Cenacoli e riparazioni per i peccati dei preti pedofili e non solo…
Pubblicato da R.I. su Dom 06 Gen 08
Come minimo ha stordito la notizia rimbalzata sui media fra ieri e oggi circa l’iniziativa della congregazione per il clero di favorire la costituzione di “cenacoli eucaristici” di adorazione e riparazione; e di far riscoprire la maternità spirituale per i sacerdoti. Cosa dovrebbe far notizia in tutto ciò? Il fatto che espressamente queste misure vengono prese quale “riparazione” per “le vittime delle gravi situazioni di condotta morale e sessuale di una piccolissima parte del clero”, pedofilia in primis, come dice il card. Claudio Hummes in un’intervista all’Osservatore Romano. Ma a noi non importa soltanto ciò che fa notizia al mondo: non ci impressiona tanto il fatto che si istituisca un movimento espressamente contro la pedofila e tutte le altre sozzure e mancanze di cui, purtroppo, si macchiano i sacerdoti in “quanto uomini peccatori”; né tantomeno il fatto che ciò fosse noto “da sempre” (come batte repubblica online); ci stupisce invece che dopo anni di assenza viene affermata pubblicamente la necessità della riparazione per i peccati! Sembrava una cosa relegata al passato e ai, dottrinalmente controversi, messaggi della Madonna a Medjugorie e al suo obsoleto pregate pregate pregate… E poi la maternità spirituale!!!
Qualcuno, lo so già, dirà che si vuole risolvere la fame del mondo con una preghierina, ironizzando tra l’entità reale del problema, che è stato ingiustamente ridicolizzato dal card. Hummes , e i mezzi con i quali lo si vuole affrontare, ma di fatto, in linea con il pontificato di Benedetto XVI, si vuole riscoprire la forza dell’azione di Dio nel mondo che è capace di convertire i cuori e guarire le ferite fisiche, psichiche e spirituali. Di certo non è l’istituzione formale di una “specie di santuario eucaristico” come si legge nella lettera “per la santificazione del clero” inviata ai vescovi (l’8 dicembre… sarà mica una risposta agli appelli della Madonna?), a sanare il problema della pedofilia o della dubbia santità sacerdotale, ma è al tempo stesso l’azione e la vera preghiera di un’intera comunità. Ma l’asse portante deve essere la preghiera perché “se il SIGNORE non protegge la città, invano vegliano le guardie.”( Sal 127,1). A tal riguardo una madre spirituale ricordava: “Il faut toujours prier comme si l’action ètaite inutile et agir comme si la prière ètaite insuffisante” ( S. Teresa di Lisieux) ovvero: bisogna pregare come se l’azione fosse inutile ed agire come se la preghiera fosse insufficiente.
Riccardo Incandela
Interessante pdf della congregazione per il clero circa l’iniziativa
Chi non ha pensato alla famosa nona stazione della via crucis di tre anni fa? Bhe anche allora un porporato (tale Joseph Ratzinger…che ci sia una relazione!?!!) fece riflettere tutta la chiesa con queste parole: “Quanta sporcizia c’è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a lui! Quanta superbia, quanta autosufficienza!” Qui tutto il testo.





