soluzione.

Ma stavolta Manolo, un ragazzetto scapigliato e nervoso, ha fatto in tre minuti un’analisi chiarissima, di quelle che aprono e chiudono ogni discorso. «Voi insegnanti ci dite che i desideri sono la nostra rovina, che ci costringono in una situazione di affanno perenne, di dipendenza, di mortificazione del pensiero. I desideri ci spingono nei centri commerciali dove siamo come pecore al pascolo, e noi sbaviamo dietro un telefonino, un paio di scarpe firmate, una maglia da cento euro, e intanto non ci accorgiamo che il lupo si sbrana la nostra vita. Ci parlate di Leopardi e di Schopenhauer, insistete perché noi ragazzi non perdiamo tempo ed energie a rincorrere false soddisfazioni, che in realtà ci impoveriscono sempre più. Leggi il seguito di questo post »

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Il natale dei Babbi

Pubblicato da R.I. su Mer 26 Dic 07

Una piccola riflessione durante le feste natalizie. Mentre il consumismo e la “paganizzazione del Natale fa problema in qualche salotto televisivo migliaia di famiglie hanno celebrato il Natale, ognuno a loro modo, più o meno cristianamente, nonostante il cancro che le attanaglia. Divorzi, aborti, odi, litigi, eppure ancora resiste il natale. Qualcuno potrebbe obiettarmi: “Babbo!” come puoi dire che questo natale è la celebrazione della nascita di Cristo? Rispondo: infatti non è soltanto la celebrazione della nascita di Cristo, bensì la celebrazione del suo lieto messaggio e di Cristo stesso: “il dono di Dio”. Nella festa, oltre la sua ritualizzazione cultuale che nel ricordo della nascita celebra il suo compimento donativo nella morte e risurrezione, viene vissuto, naturalmente nei suoi diversi gradi di attuazione e coscientizzazione, l’atto del dono eterno di Dio all’uomo nella consegna del Figlio da parte del Padre nell’incarnazione, nell’autoconsegna del Figlio alla morte nell’effusione del sangue e dello Spirito Santo. Un atto di donazione totale dell’Uomo che dal cielo porta il dono totale della salvezza e tutti i carismi dello Spirito Santo, detti anche doni. E così è nella simbologia della festa natalizia: nel rito dello scambio dei doni dove gli uomini scambiano nell’amore i doni facendo partecipare gli altri di ciò che era proprio, uscendo da se stessi per andare verso gli altri. Questo rito è tanto coinvolgente che se lo si riceve nello SPIRITO giusto, si ha il desiderio di donare a chi si vuole bene ciò che può far loro piacere o che si creda utile o anche solo un segno, un simbolo dell’affetto che lega a quella persona. Infine poi la cena della veglia e il pranzo in famiglia prende tutta la forza del convivio, del sacrificio di chi ha preparato, l’euforia della festa e del vino unendo le persone nell’amore nonostante gli screzi e le difficoltà quotidiane. Però non sempre è così e l’ipocrisia si annida sempre dietro l’angolo insieme al dolore e al pianto dell’animo, ma questo rientra, a mio avviso, nel paradosso del comandamento dell’amore, dove l’Amore assoluto e divino(“come io ho amato voi) viene imposto (nella forma del comandamento “ vi do un comandamento nuovo”) alla comunità umana dei discepoli ma non ai singoli ma “gli uni gli altri”. E’ dall’osservanza di questo comandamento che lo Spirito Santo trova il sostrato volitivo per il compimento del miracolo più eccelso: quello dell’amore tra gli uomini.

Riccardo Incandela

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IL PENSIERO: VERITÀ E BELLEZZA.

Pubblicato da R.I. su Mar 26 Giu 07

Il pensiero: la fantasia, il calcolo, la matematica, l’arte, la musica, la filosofia, sono in se atemporali e sovraspaziali. Esistono in una dimensione al tempo stesso fisica e metafisica. Non si può negare che il pensiero e le sue espressioni logiche ed artistiche siano legate ad una mente che li ha prodotti, in se intrisecamente immanente, legata al suo tempo, ad una cultura della quale si nutre e per osmosi si relaziona. Esso ne è un frutto, una creatura. Il pensiero ha lo stesso spessore di un sottile foglio di carta: tanto sottile da risultare tagliente, raccolto in tomi tanto pesante da uccidere. Il pensiero è ciò che permette all’uomo di essere se stesso, di vivere come tale, di esprimersi, di gioire, di arrabbiarsi, di amare ed odiare, dare la vita e toglierla. Nel pensiero l’uomo ama e odia se stesso e il mondo, lo osserva, lo contempla, lo giudica. Vede il mondo e giudica se stesso; giudica il mondo in base al pensiero che il mondo ha formato lui. Siamo una strana sintesi di ragione ed emozione che in se stessa è sempre pensiero, irrazionale, istintivo, carico di paura ma pur sempre pensiero. Ossessivo, distruttivo, odioso o amoroso, forte, sensuale, distorto, impulsivo infine eccezionalmente bello ed estetizzante. Persino un incubo ha in se un lato estetico; ha quell’attrattiva che spinge i produttori di films a riprodurli a loro modo. Così impariamo a gustare la paura che altri hanno immaginato, pensato ed infine prodotto. Identicamente con l’amore, nell’infinita biblioteca rosa o nei travolgenti films di amore. L’erotismo cose’è se non un pensiero spesso ossessivo che induce anche i saggi a commettere stupidagini per così poco? Eppure è solo un pensiero. Persino l’odio e la morte riprodotti dal pensiero hanno un’attrattiva tanto grande quanto paura abbiamo nella nostra mente. Il pensiero ha la capacità di mostrarci la realtà: di interpretarla ed ancora di confonderla, nasconderla, camuffarla a nostro piacimento (o del nostro inconscio). Non che questo sia un bene o un male. È solo la capacità del pensiero.  C’è poi chi usa del suo pensiero per far emergere la realtà al di là dei camuffamenti dei pensieri propri ad altrui. Questo è un lavoro, duro, analitico, spesso poco estetico ed estetizzante… perché il suo obiettivo non è essere piacevole ma solo veritativo. E spesso si sa la verità non è bella! Spesso si usa per scoprire errori di tesi altrui ponendosi in questo modo in conflitto con altri e i loro pensieri che a loro modo cercano di esprimere una verità non convincente o millantata, ingenuamente o criminalmente. Ad ogni modo ci si rende conto come per assurdo sia molto più facile formulare ed esprimere un pensiero che non ha alcun fondamento nella realtà ma che è molto accattivante e suadente, e tanto difficile da ricercare, formulare, esprimere e comunicare un pensiero aderente alla realtà. Anche chi ascolta o legge un pensiero trova difficoltà e spesso, purtroppo si lascia abbindolare solo dalla suadenza o dalla forza emotiva di certi pensieri e ideologie.

Riccardo Incandela 

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