Archivio per la categoria ‘Joseph Ratzinger’
Educazione ed Etica: il Papa si pronunzia ancora.
Pubblicato da R.I. su Mer 12 Mar 08
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L’URGENZA DELL’EDUCAZIONE: LA LETTERA DEL PAPA ALLA DIOCESI DI ROMA
Pubblicato da R.I. su Sab 19 Gen 08
Ieri è stata resa pubblica un Lettera del Santo Padre indirizzata alle Diocesi e alla Città di Roma sul compito urgente dell’educazione. Ne ripercorriamo brevemente i concetti principali:
L’educazione “oggi sembra diventare sempre più difficile. (…) Si parla perciò di una grande ‘emergenza educativa’
“È forte certamente” – ha sottolineato il Pontefice – “sia tra i genitori che tra gli insegnanti e in genere tra gli educatori, la tentazione di rinunciare Leggi il seguito di questo post »
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il Discorso mai pronunciato di Benedetto XVI alla Sapienza di Roma
Pubblicato da R.I. su Gio 17 Gen 08
Non vengo a imporre la fede ma a sollecitare il coraggio per la verità
Magnifico Rettore,
Autorità politiche e civili,
Illustri docenti e personale tecnico amministrativo,
cari giovani studenti!
È per me motivo di profonda gioia incontrare la comunità della “Sapienza – Università di Roma” in occasione della inaugurazione dell’anno accademico. Da secoli ormai questa Università segna il cammino e la vita della città di Roma, facendo fruttare le migliori energie intellettuali in ogni campo del sapere. Sia nel tempo in cui, dopo la fondazione voluta dal Papa Bonifacio VIII, l’istituzione era alle dirette dipendenze dell’Autorità ecclesiastica, sia successivamente quando lo Studium Urbis si è sviluppato come istituzione dello Stato italiano, la vostra comunità accademica ha conservato un grande livello scientifico e culturale, che la colloca tra le più prestigiose università del mondo. Da sempre la Chiesa di Roma guarda con simpatia e ammirazione a questo centro universitario, riconoscendone l’impegno, talvolta arduo e faticoso, della ricerca e della formazione delle nuove generazioni. Non sono mancati in questi ultimi anni momenti significativi di collaborazione e di dialogo.
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Fra Highlander e il papa che speranza abbiamo di vivere(in eterno) dottore?
Pubblicato da R.I. su Lun 07 Gen 08
Rivedendo un vecchio film da un lato rivedi qualcosa che sai ti ha emozionato e dunque ti aspetti che lo faccia ancora dall’altro lo guardi con occhi diversi, specie se quando lo hai visto la prima volta eri davvero piccolo; ironia della sorte io lo guardai con il mio defunto padre! Ma Highlander nonostante gli anni passati rimane sempre il mito di un tempo, sarà per la colonna sonora degli intramontabili Queen, sarà per il fascino indiscutibile della storia, sarà per il sogno di immortalità che questo film da un lato canta, dall’altro critica. Questa critica onestamente non la ricordavo e forse non potevo neanche capirla. Anche una delle canzoni della colonna sonora che entrerà a buon titolo fra le bests of Queen chiede ma “chi vuole vivere per sempre?” una domanda che in molti si fanno. Questa domanda ricordo che molti me l’hanno posta negli anni passati parlando di vita eterna, anche se devo dire negli ultimi tempi l’avevo quasi dimenticata come domanda e con me evidentemente anche i miei interlocutori. Un mese fa circa un tizio simpatico, che va sempre vestito di bianco e che ha riscoperto il gusto del rosso per le berrette e le mantelle però ha fatto bene a ricordarcela. Leggi il seguito di questo post »
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Cenacoli e riparazioni per i peccati dei preti pedofili e non solo…
Pubblicato da R.I. su Dom 06 Gen 08
Come minimo ha stordito la notizia rimbalzata sui media fra ieri e oggi circa l’iniziativa della congregazione per il clero di favorire la costituzione di “cenacoli eucaristici” di adorazione e riparazione; e di far riscoprire la maternità spirituale per i sacerdoti. Cosa dovrebbe far notizia in tutto ciò? Il fatto che espressamente queste misure vengono prese quale “riparazione” per “le vittime delle gravi situazioni di condotta morale e sessuale di una piccolissima parte del clero”, pedofilia in primis, come dice il card. Claudio Hummes in un’intervista all’Osservatore Romano. Ma a noi non importa soltanto ciò che fa notizia al mondo: non ci impressiona tanto il fatto che si istituisca un movimento espressamente contro la pedofila e tutte le altre sozzure e mancanze di cui, purtroppo, si macchiano i sacerdoti in “quanto uomini peccatori”; né tantomeno il fatto che ciò fosse noto “da sempre” (come batte repubblica online); ci stupisce invece che dopo anni di assenza viene affermata pubblicamente la necessità della riparazione per i peccati! Sembrava una cosa relegata al passato e ai, dottrinalmente controversi, messaggi della Madonna a Medjugorie e al suo obsoleto pregate pregate pregate… E poi la maternità spirituale!!!
