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	<title>Commenti a: Religione: l’antidoping del popolo.</title>
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	<description>Omnia potentia saeculi somnium est, non veritas</description>
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		<title>Di: Laura Tussi</title>
		<link>http://vapensiero.wordpress.com/2007/11/01/religione-l%e2%80%99antidoping-del-popolo/#comment-362</link>
		<dc:creator>Laura Tussi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2009 19:15:10 +0000</pubDate>
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		<description>IL MURO DI VETRO.
L’Italia delle religioni. Primo rapporto 2009
A cura di Paolo Naso e Brunetto Salvarani, EMI, Bologna 2009

Recensione
di Laura Tussi

Il muro di vetro è una fragile osmosi che divide le molteplici realtà, i pluralismi religiosi, composti di intersezioni e persino di familiarità ricorrenti, ma che non permettono il contatto e la relazione reciproca diretta, anche se sussistono eccezioni, perché tutti i muri innalzati dall&#039;umanità e dalle conseguenti ideologie presentano fratture e pertugi che consentono a volte scambi e contaminazioni dialogiche, in un panorama ampio di multiculturalità religiosa sempre più significativo anche a livello nazionale, nell&#039;incontro religioso e nel dialogo ecumenico. 
La differenza è uno dei principi della cultura postmoderna, che insiste sulla diversificazione, sulla molteplicità e la complessità, contro i rischi della pianificazione e dell&#039;omologazione sociale. 
La finalità di riconoscersi in un&#039;identità deve diventare sempre fonte di confronto con l&#039;alterità, l&#039;altro da sè e quindi con l&#039;implicita diversità che l&#039;identità altrui presenta, nel concetto di differenza individuale, soggettiva, esistenziale e, per esteso, di varietà interetnica e multiculturale. 
La conoscenza di sé attraverso il percorso religioso di autoriflessione, di autonarrazione, di racconto di sé, permette di identificare ed approfondire una propria personalità in rapporto all&#039;alterità di colui che si pone in dialogo. 
Di conseguenza le molteplicità religiose, le complessità interetniche e multiculturali si incontrano e si incrociano trasversalmente con le diversità religiose, psicologiche, identitarie, soggettive, di genere ed intergenerazionali in un pluriverso di alterità sociali, all&#039;interno di un tessuto sociocomunitario che dovrebbe sempre più aprirsi all&#039;accoglienza, al confronto, al dialogo, nell&#039;interscambio tra molteplici aspetti che permeano l&#039;intera umanità e che non si possono classificare e attribuire esclusivamente al concetto di razza ed etnia, perché la differenza è ubiquitaria e trasversale al concetto stesso di umanità. 
La considerazione e il riconoscimento dell&#039;altro da sé permettono il reciproco confronto e la gestione educativa del conflitto dove spesso l&#039;intesa e l&#039;accordo si prospettano come una lontana utopia. 
Il concetto di diversità sollecita riflessioni e associazioni di idee varie e complesse, dal dibattito sulle opinioni della democrazia, ai contesti e agli scenari economici e sociali. 
Risulta spontaneo pensare alle diversità tra donna e uomo, tra generazioni, tra nazionalità, lingue e religioni dove è necessaria un&#039;innovativa grammatica mentale per costruire la convivenza planetaria in dimensione interculturale. 
Infrangere la discriminazione, lo stereotipo e il pregiudizio, rappresentati dal “muro di vetro” consiste nella motivazione alla solidarietà, alla realizzazione di una società che abbia come valore fondante la pace e la convivenza civile tra popoli, genti e minoranze, nel rispetto dei diritti universali e sociali di cittadinanza multietnica, cosmopolita e internazionale, sanciti dalla carta costituzionale democratica. 
