MI CHIAMO MAGDI CRISTIANO ALLAM
Pubblicato da R.I. su Dom 30 Mar 08
Perché scrivere ancora sul battesimo di Magdi Cristiano Allam? La rete vomita articoli contro di lui, contro papa Benedetto, oppure timide e strenue difese del neofita. Pedina dello scontro mediatico e culturale dell’anticlericalismo e dell’antioccidentalismo, si dichiara un ricercatore della verità, del dialogo e soprattutto della ragione contro l’oscurantismo di troppe frange musulmane. Contro queste scrive e da queste è minacciato di morte. Approdato alla fede in Cristo dopo un tortuoso cammino, viene battezzato nella notte della scorsa Pasqua direttamente dalle mani del papa. Per questo motivo il papa viene accusato di aver costruito una manovra mediatica contro l’islam. Il vaticano nega. Tante domande: sconvolge la notizia della conversione del vicedirettore musulmano del corriere della sera al Cristianesimo, proprio quello che parlava come esperto del mondo musulmano al tg5. Subito dopo il battesimo scrive una lettera al direttore del Corriere, la quale viene metodicamente censurata, nelle sue parti più sconcertanti. Quelle anti musulmane voi direte, no, quelle del suo incontro con Cristo… ecco perchè non posso trattenermi dallo scrivere, anzi vi riporterò soltanto quello che è già stato scritto…
sulle colonne di Libero del 27 marzo è apparso un commento di A. Socci al taglio dell’articolo del vicedirettore Allam da parte del Corriere. Eccone uno stralcio.
<<Ma cosa dice dunque la parte “censurata” dell’articolo reperibile sul sito del giornalista? E’ quella più personale e religiosa: senza di essa l’articolo ha accentuato l’aspetto politico e polemico. In quel brano oltretutto l’autore fa capire che la sua conversione non è avvenuta tanto (o soltanto) dall’islam al cattolicesimo, ma anche (e forse soprattutto) dall’ateismo occidentalizzante al cristianesimo…Questa pagina (censurata) fa capire assai meglio il cammino di Magdi, che non è quello di un musulmano praticante, d’improvviso folgorato, che rinnega la precedente fede. E’ piuttosto la storia di un uomo del nostro tempo, che nella sua giovinezza ha vissuto forse più dentro le ideologie laiche occidentali, che non dentro l’arcaico mondo islamico. E poi ha scoperto Gesù.Perché questo racconto è stato tagliato? E chi può “tagliare” in un giornale l’articolo di un vicedirettore? Forse questa pagina è stata ritenuta meno interessante perché non è politica, mentre resiste tuttora la mentalità sessantottina per cui “tutto è politica” e in fondo “la politica è tutto”. La religione interessa solo in quanto ha risvolti o ricadute politiche. Ma forse la vera notizia – più e prima dello scontro con l’Islam – è proprio questa capacità di attrazione di Gesù Cristo che anche oggi si manifesta pure con episodi clamorosi. Qualche mese fa c’è stata la conversione di Tony Blair. Nei giorni scorsi si è saputo che Mikhail Gorbacev è stato “sorpreso” mentre, nella Basilica di San Fracesco, ad Assisi, stava pregando intensamente con la figlia. Certo se l’ultimo segretario del Pcus si fosse convertito quando era ancora al potere la notizia sarebbe stata esplosiva, ma il fatto in sé non resta stupefacente? E’ solo la punta dell’iceberg. Nonostante i limiti del mondo cattolico e un ceto ecclesiastico spesso scalcagnato, Cristo continua ad attrarre. Forse questo suo potere presente è più interessante da indagare – anche per i giornalisti laici – di quello dei politici. Forse è Lui la vera notizia?>>.
