Archivio per la categoria ‘cronaca’
Pubblicato da R.I. su Dom 21 Giu 09
Le organizzazioni firmatarie, appartenenti al Tavolo Asilo, si appellano oggi pubblicamente al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per chiedere attenzione verso i diritti
umani e il diritto d’asilo, il quale risulta profondamente a rischio a seguito della politica perseguita dall’Italia nel Mediterraneo.
Tra il 6 e l’11 maggio, unità navali Italiane hanno rinviato forzatamente in Libia alcune centinaia di persone – 471 secondo quanto dichiarato dal Ministro dell’Interno al Senato il 25 maggio – dopo averle intercettate nelle acque del Mediterraneo. A riguardo, intendiamo innanzitutto esprimere la nostra profonda preoccupazione e il nostro rammarico per la mancanza di trasparenza che ha caratterizzato tali operazioni. Non si ha notizia che riguardo alle persone trasportate in Libia sia stata rilevata la nazionalità, l’eventuale minore età, l’eventuale stato di gravidanza delle donne, o la possibile richiesta di protezione internazionale, così come non risulta che siano state accertate le condizioni di salute.
L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) ha dichiarato che tra le persone riportate in Libia vi erano cittadini somali ed eritrei in cerca di protezione internazionale. In proposito è utile ricordare che, nel 2008, circa il 75% dei 35.000 migranti giunti in Italia via mare ha fatto richiesta di asilo e al 50% di questi è stata concessa una forma di protezione (fonte: Ministero dell’Interno). Inoltre, secondo fonti di organizzazioni non governative, da maggio 2008 a febbraio 2009 sono stati circa 2000 i minori stranieri non accompagnati arrivati via mare a Lampedusa e negli ultimi anni sono aumentate le donne in gravidanza e i migranti con patologie legate alle condizioni di viaggio via mare come traumi, ustioni, ferite. Di conseguenza riteniamo che, assieme a persone bisognose di protezione internazionale, tra i migranti rinviati in Libia potessero esservi minori non accompagnati e persone bisognose di cure mediche. La Libia è un paese che non aderisce alla Convenzione di Ginevra sui Rifugiati del 1951, non ha una procedura di asilo e non ha offerto sinora alcuna protezione a migranti e rifugiati, quindi non può essere considerata un posto sicuro. La Convenzione di Ginevra relativa allo status dei rifugiati, la Convenzione Europea per la salvaguardia dei Diritti Umani e delle Libertà Fondamentali, la Convenzione ONU contro la tortura e altre pene o trattamenti inumani o degradanti, la Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione europea e il Testo Unico sull’immigrazione della normativa italiana vietano le espulsioni, i respingimenti e ogni forma di rinvio, diretto o indiretto, verso luoghi nei quali esista un serio rischio che le persone rinviate possano essere vittime di tortura, persecuzione, altre gravi violazioni dei diritti umani e conflitti armati o condizioni di violenza generalizzata. Gli obblighi sanciti in questi strumenti internazionali e richiamati dalla normativa nazionale sono inderogabili e debbono essere sempre rispettati dalle autorità che svolgono attività di controllo alle frontiere e contrasto all’immigrazione irregolare, anche quando operano in zone extraterritoriali.
L’allontanamento di persone dalle coste europee, direttamente dal mare, senza aver dato loro accoglienza e assistenza medica a terra, rappresenta inoltre una violazione di principi umanitari, tenendo conto che queste persone hanno effettuato un viaggio lungo e pericoloso, in condizioni estreme. Riteniamo sia da accogliere con favore la possibilità che, anche con il contributo dell’Italia e dell’Unione Europa, si possa costruire un sistema di asilo in paesi esterni all’UE fortemente investiti da flussi migratori, come la Libia. Tuttavia, ciò non può condurre all’ipotesi di demandare a paesi terzi l’esame delle domande di asilo presentata da rifugiati che intendono chiedere protezione all’Italia e ad altri paesi europei. Il presupposto ineludibile del rispetto del diritto d’asilo nel diritto internazionale è infatti rappresentato, in primo luogo, dal diritto di accesso dei rifugiati al territorio dei paesi ove essi intendono chiedere protezione e l’esame delle domande di protezione internazionale deve sempre avvenire sotto la piena giurisdizione
di tali stati. Vorremmo infine segnalare che a oggi, nonostante le ripetute richieste di trasparenza, non sono stati resi pubblici gli accordi tecnici in materia d’immigrazione stipulati tra Italia e Libia negli ultimi anni.
