Pubblicato da R.I. su Sab 14 Giu 08
di Alessandra Dino
La gran parte degli appartenenti a Cosa Nostra manifesta apertamente la propria fede in Dio. E diversi esponenti dell’istituzione ecclesiale cattolica si mostrano “simpatetici” con la visione degli “uomini d’onore”
Da alcuni anni, studiando Cosa Nostra e occupandomi soprattutto della dimensione della quotidianità e dei vissuti, della raccolta delle storie degli uomini e delle donne dell’universo mafioso, ho riscontrato come in ciascuna di esse non manchi il riferimento a una qualche forma di religiosità.
Talvolta esso si profila in funzione strumentale per attribuire legittimità, sacralità e consenso alle scelte dell’organizzazione o prestigio all’autorità del singolo capo; talaltra, nasconde forme di inquietudine e momenti di crisi che insorgono nella vita dei singoli aderenti al sodalizio criminale; in altre circostanze, ancora, il ricorso ad una comune tradizione religiosa fa da sostrato alla coesione sociale del gruppo, costituendo la trama della memoria sociale, agendo come vera e propria agenzia primaria di produzione di senso. Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da R.I. su Mar 05 Feb 08
La decima edizione del rapporto annuale su “Gli italiani e lo Stato”, pubblicata recentemente, ci offre un quadro non entusiasmante della realtà del nostro Paese. Non si ha più fiducia. Il futuro appare incerto e carico di rischi. Tutte le istituzioni sono percepite incapaci di dare prospettive e ad esse si guarda con diffidenza. Ci si sente soli in un mondo insicuro e senza progetto.
Questa percezione diffusa intacca profondamente il vissuto e l’interiorità della persona: sembra imporsi il silenzio della speranza. Non interessa più a nessuno sapere che il mondo, come dice un verso di Brecht, ha bisogno di essere cambiato e riscattato. Ci si arrende alle cose come sono e non si lotta più per le cose così come dovrebbero essere. Tutto appare provvisorio, instabile; ogni equilibrio morale, politico ed economico è messo in discussione.
In Sicilia, tale sentimento diffuso di precarietà … continua qui
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Pubblicato da R.I. su Dom 03 Feb 08
Catania, per sette anni Cosa Nostra avrebbe dettato tempi e ritmi della processione e controllato il giro d’affari dei fuochi d’artificio e della vendita della cera Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da R.I. su Dom 11 Nov 07

Ancora una volta parlo di Libera: la scorsa volta per sensibilizzare e dare coraggio ad amici che lottano nonostante le intimidazioni, stavolta per festeggiare un successo trionfale! Finalmente Palermo ha ritrovato la sua dignità, una dignità che gli era stata strappata con violenza da uomini d’onore, un onore comprato col sangue e l’infamia. Uomini d’onore senza onore. Oggi il riscatto. Un teatro gremito, una speranza rinnovata, dopo i fallimenti, dopo lo sconforto di quello stesso teatro vuoto tre anni fa, dopo che Libero Grassi fu lasciato solo, dopo che Libero Grassi fu ammazzato il 29 agosto 1991. E sono i giovani palermitani insieme all’associazione di don Ciotti LIBERA ad aver voluto questo momento. Sono stati i giovani, i loro valori, la loro fede, e la fede di un uomo di Dio quale don Ciotti e di ciò che ha creato. E’ stato il coraggio di tanti commercianti che a viso aperto hanno denunciato incuranti delle ritorsioni divenendo essi per davvero uomini d’onore; un onore acquisito con il coraggio, il sacrificio e la dignità della propria integrità, del proprio rifiuto di connivenza con la realtà mafiosa. Il grido di dolore di una città gemente ha finalmente il coraggio di alzarsi e di scuotere la società. Proprio ieri si diceva: “la mafia non esiste!”. Quanti martiri ha avuto questa terra? Quanti uomini e donne innocenti sono morti per causa della mano criminale di chi non ha scrupoli nella ricerca infame del profitto a tutti i costi? Oggi grazie ancora a questi uomini e alla polizia, ai carabinieri e alla magistratura che è riuscita ad arrestare i vertici della cupola mafiosa si è potuto creare l’occasione proficua per dare il primo colpo veramente grande al racket e alla mafia. Perché fino a che il popolo siciliano sarà succube di una mentalità mafiosa per quanti boss e capi dei capi verranno arrestati ce ne saranno sempre altri; ma se viene scardinata la mentalità mafiosa allora la Sicilia sarà finalmente LIBERA!!!!!
Nasce Libero Futuro sosteniamo il riscatto di Palermo.
Riccardo Incandela
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