Oltre “il muro di vetro” vi è un mondo dove non esistano patrie e nazioni, frontiere e burocrazie, limiti e confini, ma comunità educanti aperte all&#039;accoglienza, al dialogo, al cambiamento rivoluzionario, al progresso costruttivo, senza stereotipi, pregiudizi e conseguenti discriminazioni, nel rispetto delle culture altre, nella coesistenza pacifica che agevola il confronto tra diversità interculturali e differenze di genere ed intergenerazionali, per costruire una coscienza di convivenza civile che ponga come obiettivo prioritario la conoscenza, il dialogo, l’ accoglienza, il confronto nelle comunità, nelle città, nel mondo…per un&#039;utopia della convivenza realizzabile a partire da ogni singola persona, nel contesto quotidiano, nella partecipazione collettiva, pluralista e democratica.

Laura Tussi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>IL MURO DI VETRO.<br />
L’Italia delle religioni. Primo rapporto 2009<br />
A cura di Paolo Naso e Brunetto Salvarani, EMI, Bologna 2009</p>
<p>Recensione<br />
di Laura Tussi</p>
<p>Il muro di vetro è una fragile osmosi che divide le molteplici realtà, i pluralismi religiosi, composti di intersezioni e persino di familiarità ricorrenti, ma che non permettono il contatto e la relazione reciproca diretta, anche se sussistono eccezioni, perché tutti i muri innalzati dall&#8217;umanità e dalle conseguenti ideologie presentano fratture e pertugi che consentono a volte scambi e contaminazioni dialogiche, in un panorama ampio di multiculturalità religiosa sempre più significativo anche a livello nazionale, nell&#8217;incontro religioso e nel dialogo ecumenico.<br />
La differenza è uno dei principi della cultura postmoderna, che insiste sulla diversificazione, sulla molteplicità e la complessità, contro i rischi della pianificazione e dell&#8217;omologazione sociale.<br />
La finalità di riconoscersi in un&#8217;identità deve diventare sempre fonte di confronto con l&#8217;alterità, l&#8217;altro da sè e quindi con l&#8217;implicita diversità che l&#8217;identità altrui presenta, nel concetto di differenza individuale, soggettiva, esistenziale e, per esteso, di varietà interetnica e multiculturale.<br />
La conoscenza di sé attraverso il percorso religioso di autoriflessione, di autonarrazione, di racconto di sé, permette di identificare ed approfondire una propria personalità in rapporto all&#8217;alterità di colui che si pone in dialogo.<br />
Di conseguenza le molteplicità religiose, le complessità interetniche e multiculturali si incontrano e si incrociano trasversalmente con le diversità religiose, psicologiche, identitarie, soggettive, di genere ed intergenerazionali in un pluriverso di alterità sociali, all&#8217;interno di un tessuto sociocomunitario che dovrebbe sempre più aprirsi all&#8217;accoglienza, al confronto, al dialogo, nell&#8217;interscambio tra molteplici aspetti che permeano l&#8217;intera umanità e che non si possono classificare e attribuire esclusivamente al concetto di razza ed etnia, perché la differenza è ubiquitaria e trasversale al concetto stesso di umanità.<br />
La considerazione e il riconoscimento dell&#8217;altro da sé permettono il reciproco confronto e la gestione educativa del conflitto dove spesso l&#8217;intesa e l&#8217;accordo si prospettano come una lontana utopia.<br />
Il concetto di diversità sollecita riflessioni e associazioni di idee varie e complesse, dal dibattito sulle opinioni della democrazia, ai contesti e agli scenari economici e sociali.<br />
Risulta spontaneo pensare alle diversità tra donna e uomo, tra generazioni, tra nazionalità, lingue e religioni dove è necessaria un&#8217;innovativa grammatica mentale per costruire la convivenza planetaria in dimensione interculturale.<br />
Infrangere la discriminazione, lo stereotipo e il pregiudizio, rappresentati dal “muro di vetro” consiste nella motivazione alla solidarietà, alla realizzazione di una società che abbia come valore fondante la pace e la convivenza civile tra popoli, genti e minoranze, nel rispetto dei diritti universali e sociali di cittadinanza multietnica, cosmopolita e internazionale, sanciti dalla carta costituzionale democratica.<br />
Oltre “il muro di vetro” vi è un mondo dove non esistano patrie e nazioni, frontiere e burocrazie, limiti e confini, ma comunità educanti aperte all&#8217;accoglienza, al dialogo, al cambiamento rivoluzionario, al progresso costruttivo, senza stereotipi, pregiudizi e conseguenti discriminazioni, nel rispetto delle culture altre, nella coesistenza pacifica che agevola il confronto tra diversità interculturali e differenze di genere ed intergenerazionali, per costruire una coscienza di convivenza civile che ponga come obiettivo prioritario la conoscenza, il dialogo, l’ accoglienza, il confronto nelle comunità, nelle città, nel mondo…per un&#8217;utopia della convivenza realizzabile a partire da ogni singola persona, nel contesto quotidiano, nella partecipazione collettiva, pluralista e democratica.</p>
<p>Laura Tussi</p>
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		<title>Di: rickinca84</title>
		<link>http://vapensiero.wordpress.com/2007/11/01/religione-l%e2%80%99antidoping-del-popolo/#comment-216</link>
		<dc:creator>rickinca84</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 22:31:10 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Alfonso,
sono davvero incasinato con lo studio: Lunedì prox ho un esame… l’ennesimo…
ma vediamo se ti posso rispondere.