Le associazioni firmatarie si rivolgono al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi affinché venga ripristinato il rispetto del diritto internazionale.
Chiediamo che sia assicurata una prassi basata sul soccorso, la prima accoglienza e l’identificazione dei gruppi vulnerabili tra cui i richiedenti asilo, le vittime di tratta e i minori e che i migranti intercettati vengano portati a terra in Italia dove possano essere identificati, presentare richiesta di protezione internazionale e ricevere adeguate cure mediche, con un’analisi dei casi individuali svolta in conformità con le norme vigenti.
Roma, 10 giugno 2009
Amnesty International Italia
Associazione ARCI
ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione)
Associazione Progetto Diritti
Associazione Senza Confine
Casa dei Diritti Sociali
Centro Astalli – JRS Italia
FCEI (Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia)
CIR (Consiglio Italiano per i Rifugiati)
Centro Ex Canapificio – Castevolturno
SIMM (Società Italiana Medicina delle Migrazioni)
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Pubblicato da R.I. su Dom 04 Gen 09
Era un po’ che volevo scrivere qualcosa sull’aborto, ma ogni volta ho l’impressione che quando si parla dell’argomento la comunicazione va in tilt: non sembra possibile mettersi d’accordo su una cosa tanto semplice ma con conseguenze così radicali. Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Ed è così quando si toccano argomenti tabù come la morte, la libertà del singolo o la sessualità. Per quanto riguardo il tabù sessualità credo che un pò tutti noi abbiamo fatto esperienza di persone per le quali è un tabù sia nel suo senso tradizionale ( non se ne può parlare) che per quello che mi pare stia diventando il suo secondo significato: non si può non ostentare quel qualcosa ed il vero tabù è negarlo! (figurarsi pensare alla castità come valore per quanto relativo al singolo).
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Pubblicato da R.I. su Ven 13 Giu 08
In uno dei miei viaggi in Africa ho potuto vedere le enormi estensioni di coltivazioni intensive di caffè e di ananas del Kenia. Le infinite piantagioni di cotone del Tchad. Le montagne di arachidi del Senegal. In Asia ho visto il selvaggio disboscamento della foresta pluviale del Kalimantan (Indonesia) e le sue interminabili colline con piantagioni di palme da olio. Si potrebbero denunciare situazioni simili in Brasile, Messico, Colombia, etc. etc. In molti Paesi emergenti del mondo, pian piano si è imposta la distruzione dei modelli produttivi agricoli regionali, che si adattavano più facilmente alle variazioni del clima e riuscivano a soddisfare meglio i bisogni alimentari della gente, a favore delle colture estensive gestite dalle grandi multinazionali alimentari. Avviene così l’assurdo che il riso prodotto in Congo con i modelli agricoli locali, costi di più di quello prodotto negli Stati Uniti d’America attraverso le culture estensive. Le multinazionali hanno il monopolio planetario per la determinazione dei prezzi degli agroalimentari. Avviene così che le arachidi prodotti in Senegal ogni anno, sono pagate sempre di meno ai contadini e vendute sempre di più ai consumatori, con il conseguente sempre maggior guadagno per le multinazionali. Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da R.I. su Dom 30 Mar 08