Alcuni stralci della discussione susseguitesi dopo il recente battesimo di Allam,
La lettera del Neofita Magdi Cristiano Allam :
Ieri sera, vigilia di Pasqua, mi sono convertito alla religione cristiana cattolica, rinunciando alla mia precedente fede islamica. Da ieri sera dunque mi chiamo Magdi Cristiano Allam. Per me è il giorno più bello della vita. . Il miracolo della Risurrezione di Cristo si è riverberato sulla mia anima liberandola dalle tenebre di una predicazione dove l’odio e l’intolleranza nei confronti del “diverso”, condannato acriticamente quale “nemico”, primeggiano sull’amore e il rispetto del “prossimo” che è sempre e comunque “persona”; così come la mia mente si è affrancata dall’oscurantismo di un’ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all’omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia, permettendomi di aderire all’autentica religione della Verità, della Vita e della Libertà. Nella mia prima Pasqua da cristiano io non ho scoperto solo Gesù, ho scoperto per la prima volta il vero e unico Dio, che è il Dio della Fede e Ragione.
La mia conversione al cattolicesimo è il punto d’approdo di una graduale e profonda meditazione interiore a cui non avrei potuto sottrarmi, visto che da cinque anni sono costretto a una vita blindata, con la vigilanza fissa a casa e la scorta dei carabinieri a ogni mio spostamento, a causa delle minacce e delle condanne a morte inflittemi dagli estremisti e dai terroristi islamici, sia quelli residenti in Italia sia quelli attivi all’estero.
…
Mi sono chiesto come fosse possibile che chi, come me, si è battuto convintamente e strenuamente per un “islam moderato”, assumendosi la responsabilità di esporsi in prima persona nella denuncia dell’estremismo e del terrorismo islamico, sia finito poi per essere condannato a morte nel nome dell’islam e sulla base di una legittimazione coranica. …Ho così dovuto prendere atto che, al di là della contingenza che registra il sopravvento del fenomeno degli estremisti e del terrorismo islamico a livello mondiale, la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento e storicamente conflittuale.
…l’incontro più straordinario e significativo nella decisione di convertirmi è stato quello con il papa Benedetto XVI, che ho ammirato e difeso, da musulmano, per la sua maestria nel porre il legame indissolubile tra fede e ragione come fondamento dell’autentica religione e della civiltà umana, e a cui aderisco pienamente da cristiano per ispirarmi di nuova luce nel compimento della missione che Dio mi ha riservato. ho vissuto la stagione dell’ateismo sventolato come fede, che tuttavia si fondava anch’esso sul primato dei valori assoluti e universali.
Non sono mai stato indifferente alla presenza di Dio anche se solo ora sento che il Dio dell’Amore, della Fede e della Ragione si concilia pienamente con il patrimonio di valori che si radicano in me.
Caro direttore, mi hai chiesto se io non tema per la mia vita, nella consapevolezza che la conversione al cristianesimo mi procurerà certamente un’ennesima, e ben più grave, condanna a morte per apostasia.Hai perfettamente ragione. So a cosa vado incontro, ma affronterò la mia sorte a testa alta, con la schiena dritta e con la solidità interiore di chi ha la certezza della propria fede. E lo sarò ancor di più dopo il gesto storico e coraggioso del papa che – sin dal primo istante in cui è venuto a conoscenza del mio desiderio – ha subito accettato di impartirmi di persona i sacramenti d’iniziazione al cristianesimo. Sua Santità ha lanciato un messaggio esplicito e rivoluzionario a una Chiesa che finora è stata fin troppo prudente nella conversione dei musulmani, astenendosi dal fare proselitismo nei paesi a maggioranza islamica e tacendo sulla realtà dei convertiti nei paesi cristiani. Per paura. La paura di non poter tutelare i convertiti di fronte alla loro condanna a morte per apostasia e la paura delle rappresaglie nei confronti dei cristiani residenti nei paesi islamici.
Ebbene, oggi Benedetto XVI, con la sua testimonianza, ci dice che bisogna vincere la paura e non avere alcun timore nell’affermare la verità di Gesù anche con i musulmani.