Ribadisco il fatto che non sono un esperto ne di diritto ne di politica, ecclesiastica o meno.
Per quello che ne so il concordato contiene diverse parti in se e regola diverse questioni, tra le quali il risarcimento del latrocinio dell’incameramento statale dei beni ecclesiastici di cui, per esempio, la città di Roma, ma è solo la punta dell’iceberg.
In ogni caso credo che la necessità di riconoscere uno stato pontificio, visto che questo si riduce a 4 palazzi, sia stato meramente di ordine politico. Ovvero il cercare di vedere riconosciuto a livello istituzionale quella che per secoli era stata la guida spirituale dell’europa politica, caduta in aperto declino con l’illuminismo e sopratutto con l’anticlericalismo della rivoluzione francese.
Qui non voglio giudicare come questa funzione di guida sia stata esercitata nei secoli, ne tantomeno come questa realtà sia stata strumentalizzata dai capi di Stato. In ogni caso oggi l’azione dello stato pontificio si riduce ad un’azione diplomatica: non dispone di eserciti ma di un’autorità puramente morale che si esprime con il diritto inalienabile dei singoli uomini come delle associazioni di uomini di esprimere il proprio pensiero. I cristiani sono una realtà, forse in declino numerico, ma ancora molto forte in eurasia e in america, e questa si riconoscono in vario modo in un leader spirituale chiamato papa, allo stesso modo di come i buddisti si riconoscono in un leader spirituale e politico come il Dalai Lama, presidente del governo in esilio del Tibet.
Per quanto riguarda i rapporti tra lo stato e la chiesa italiana delineati dal concordato credo si limitino ad un mutuo riconoscimento di legittimità ( cosa che non vi era stato dal momento dell’aggressione allo stato pontificio, all’apertura della breccia di porta pia e dell’esilio del papa. Inoltre il riconoscimento in un regime che faceva dell’imposizione ideologica fascista il fulcro del suo futuro della possibilità di insegnare l’evangelo, anche se probabilmente in quel periodo non fosse così operativo, era una rivoluzione. In ogni caso creava i margini per un’operazione quantomeno di pluralità di idee alle nuove generazioni.
Oggi non può essere disconosciuto il diritto delle famiglie di impartire l’educazione religiosa che meglio crede ai propri figli, e dato che la scuola è il luogo per eccellenza dell’educazione non vedo cosa ci sia di sbagliato. E non concordo con chi vorrebbe scambiare l’ora di religione cattolica con un’ora di storia delle religioni. Sarebbe un’altra cosa che si potrebbe aggiungere! Semmai dato il pluralismo religioso che si è imposto in Italia, si potrebbe dare la possibilità anche alle altre confessioni o alle altre religioni di occuparsi dell’educazione religiosa dei loro fedeli.