Perché scrivere ancora sul battesimo di Magdi Cristiano Allam? La rete vomita articoli contro di lui, contro papa Benedetto, oppure timide e strenue difese del neofita. Pedina dello scontro mediatico e culturale dell’anticlericalismo e dell’antioccidentalismo, si dichiara un ricercatore della verità, del dialogo e soprattutto della ragione contro l’oscurantismo di troppe frange musulmane. Contro queste scrive e da queste è minacciato di morte. Approdato alla fede in Cristo dopo un tortuoso cammino, viene battezzato nella notte della scorsa Pasqua direttamente dalle mani del papa. Per questo motivo il papa viene accusato di aver costruito una manovra mediatica contro l’islam. Il vaticano nega. Tante domande: sconvolge la notizia della conversione del vicedirettore musulmano del corriere della sera al Cristianesimo, proprio quello che parlava come esperto del mondo musulmano al tg5. Subito dopo il battesimo scrive una lettera al direttore del Corriere, la quale viene metodicamente censurata, nelle sue parti più sconcertanti. Quelle anti musulmane voi direte, no, quelle del suo incontro con Cristo… ecco perchè non posso trattenermi dallo scrivere, anzi vi riporterò soltanto quello che è già stato scritto…
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Pubblicato su Chiesa, Documenti, cronaca, ecumenismo | Contrassegnato da tag: Aref Ali Nayed, Federico Lombardi, lettera dei 138 saggi, Magdi Allam | Lascia un commento »
Pubblicato da R.I. su Gio 27 Mar 08
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Pubblicato da R.I. su Gio 20 Mar 08
Le immagini dei recenti fatti dell’insurrezione in Tibet hanno fatto il giro del mondo per diversi giorni nei maggiori media, scuotendo le coscienze di molti. Qualche mese fa è accaduto qualcosa di simile per la Birmania. E’ indubitabile che ci sia un messaggio chiaro del mondo buddista contro lo strapotere e l’arroganza del governo cinese e dei regimi comunisti e non. Lo stesso Dalai Lama ha molte volte accusato i leder cinesi di turno, mentre gli eccidi dei monaci e della popolazione birmana non avevano altri proclamatori che le crude immagini della repressione. Stavolta anche in Tibet abbiamo immagini sconvolgenti che testimoniano sia la rivolta che la repressione. Ma cerchiamo di capire cosa ha comportato l’invasione cinese del Tibet.
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Pubblicato su cronaca, ecumenismo, pensiero, religione | Contrassegnato da tag: Dalai Lama, marce della pace, marx grande rivoluzione culturale, oppio dei popoli, popolo, religione, rivolta in tibet | 3 Commenti »
Pubblicato da R.I. su Gio 21 Feb 08
Il Vescovo di Noto, S. E. Mons. Mariano Crociata, ha presieduto questa mattina, alle 8.30, la celebrazione eucaristica nella cappella del carcere di Noto dove è arrivata ieri l’urna contenente i resti mortali di Maria Goretti, la Santa dodicenne di Corinaldo, in provincia di Ancona. L’urna della Santa bambina, proveniente dalla parrocchia Santa Maria Goretti di Vittoria, è stata ospitata nella cappella del carcere inaugurata nel 2006, ex cella n. 45 della Casa di reclusione di Noto intitolata proprio a Maria Goretti.
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Pubblicato da R.I. su Mer 20 Feb 08

CONVERTITEVI! Il monito terribile per sfuggire alla certa ira divina fatto da Giovanni Paolo II ai mafiosi, non ebbe mai l’eco, nella Chiesa siciliana, di cui questa terra avrebbe bisogno, neanche il cardinale Pappalardo, che comunque li condannò in termini etici non affrontò il tema della mafia dal punto di vista religioso come fece il Papa.