Dal canto mio, dico che è ora di porre fine all’arbitrio e alla violenza dei musulmani che non rispettano la libertà di scelta religiosa. In Italia ci sono migliaia di convertiti all’islam che vivono serenamente la loro nuova fede. Ma ci sono anche migliaia di musulmani convertiti al cristianesimo che sono costretti a celare la loro nuova fede per paura di essere assassinati dagli estremisti islamici che si annidano tra noi. Per uno di quei “casi” che evocano la mano discreta del Signore, il mio primo articolo scritto sul “Corriere della Sera” il 3 settembre 2003 si intitolava: “Le nuove catacombe degli islamici convertiti”. Era un’inchiesta su alcuni neo-cristiani in Italia che denunciano la loro profonda solitudine spirituale ed umana, di fronte alla latitanza delle istituzioni dello Stato che non tutelano la loro sicurezza e al silenzio della stessa Chiesa.
Ebbene, mi auguro che dal gesto storico del papa e dalla mia testimonianza essi traggano il convincimento che è arrivato il momento di uscire dalle tenebre delle catacombe e di affermare pubblicamente la loro volontà di essere pienamente se stessi.
Se non saremo in grado qui in Italia, culla del cattolicesimo, di garantire a tutti la piena libertà religiosa, come potremmo mai essere credibili quando denunciamo la violazione di tale libertà in altri paesi del mondo? Prego Dio affinché questa Pasqua speciale doni la risurrezione dello spirito a tutti i fedeli in Cristo che sono stati finora soggiogati dalla paura. Buona Pasqua a tutti.
23 marzo 2008
“Un infelice episodio che riafferma la famigerata lezione di Ratisbona”
di Aref Ali Nayed, la mente della lettera dei 138 saggi
In quanto fede, l’islam è un dono divino. In quanto dono, è dato da Dio per grazia. Come una persona risponde a questo dono è materia profondamente intima tra questa persona e Dio. L’anima di Magdi Allam è conosciuta nel massimo grado, e giudicata, dal suo Creatore. È Dio che lo giudicherà su come ha risposto al dono della fede. Egli è responsabile davanti al suo Creatore nei limiti della sua libertà e capacità. Il fatto che Allam abbia ricevuto la comunione cattolica in giovane età sotto l’influenza dei suoi primi maestri cattolici sembra indicare che egli fu cristianizzato da quando era bambino. Per effetto di questa sua iniziale educazione cattolica, risulta che egli non ha mai sostenuto o praticato le dottrine dell’islam. Il caso di Allam ci richiama, una volta di più, la legittima preoccupazione di molti esperti musulmani circa l’abuso di fiducia che talvolta si ha quando dei genitori musulmani, a motivo di fattori economici o d’altro genere, mandano i loro figli in scuole cattoliche. Ciò che accade ai bambini, inclusi i musulmani, nelle scuole cattoliche è una materia che deve essere discussa ogni volta che si affronta la “dignità umana” nelle discussioni che verranno. L’uso delle scuole per far proselitismo è una delle questioni importanti da discutere.Quanto alla deliberata e provocatoria decisione del Vaticano di battezzare Allam in un’occasione tanto speciale e in un modo così spettacolare, è sufficiente dire quanto segue:
1. È triste che l’atto intimo e personale di una conversione religiosa sia trasformato in un mezzo trionfalistico per marcare punti di vantaggio. Una simile strumentalizzazione di una persona e della sua conversione è contraria ai principi base di affermazione della dignità umana. In più, arriva nel momento più infelice. quando onesti esponenti musulmani e cattolici stanno lavorando con molto impegno per sanare le fratture tra le due comunità.
2. È triste che la particolare persona scelta per tale gesto altamente pubblico abbia una storia che ha generato, e continua a generare, discorsi di odio. Il messaggio base dell’ultimo articolo di Allam è identico al messaggio dell’imperatore bizantino citato dal papa nella sua famigerata lezione di Ratisbona. Non si va lontano dal vero nel vedere ciò come un altro modo di riaffermare il messaggio di Ratisbona (che il Vaticano insiste a dire che non fu capito). È ora importante per il Vaticano prendere le distanze dalle posizioni di Allam. O forse i musulmani devono assumere il battesimo di alta visibilità amministrato dal papa come un appoggio papale alle posizioni di Allam riguardo la natura dell’islam (che non a caso coincidono con il messaggio di Ratisbona)?