Qualcuno, lo so già, dirà che si vuole risolvere la fame del mondo con una preghierina, ironizzando tra l’entità reale del problema, che è stato ingiustamente ridicolizzato dal card. Hummes , e i mezzi con i quali lo si vuole affrontare, ma di fatto, in linea con il pontificato di Benedetto XVI, si vuole riscoprire la forza dell’azione di Dio nel mondo che è capace di convertire i cuori e guarire le ferite fisiche, psichiche e spirituali. Di certo non è l’istituzione formale di una “specie di santuario eucaristico” come si legge nella lettera “per la santificazione del clero” inviata ai vescovi (l’8 dicembre… sarà mica una risposta agli appelli della Madonna?), a sanare il problema della pedofilia o della dubbia santità sacerdotale, ma è al tempo stesso l’azione e la vera preghiera di un’intera comunità. Ma l’asse portante deve essere la preghiera perché “se il SIGNORE non protegge la città, invano vegliano le guardie.”( Sal 127,1). A tal riguardo una madre spirituale ricordava: “Il faut toujours prier comme si l’action ètaite inutile et agir comme si la prière ètaite insuffisante” ( S. Teresa di Lisieux) ovvero: bisogna pregare come se l’azione fosse inutile ed agire come se la preghiera fosse insufficiente.
Riccardo Incandela
Interessante pdf della congregazione per il clero circa l’iniziativa
Chi non ha pensato alla famosa nona stazione della via crucis di tre anni fa? Bhe anche allora un porporato (tale Joseph Ratzinger…che ci sia una relazione!?!!) fece riflettere tutta la chiesa con queste parole: “Quanta sporcizia c’è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a lui! Quanta superbia, quanta autosufficienza!” Qui tutto il testo.
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CLERO PROGRESSISTA VS RATZINGER
Pubblicato da R.I. su Gio 26 Lug 07
Certo è che circa il Motu Proprio “ Summorum Pontificum” (qui il testo italiano non ufficiale) si sta dicendo di tutto e di più: dall’ ala molto minoritaria conservatrice che osanna il pontefice quale salvatore della Chiesa dall’apostasia del Concilio vaticano II all’ala progressista che oltre a deplorare il documento pontificio minaccia di ignorarlo e alcuni profetizzano che il provvedimento cadrà presto nel dimenticatoio. Il rischio c’è ed è grande da una parte e dall’altra. Ma la lettera apostolica non è unica nel suo genere: già papa Giovanni Paolo II dava la stessa autorevole interpretazione alla tradizione conciliare e al magistero precedente, riguardo la questione della messa tridentina riformata, nel 1984 e nel 1988 rispettivamente con la lettera “Quattuor Abhinc Annos” della congregazione del culto divino e con il motu proprio “Ecclesia Dei”, dove l’amato pontefice afferma: “dovrà essere ovunque rispettato l’animo di tutti coloro che si sentono legati alla tradizione liturgica latina, mediante un’ampia e generosa applicazione delle direttive, già da tempo emanate dalla sede apostolica”, riferendosi alla Quattuor Abhinc Annos.
Ma qual è allora il problema?
Il problema sta nelle frange estremiste delle due fazioni: quella progressista che nella Chiesa è di larga maggioranza e quella tradizionalista che è in minoranza. Al centro abbiamo i due pontefici che, fortunatamente, non solo per fede stavolta, interpretano correttamente la tradizione della Chiesa.
PERCHÉ?
La frangia progressista che ha nei vescovi francesi i suoi più “caldi” sostenitori ( qui riportiamo un articolo di Sandro Magister circa le azioni dei suddetti alla notizia delle intenzioni del pontefice il 13/11/2006) vede nella “ Summorum Pontificum” un tradimento del Concilio Vaticano perché a favore di coloro che non credono nel suo rinnovamento: I Lefebvriani scismatici (1988) e i cattolici tradizional-fondamentalisti. Questi ultimi applaudono sicuri che il ritorno al latino riporterà magicamente ( o miracolosamente) la fede e l’ordine nella Chiesa; i Lefebriani, invece, auspicano che “il clima favorevole instaurato dalle nuove disposizioni della Santa Sede permetta – dopo il ritiro della scomunica che colpisce ancora i suoi vescovi – di affrontare con più serenità i punti dottrinali in questione” (Bernard Fellay vescovo successore di Marcel Lefebvre) MA
ALLORA?
Il motu proprio infatti non è come dice l’ala progressista un semplice indulto per accaparrarsi i Lefebvriani e la risposta di mons. Fellay era prevista dal pontefice che cerca i motivi dello scisma ben “più in profondità” ( qui nella lettera di accompagnamento del motu proprio). Le accuse poi di tradimento del Vaticano II possono essere ribaltate dalla semplice lettura del testo della Costituzione sulla sacra liturgia “ Sacrosantum Concilium (SC) che detta le norme per il rinnovamento liturgico, largamente ignorate colpevolmente dalla maggioranza progressista, commettendo ogni sorta di abuso liturgico.Al numero 36 par 1) stabilisce che l’uso del latino sia conservato nei riti( in generale) latini mentre al par 2) dona la possibilità di concendere alla lingua viva (locale) uno spazio più ampio ( già nel rito tridentino riformato del 1962 si avevano le letture bibliche e il Vangelo in lingua viva).Al numero 54 applica le stesse cose nel particolare alla messa con due raccomandazioni: i fedeli sappiano celebrare e cantare insieme anche in latino e che il tutto sia preso in esame con attenzione e prudenza!Avvenne tutto il contrario con altari di pregiatissimo valore in vendita per pochi spiccioli, o gettati in qualche scantinato, o fra le immondizie; i rosari strappati dalle mani delle vecchine e i messali latini dati alle fiamme.Oggi si tenta solamente di far riemergere e riscoprire, e non di imporre una tradizione plurisecolare della Chiesa che a conti fatti si chiama proprio Cattolica di rito latino!
Riccardo Incandela
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