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Pubblicato da R.I. su Dom 03 Feb 08
Catania, per sette anni Cosa Nostra avrebbe dettato tempi e ritmi della processione e controllato il giro d’affari dei fuochi d’artificio e della vendita della cera Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da R.I. su Dom 06 Gen 08
Secondo Marco Pannella erano “un milione o un milione e mezzo” gli aborti clandestini che si facevano prima della legge 194 (tg5, venerdì sera). Con tante donne vittime. Per questo si è voluto l’aborto legale e assistito. Premesso che è un argomento per me insensato perché anche gli omicidi sono migliaia, ma nessuno propone di “risolvere” il problema legalizzando l’omicidio, bisogna capire, una volta per tutte, se quel dato è vero o falso. Intanto le cifre erano visibilmente sparate a caso. Per esempio secondo la proposta di legalizzazione fatta dal Psi al Senato nel 1971 erano ogni anno dai 2 ai 3 milioni gli aborti clandestini con circa 20 mila donne morte (nell’analogo progetto presentato alla Camera le morti lievitavano inspiegabilmente a 25 mila). Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da R.I. su Dom 11 Nov 07

Ancora una volta parlo di Libera: la scorsa volta per sensibilizzare e dare coraggio ad amici che lottano nonostante le intimidazioni, stavolta per festeggiare un successo trionfale! Finalmente Palermo ha ritrovato la sua dignità, una dignità che gli era stata strappata con violenza da uomini d’onore, un onore comprato col sangue e l’infamia. Uomini d’onore senza onore. Oggi il riscatto. Un teatro gremito, una speranza rinnovata, dopo i fallimenti, dopo lo sconforto di quello stesso teatro vuoto tre anni fa, dopo che Libero Grassi fu lasciato solo, dopo che Libero Grassi fu ammazzato il 29 agosto 1991. E sono i giovani palermitani insieme all’associazione di don Ciotti LIBERA ad aver voluto questo momento. Sono stati i giovani, i loro valori, la loro fede, e la fede di un uomo di Dio quale don Ciotti e di ciò che ha creato. E’ stato il coraggio di tanti commercianti che a viso aperto hanno denunciato incuranti delle ritorsioni divenendo essi per davvero uomini d’onore; un onore acquisito con il coraggio, il sacrificio e la dignità della propria integrità, del proprio rifiuto di connivenza con la realtà mafiosa. Il grido di dolore di una città gemente ha finalmente il coraggio di alzarsi e di scuotere la società. Proprio ieri si diceva: “la mafia non esiste!”. Quanti martiri ha avuto questa terra? Quanti uomini e donne innocenti sono morti per causa della mano criminale di chi non ha scrupoli nella ricerca infame del profitto a tutti i costi? Oggi grazie ancora a questi uomini e alla polizia, ai carabinieri e alla magistratura che è riuscita ad arrestare i vertici della cupola mafiosa si è potuto creare l’occasione proficua per dare il primo colpo veramente grande al racket e alla mafia. Perché fino a che il popolo siciliano sarà succube di una mentalità mafiosa per quanti boss e capi dei capi verranno arrestati ce ne saranno sempre altri; ma se viene scardinata la mentalità mafiosa allora la Sicilia sarà finalmente LIBERA!!!!!
Nasce Libero Futuro sosteniamo il riscatto di Palermo.
Riccardo Incandela
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Pubblicato da R.I. su Sab 10 Nov 07
Per il terzo anno consecutivo le sorelle francescane del vangelo propongono Cristo ai passanti. Nella nostra città così assetata di verità e trasparenza “la testimonianza dei giovani verso i giovani è di fondamentale importanza per la credibilità del messaggio evangelico”. Così ha commentato l’iniziativa giovedì sera (8/11) suor Daniela, simpaticissima e anch’essa giovanissima, nella parrocchia Maria Immacolata in Montegrappa. Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato su Chiesa, cronaca, evangelizzazione di strada | Contrassegnato da tag: Chiesa di S. Ignazio all'olivella, evangelizzazione di strada, missione, Suore fracescane del vangelo | 1 Commento »
Pubblicato da R.I. su Gio 01 Nov 07

La religione è il sospiro della creatura oppressa, è l’anima di un mondo senza cuore, di un mondo che è lo spirito di una condizione senza spirito. Essa è l’oppio del popolo. Eliminare la religione in quanto illusoria felicità del popolo vuol dire esigere la felicità reale.
