I disabili testimoni del Risorto (convegno.16-18 nov.)
Pubblicato da R.I. su Ven 23 Nov 07
Anche i disabili sono testimoni di Cristo Risorto: lo hanno ben compreso i 200 partecipanti al convegno regionale appena concluso a Isola delle Femmine (Palermo), tre giorni di confronto, organizzati dal centro per l’evangelizzazione e la catechesi, diretto da don Pino Alcamo, in collaborazione con l’ufficio catechistico nazionale.“ I disabili sono cellule vive del corpo mistico di Cristo che è la chiesa” sottolinea l’arcivescovo di Palermo, mons. Paolo Romeo, rivolgendosi ad una platea di giovani e adulti paraplegici, audiolesi, down, malati mentali, ciechi e muti, accompagnati di familiari e accolti dagli operatori dell’ufficio della pastorale dei disabili di Palermo. “Non vi nascondete dietro alla vostra disabilità –continua Romeo– voi siete missionari preziosi per l’annuncio del Vangelo. La Chiesa conta su di voi”. Vittorio Scelzo, responsabile del settore disabili dell’Ufficio nazionale catechisti, parla del modo in cui la comunità cristiana deve porsi davanti a queste persone. “ Le comunità parrocchiali –afferma mons. Michele Pennisi, vescovo delegato per la catechesi della conferenza Episcopale siciliana –sono il luogo naturale dove le famiglie che vivono una disabilità chiedono di essere coinvolte per un’iniziazione accogliente e corresponsabile”. Un’accoglienza dimostrata dalla testimonianza dei numerosi movimenti e gruppi presenti: Fede e luce, Movimento apostolico ciechi, Sant’Egidio, il gruppo Effatà della parrocchia Santa Luisa di Marillac di Palermo sorto per evangelizzare i sordi, l’oratorio giovanile Maria Santissima del Rosario di Adrano. Ma anche testimonianze laiche di integrazione, come “Coralmente”, un coro nato all’interno del dipartimento di salute mentale dell’Asl di Plaermo. “ associare la persona disabile a Cristo Risorto è rivoluzionario –testimonia Stefano toschi, con una grave disabilità motoria, responsabile del progetto Beati noi di Bologna –, perché la pesrosna disabile viene sempre associata all’immagine del Cristo sofferente, ma io ho conosciuto persone disabili testimoni di una vita che non si arresta davanti alle difficoltà” E cita una pala d’altare di un pittore tedesco, Matthias Grunewald, del XVI secolo: da un lato il Crocifisso, dall’altro il Risorto. “Basta voltare la apala per passare dalla sofferenza alla gioia –conclude Toschi–. Ma per voltare la pala ci vogliono almeno due persone”.
Alessandra Turrisi
Fonte Avvenire 21 novembre 2007





