L’arcivescovo di Palermo agli amministratori della città: Pace, Famiglia e istituzioni al servizio del Bene Comune.
Pubblicato da R.I. su Mer 02 Gen 08
“Nella contemplazione della figura della Vergine Maria, Madre di Dio, si apre anche il nuovo anno civile. E mentre siamo riconoscenti al Signore per il dono di un nuovo anno che ci dà nuovi slanci e rinnovato vigore nei difficili sentieri della vita quotidiana, imploriamo da lui la sua benedizione, perché anche questo 2008 che si apre possa essere custodito dal suo amore e sostenuto dalla sua grazia”.
Sono state le parole rivolte dall’Arcivescovo mons. Paolo Romeo stamani agli amministratori della città in occasione della tradizionale celebrazione liturgica a palazzo delle Aquile per il Capodanno 2008.
“Dal 1967, da quando il Santo Padre Paolo VI espresse questo desiderio, il primo giorno dell’anno è anche la Giornata Mondiale della Pace, un appuntamento che sprona tutti gli uomini che percorrono i sentieri del tempo, a rinnovare il proposito di farsi guidare in progetti di rispetto, solidarietà, reciproca accoglienza. La pace è dono elargito da Dio. Esso è addirittura il primo dono che il Risorto concede ai suoi discepoli, nel Cenacolo. Ma è anche quanto viene annunziato dagli angeli nella Notte Santa. La pace è lo stesso Cristo che viene ad abitare in mezzo alle vicende degli uomini, e che chiede di essere accolto come duemila anni fa. Per il mistero della libertà umana, insondabilmente rispettato dal Creatore, non è scontato che l’uomo viva nella pace. La pace è affidata alla buona volontà degli uomini stessi, e diventa per essi un compito nella misura in cui essi la custodiscano e ne proclamino sempre, in ogni circostanza storica, l’importanza e la necessità, e per essa lottino fino in fondo, nel rispetto di tutti. La pace va costruita giorno per giorno, perché quotidianamente l’uomo è invitato ad accogliere il Principe della Pace, Gesù Cristo, che, con la sua proposta d’amore, è pronto a dare un senso autentico alla vita”.
L’Arcivescovo ha inoltre, messo in evidenza come “la pace dell’umana famiglia va costruita sulle basi dell’accoglienza e della scelta profonda di ciascun uomo a favore del Sommo Bene e della Verità. Il singolo che accoglie il Vangelo dell’amore nella sua vita si pone nelle condizioni di potere costruire la pace intorno a sé e di viverla dentro di sé. L’uomo non si percepisce più da solo, ma come parte di un progetto divino al quale contribuire”.
Citando il messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la Giornata Mondiale della Pace “Famiglia umana, comunità di pace” ha detto: “Non viviamo gli uni accanto agli altri per caso- dice il papa – stiamo tutti percorrendo uno stesso cammino come uomini e quindi come fratelli e sorelle. È perciò essenziale che ciascuno si impegni a vivere la propria vita in atteggiamento di responsabilità davanti a Dio, riconoscendo in Lui la sorgente originaria della propria, come dell’altrui, esistenza. È risalendo a questo supremo Principio che può essere percepito il valore incondizionato di ogni essere umano, e possono essere poste così le premesse per l’edificazione di un’umanità pacificata. Senza questo Fondamento trascendente, la società è solo un’aggregazione di vicini, non una comunità di fratelli e sorelle, chiamati a formare una grande famiglia”.
Mons. Romeo ha così proseguito: “Penso che questo valga, a ragione, per la costruzione quotidiana della pace, come pure per l’edificazione del Regno di Dio in mezzo agli uomini. Esso passa per la risposta che ogni uomo, a diverso titolo e per le responsabilità che gli sono proprie, può dare al disegno d’amore di Dio. San Paolo ci ha ricordato che il cuore pulsante della nostra fede, centro vitale della nostra esistenza da cristiani, è il nostro essere figli di Dio, suoi eredi della promessa di vita eterna. Al compimento di questo disegno cooperiamo tutti, a vari livelli. Ho ricordato come alla base del cambiamento della nostra società, come pure della nostra amata Città di Palermo, sta il cambiamento del cuore dell’uomo, del suo modo di guardare la realtà, di compiere delle scelte, di accogliere l’altro, di costruire cammini nuovi e un futuro pieno di speranza e vigore. Alla base della rinascita della società sta la rinascita del singolo, come cristiano e, prima ancora, come uomo, nella formazione delle coscienze, nella lotta alle proprie inconsistenze e ai propri pregiudizi, nell’apertura solidale e paziente all’altro.
A tutti noi, in questo Capodanno, è affidato il messaggio: la legalità tanto invocata, la pace che desideriamo, la giustizia che vorremmo vedere trionfare sempre, sono risvolti della scelta di conversione che l’uomo deve cominciare a compiere se vuole davvero costruire il futuro”.
Quindi a concluso l’omelia con questo invito: “Certo, mentre la Chiesa si ritrova impegnata nel campo della formazione delle coscienze e dell’evangelizzazione per annunciare che è possibile costruire un uomo nuovo, anche le istituzioni civili devono sentirsi sempre più impegnate a rimuovere tutti quegli ostacoli che non consentono agli uomini del nostro tempo la scelta del Bene, quando non la ostacolano o rischiano di confonderla relegando le scelte di fede o le norme morali oggettive che guidano la vita, nella sfera del privato e del personale. Tutte le istituzioni, a tutti i livelli, sono chiamate a dare il loro prezioso contributo perché questa nostra società, e in particolare questa nostra Città, possa costruirsi e ricostruirsi ogni giorno attorno al bisogno fondamentale di verità e amore che riconosciamo in ogni uomo creato ad immagine e somiglianza di Dio. Solo in quest’ottica l’amministrazione renderà un vero e proprio servizio al bene comune, libero dalle lentezze burocratiche e aperto alla crescita del cittadino
fonte ufficio stampa arcidiocesi di Palermo, ( c.s. n°1 del 1 gennaio 2008 )