(MARX, Critica alla filosofia hegeliana del diritto pubblico)
Dando uno sguardo restrospettivo alla storia documentata del secolo scorso fino agli ultmi fatti di cronaca ci accorgiamo che la consueta, ultra abusata frase marxista che considera la religione come l’oppio che assopisce nell’uomo il desiderio di riscatto sociale in favore di illusorie speranze ultraterrene, viene ridimensionata proprio dalla sintesi storica hegeliana e marxista. L’oppio dei popoli si è rivelata negli ultimi anni una fonte di appoggio proprio per il riscatto di quegli uomini oppressi dalla dittatura politica ed ideologica. La cronaca birmana ci mostra proprio questo. La storia della Birmania conosce diversi colpi di stato e rivoluzioni e proteste finite nel sangue. La famosa protesta studentesca del 1988 chiamata 8888 fu sostenuta in gran parte dai monaci buddisti ed oggi sono ancora i monaci buddisti a guidare le folle nelle strade protestando co
ntro la giunta militare che reprime, uccide, censura, arruola bambini, schiaccia i manifestanti sotto i mezzi militari, arresta, tortura… …I monaci sono per la Birmania i custodi della vitalità di coscienza del popolo, che viene organizzato, aiutato e sollevato contro lo strapotere dei vertici militari, contro i quali si sollevano, a quanto pare, anche i soldati stessi.
Negli USA un certo sacerdote cristiano battista il 28 agosto 1963 durante una marcia per il lavoro e la libertà grido al mondo: “I’have a dream”. Il sogno di un’umanità libera dagli odi razziali, dove è l’uguaglianza e l’amore dei popoli a regnare. Tale pastore era Martin Luther King.
In India un tale Gandhi era solito ripetere che i suoi valori, tratti dall’induismo tradizionale, erano semplici: verità (satya) e non-violenza (ahimsa). Il suo modello rivoluzionario (in tutti i sensi) era la satyagraha : la fermezza nella verità.
In America latina molti sono stati i cristiani a perdere la vita proprio per la protesta contro le dittature del secolo scorso. Un movimento conseguente al concilio vaticano II e a molte premesse da parte dell’episcopato e della chiesa cattolica sudamericana portarono alle proteste, alle denunce pubbliche dei crimini commessi nei confronti dei desaparecidos, degli abitanti delle favelas, e di tutti gli abomini politici, le uccisioni di oppositori politici, di religiosi… Una sempre più forte opposizione alla Teologia della Liberazione, che nacque dal movimento
ed alle persone che la coltivavano, ha portato ai massacri nelle chiese ad opera dei soldati fino all’assassinio del vescovo Romero. Alcune derive dottrinali hanno portato anche ad alcune condanne della suddetta Teologia della liberazione da parte del vaticano che però nella persona del papa Giovanni Paolo II ne assunse le posizioni fondamentali nella enciclica centesimus annus. E’ la storia la vera apologetica della religione che nelle sue diverse espressioni dona gli elementi ermeneutici per giudicare come errato l’asserto marxista. La religione è l’anima dei popoli è l’afflato verso Dio, e noi crediamo che quella cristiana sia la verità di Dio per la nostra salvezza, la via per accettare il regno di Dio che è già “in mezzo a noi”(cfr Lc 17,21) e se il regno è in mezzo a noi e ” non consiste in vivanda nè in bevanda, ma è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo” ( Rom 14, 17) allora il cristianesimo non solo non è l’oppio dei popoli ma è il motivo per cui l’uomo deve lottare, sacrificando se stesso e donando la propria vita, per amore dei fratelli per la giustizia per la pace e la gioia nello Spirito Santo.
Riccardo Incandela
Pubblicato su Chiesa, cronaca, religione | Contrassegnato da tag: Birmania, favelas, gandhi, Giovanni Paolo II, Martin Luther King, Monaci buddisti, Rivolta Birmana, Romero, Teologia della Liberazione | 14 Commenti »