3. È triste che Benedetto XVI scelga di porre come messaggio fondamentale del suo discorso religioso durante la speciale celebrazione della Pasqua una contrapposizione quasi manichea tra i simboli delle “tenebre” e della “luce”, dove le “tenebre” sono assegnate agli “altri” e la luce a “sé”. Ed è pure triste che l’idea di “pace” espressa in tale discorso si riduca a portare gli “altri” nell’ovile attraverso il battesimo. Da parte di Roma, un discorso così totalitario è tutto tranne che d’aiuto.
L’intero spettacolo con la sua coreografia, il personaggio e i messaggi provoca sinceri interrogativi circa i motivi, le intenzioni e i piani di qualcuno dei consulenti del papa sull’islam. Ciò nondimeno, non lasceremo che questo infelice episodio ci distolga dal nostro sforzo di perseguire “Una Parola Comune” per il bene dell’umanità e della pace mondiale. La nostra base di dialogo non è una logica di reciprocità “occhio per occhio”. È piuttosto una teologia compassionevole per “riparare i ponti tra noi”, per favorire l’amore di Dio e del prossimo.
24 marzo 2008
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“Ci sia permesso di manifestare a nostra volta dispiacere…”
di Federico Lombardi S.I.
Anzitutto, l’affermazione più significativa è senza dubbio la conferma della volontà del professor Aref Ali Nayed di continuare il dialogo di approfondimento e conoscenza reciproca fra musulmani e cristiani, e non mettere assolutamente in questione il cammino iniziato con la corrispondenza e i contatti stabiliti nell’ultimo anno e mezzo fra i saggi musulmani firmatari delle note lettere e il Vaticano, in particolare tramite il pontificio consiglio per il dialogo interreligioso. Questo itinerario deve continuare, è di estrema importanza, non va interrotto, ed è prioritario rispetto ad episodi che possono essere oggetto di malintesi.
In secondo luogo, amministrare il battesimo ad una persona implica riconoscere che ha accolto la fede cristiana liberamente e sinceramente, nei suoi articoli fondamentali, espressi nella “professione di fede”. Questa viene pubblicamente proclamata in occasione del battesimo. Naturalmente ogni credente è libero di conservare le proprie idee su una vastissima gamma di questioni e di problemi in cui vi è fra i cristiani un legittimo pluralismo. Accogliere nella Chiesa un nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le posizioni, in particolare su temi politici o sociali.
Il battesimo di Magdi Cristiano Allam è una buona occasione per ribadire espressamente questo principio fondamentale. Egli ha diritto di esprimere le proprie idee, che rimangono idee personali, senza evidentemente diventare in alcun modo espressione ufficiale delle posizioni del papa o della Santa Sede.
Quanto al dibattito sulla lezione del papa a Ratisbona, le spiegazioni sulla sua corretta interpretazione nelle intenzioni del papa sono state date da tempo e non vi è motivo di rimetterle in questione. Allo stesso tempo alcuni dei temi allora toccati, come il rapporto fra fede e ragione, fra religione e violenza, rimangono naturalmente oggetto di riflessione e dibattito e di posizioni diverse, dato che si riferiscono a problemi che non possono venire risolti una volta per tutte.
