Palermo: terra di missione e di evangelizzazione di strada
Pubblicato da R.I. su Sab 10 Nov 07
Per il terzo anno consecutivo le sorelle francescane del vangelo propongono Cristo ai passanti. Nella nostra città così assetata di verità e trasparenza “la testimonianza dei giovani verso i giovani è di fondamentale importanza per la credibilità del messaggio evangelico”. Così ha commentato l’iniziativa giovedì sera (8/11) suor Daniela, simpaticissima e anch’essa giovanissima, nella parrocchia Maria Immacolata in Montegrappa. Lì le sorelle hanno incontrato i ragazzi che per la prima volta faranno un’esperienza di evangelizzazione spiegando cosa comporta la missione.Sabato 17 novembre un numeroso gruppo di ragazzi provenienti dalle varie parrocchie palermitane, e da molti ragazzi di Catania, Calatafimi e Corleone si ritroveranno alle 19;45 nella chiesa di S. Ignazio all’Olivella e dopo un incontro formativo tenuto da don Fulvio Iervolino su “Spirito Santo: maestro di Comunione” e un pasto in compagnia animeranno la zona champagneria-politeama con le chitarre e i loro canti. Alcuni incontreranno i ragazzi passanti con un invito e una candelina che dopo un breve scambio doneranno invitando alla chiesa dell’Olivella. Lì un gruppo accoglierà e un altro animerà l’adorazione eucaristica pregando per la missione in corso. Gli ospiti potranno accendere il lumino, porlo ai piedi dell’altare, e appendere un post-it con la loro intenzione di preghiera. Diversi sacerdoti, laici e religiosi saranno disponibili per le confessioni e per un semplice scambio: un momento di ascolto molto ricercato dai giovani negli anni precedenti. Due ragazzi (me compreso) hanno inoltre testimoniato circa le esperienze passate cercando di spiegare le modalità di approccio, di dialogo etc. Non si sono nascoste le difficoltà, i rifiuti e le mancanze di rispetto in cui si può incappare come neanche le raccomandazioni a non essere insistenti e fastidiosi, a non rispondere alle provocazioni e ad amare chi sta dinanzi. Suor Silvia ha evidenziato anche la bellezza di un’esperienza del genere: la gratitudine e la gioia di chi accetta l’invito e si lascia abbracciare dall’amore di Dio, persone che non entravano da anni in una chiesa per pregare e ne riassaggiano il fascino e la bellezza.Ma non finisce qui! Domenica 18 ottobre dopo la celebrazione eucaristica comunitaria celebrata da don Riccardo Girgenti nella parrocchia Maria Immacolata i giovani evangelizzatori andranno al centro anziani Padre Puglisi in via Monfenera per un momento di animazione e confronto.
Siamo tutti invitati a partecipare sabato 17 alla missione anche solo pregando per un poco. Chi invece vuole dare una mano in altro modo, magari attivando gruppi, mandi una mail a totustuus@alice.it
La Chiesa siciliana vive! Viva la Chiesa Siciliana!






rickinca84 detto
Il tempo non è statp clemente con noi e i numeri ne hanno risentito. Ma la fede, checchè ne dicano, non è mai stata una questione di numeri! Così anche se non c’era molta gente in giro, dopo il nostro momento formativo, dopo una bella mangiata di panini fatti in casa e kebab dell’olivella, abbiamo adorato Cristo sacramento e contemporaneamente, dopo aver ricevuto singolarmente il mandato dal celebrante siamo andati a turni in mezzo alla gente. Bhe in mezzo! Meglio dire che andavamo a cercarla… qualcuno ci ha mandato al paese dei balocchi, altri credevano volessimo una questua ma diversa gente è entrata per pregare o anche solo per accendere il lumino che gli avevamo regalato (anche se dicevano che non sarebbero andati). Cosicchè il dono che gli era stato fatto lo hanno a loro volta ridato al dispensatore dei doni.
Simpaticissimi un gruppo di ragazzi che prima non ne volevano sapere niente -una di loro diceva e se fossi atea?!- ma alla fine hanno gradito molto il bizzarro incontro. Perchè alla fine l’imporante non era che loro entrassero in chiesa ma che noi uscissimo per testimoniare loro la nostra fede.
Da altre missioni del genere ho imparato che spesso “quelli di fuori” sono “quelli di dentro” che si nascondono nella massa perchè hanno paura a mostrare la loro identità davanti agli amici, hanno paura di essere ciò che sono: Cristiani. Noi vogliamo dare loro il coraggio di farlo, vogliamo far sentire loro che accanto hanno una comunità di ragazzi che come loro credono, come loro amano, come loro vivono nella società.