In terzo luogo, la liturgia della Veglia Pasquale è stata celebrata come ogni anno, e la simbologia della luce e dell’oscurità ne fa parte da sempre. Certamente è una liturgia solenne e la celebrazione in San Pietro da parte del papa è una occasione molto particolare. Ma accusare di “manicheismo” la spiegazione dei simboli liturgici da parte del papa – che egli compie ogni volta e in cui è maestro – manifesta forse piuttosto una non comprensione della liturgia cattolica che una critica pertinente al discorso di Benedetto XVI.Infine, ci sia permesso di manifestare a nostra volta dispiacere per quanto il prof. Nayed dice circa l’educazione nelle scuole cristiane nei paesi a maggioranza musulmana, obiettando sul rischio di proselitismo. Ci sembra che la grandissima tradizione di impegno educativo della Chiesa cattolica anche nei paesi a maggioranza non cristiana (non solo in Egitto, ma anche in India, in Giappone, ecc.), dove da moltissimo tempo la gran maggioranza degli studenti delle scuole e università cattoliche sono non cristiani e lo sono tranquillamente rimasti, pur con vera stima per la educazione ricevuta, meriti ben altro apprezzamento. Non pensiamo che l’accusa di mancanza di rispetto per la dignità e la libertà della persona umana sia meritata oggi da parte della Chiesa. Ben altre sono le violazioni di essa a cui dare attenzione prioritaria. E forse anche per questo il papa si è assunto il rischio di questo battesimo: affermare la libertà di scelta religiosa conseguente alla dignità della persona umana. In ogni caso, il professor Aref Ali Nayed è un interlocutore per il quale conserviamo altissima stima e con cui vale sempre la pena di confrontarsi lealmente. Ciò permette di aver fiducia nella prosecuzione del dialogo. Radio Vaticana, 27 marzo 2008
La mia conversione e il rapporto con l’Islam
Magdi Cristiano Allam
…da musulmano sono stato uno spirito libero ed è proprio questa libertà intellettuale, a cui fa da sponda una radicata rigorosità etica, ciò che ha gradualmente fatto maturare in me il convincimento che la religione cattolica corrisponda pienamente al contesto ideale al cui interno possono naturalmente convivere dei valori inalienabili e inviolabili che per me sono da sempre irrinunciabili in quanto rappresentano l’essenza della nostra umanità, a cominciare dalla fede nella sacralità della vita dal concepimento alla morte naturale, dal riconoscimento della dignità della persona quale fondamento della civile convivenza, dal rispetto della libertà di scelta tra cui spicca l’esercizio incondizionato della libertà religiosa. Ebbene voglio rassicurare tutti che continuerò ad essere ancor di più uno spirito libero da cattolico. E non potrebbe essere diversamente visto che proprio da questo Papa ho imparato che l’uso della ragione, l’adozione di parametri valutativi e critici, la verifica della verità scientifica e storica costituiscono la condizione imprescindibile per accertare la fondatezza della bontà di una autentica religione e per perseguire quella Verità che coniughi l’oggettività, l’assolutezza e l’universalità del pensiero laico con la trascendenza propria della fede in Dio.Da spirito libero trovo del tutto infondate, pretestuose e maligne le critiche che mi sono state rivolte. Ci si è scandalizzati per il fatto che il mio battesimo sia avvenuto nella notte di Pasqua, a San Pietro, da parte del Papa. Forse i più non sanno che i catecumeni, gli adulti che si convertono, ricevono i sacramenti d’iniziazione al cristianesimo nel corso della cerimonia della Veglia Pasquale. Ciò avviene ovunque nel mondo. E che, avendo effettuato il percorso di conoscenza e di adesione alla nuova fede a Roma, non deve sorprendere che sia stato il Papa, nella sua veste di vescovo di Roma, a impartirmi il battesimo, la cresima e l’eucarestia. Sinceramente sono allibito e rammaricato quando perfino alcuni esponenti del clero cattolico arrivano a sostenere che sarebbe stato di gran lunga preferibile che il mio battesimo fosse stato impartito in una parrocchia di una remota cittadina, lontano da occhi discreti e dall’interesse dei mass media. Come se il mio battesimo fosse una vergogna da tenere il più possibile nascosta. Alla luce di questa interpretazione infamante, il ruolo di Benedetto XVI ha finito per essere equiparato a una «provocazione » se non un vero e proprio «complotto » contro l’islam. Ebbene io sono orgoglioso della mia conversione al cattolicesimo, sono orgoglioso che sia avvenuta in modo pubblico e che sia stata pubblicizzata, sono orgoglioso di poterla affermare a viva voce, sono orgoglioso di poter testimoniare la mia nuova fede ovunque nel mondo e considero il mio battesimo dalle mani del Papa come il dono più grande che la vita potesse accordarmi.Sono stato criminalizzato, qualcuno mi ha paragonato agli estremisti islamici che mi hanno condannato a morte, per aver espresso un giudizio radicalmente negativo nei confronti dell’islam.
Una folta schiera di cristiancomunistislamici, adoratori del relativismo etico, culturale e religioso nonché del politicamente corretto, avrebbe voluto che io limitassi la mia denuncia al terrorismo islamico ma che mantenessi una valutazione comunque positiva dell’ islam. Perché, a loro avviso, tutte le religioni sono pari a prescindere dai loro contenuti e, in ogni caso, non bisogna dire alcunché che possa urtare la suscettibilità altrui. Ma scusatemi: se mi sono convertito al cattolicesimo è del tutto ovvio che l’ho fatto perché ho maturato una valutazione negativa nei confronti dell’islam. Se io veramente credessi che l’islam sia una religione vera e buona, perché mai l’avrei abbandonata? A questo punto è doveroso chiarire che io non sono affatto un apologeta e un fautore di una «guerra di religione» o di una «guerra di civiltà». Sono assolutamente convinto che si possa e si debba dialogare con tutti i musulmani che, in partenza, condividono i diritti fondamentali della persona senza se e senza ma e perseguono il traguardo di una comune civiltà dell’ uomo.Caro direttore, tu sai bene che il Corriere si è sempre speso per valorizzare la posizione dei musulmani moderati. Io stesso sono orgoglioso di essere stato nell’ultimo decennio il musulmano che più di altri si è speso per affermare in Italia un islam della fede e della ragione. Ricordo con orgoglio come il 10 settembre 2004 fui l’artefice della prima visita nella storia d’Italia di una delegazione di musulmani moderati al Quirinale, accolti dal presidente Carlo Azeglio Ciampi, dopo la pubblicazione, il 2 settembre 2004 sul Corriere, di un «Manifesto contro il terrorismo e per la vita» da me redatto e fatto sottoscrivere a una trentina di musulmani che presumevo fossero moderati. Poi mi sono dovuto ricredere. Perché nel momento in cui devono confrontarsi con i dogmi e con i precetti dell’islam, qual è il caso della mia conversione al cattolicesimo, la loro moderazione viene del tutto meno. Non è forse singolare che i più accaniti critici della mia conversione siano proprio i cosiddetti moderati, a cominciare dai sedicenti 138 «saggi» dell’islam che hanno proposto un dialogo con il Vaticano sulla base di versetti coranici, estrapolati dal loro contesto, sull’unicità di Dio e l’amore per il prossimo? Ormai la millenaria esperienza con l’islam deve insegnarci che il dialogo è possibile solo con quei musulmani che accettano di assumere incondizionatamente, a prescindere da ciò che dice o non dice il Corano, rivolgendosi nella propria lingua alla loro gente, una chiara e ferma posizione sulle questioni concrete, tra cui oggi certamente figurano il massacro e la persecuzione dei cristiani, la negazione del diritto all’esistenza di Israele, la condanna a morte dei musulmani convertiti in quanto apostati, la legittimazione del terrorismo palestinese ed islamico, la discriminazione e la violenza nei confronti della donna e, più in generale, la violazione dei diritti fondamentali dell’uomo.…
29 marzo 2008
To be continued…
Questo post è stato pubblicato il Dom 30 Mar 08 a 7:07 pm ed è archiviato in Chiesa, Documenti, cronaca, ecumenismo. Contrassegnato da tag: Aref Ali Nayed, Federico Lombardi, lettera dei 138 saggi, Magdi Allam. Puoi seguire tutte le risposte a questo articolo attraverso il RSS 2.0 feed. Puoi lascia una risposta, oppure trackback dal tuo sito.