Per quanto invece riguarda scuole private, opere di carità… che si avvalgono di contributi statali li si dovrebbe valutare caso per caso, in quanto non c’entra niente il concordato ma sono associazioni di proprietà di vari enti che si avvalgono di altre leggi italiane quali quelle sul no-profit, sulle scuole private in genere etc…
Le aberrazioni della politica, e qui entro più nel tema della tua domanda, sono tali solo quando i politici sono aberranti. Ora se, e solo se, come dici tu gli uomini di chiesa sono entrati in giochi politici aberranti, antievangelici etc..
allora questo non lo si può imputare ad uno strumento giuridico ma all’uso che eventualmente se ne fa.
Per esprimere questo concetto faccio un esempio:
Un bisturi di suo non è altro che il più terribile dei coltelli: un coltello così affilato da aprire un uomo in due senza particolare forza.
Questo bisturi non è altro che uno strumento come un coltello da cucina, persino un pugnale è solo uno strumento che non ha in se niente di antievangelico.
Un bituri può salvare la vita se in mano ad un chirurgo.
Con un coltello da cucina un mamma prepara il cibo per il suo bambino.
Con un bel pugnale con tanto di megaseghetto c’ho pescato i più bei polpi e le più succulenti patelle!
eppure tutti e tre nelle mani di un assassino potrebbero uccidere.
Allora non sono gli strumenti ad essere antievangelici ma lo sono le intenzioni con le quali si usano quegli stessi.
Fino a che l’uomo non imparerà a scegliere il bene ed a scartare il male, non saranno necessari ne i concordati ne i bisturi: per ammazzarsi bastano anche le sole mani, o dovremmo amputarci anche quelle?
Spero di esserti stato utile. Se hai dei dubbi che la tua lettura ha sollevato e a cui non ho risposto puoi chiedere: per la risposta… vediamo che si può fare!
Buon carnevale e buon inizio di Quaresima a tutti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Alfonso,<br />
sono davvero incasinato con lo studio: Lunedì prox ho un esame… l’ennesimo…<br />
ma vediamo se ti posso rispondere.<br />
Ribadisco il fatto che non sono un esperto ne di diritto ne di politica, ecclesiastica o meno.<br />
Per quello che ne so il concordato contiene diverse parti in se e regola diverse questioni, tra le quali il risarcimento del latrocinio dell’incameramento statale dei beni ecclesiastici di cui, per esempio, la città di Roma, ma è solo la punta dell’iceberg.<br />
In ogni caso credo che la necessità di riconoscere uno stato pontificio, visto che questo si riduce a 4 palazzi, sia stato meramente di ordine politico. Ovvero il cercare di vedere riconosciuto a livello istituzionale quella che per secoli era stata la guida spirituale dell’europa politica, caduta in aperto declino con l’illuminismo e sopratutto con l’anticlericalismo della rivoluzione francese.<br />
Qui non voglio giudicare come questa funzione di guida sia stata esercitata nei secoli, ne tantomeno come questa realtà sia stata strumentalizzata dai capi di Stato. In ogni caso oggi l’azione dello stato pontificio si riduce ad un’azione diplomatica: non dispone di eserciti ma di un’autorità puramente morale che si esprime con il diritto inalienabile dei singoli uomini come delle associazioni di uomini di esprimere il proprio pensiero. I cristiani sono una realtà, forse in declino numerico, ma ancora molto forte in eurasia e in america, e questa si riconoscono in vario modo in un leader spirituale chiamato papa, allo stesso modo di come i buddisti si riconoscono in un leader spirituale e politico come il Dalai Lama, presidente del governo in esilio del Tibet.<br />
Per quanto riguarda i rapporti tra lo stato e la chiesa italiana delineati dal concordato credo si limitino ad un mutuo riconoscimento di legittimità ( cosa che non vi era stato dal momento dell’aggressione allo stato pontificio, all’apertura della breccia di porta pia e dell’esilio del papa. Inoltre il riconoscimento in un regime che faceva dell’imposizione ideologica fascista il fulcro del suo futuro della possibilità di insegnare l’evangelo, anche se probabilmente in quel periodo non fosse così operativo, era una rivoluzione. In ogni caso creava i margini per un’operazione quantomeno di pluralità di idee alle nuove generazioni.<br />
Oggi non può essere disconosciuto il diritto delle famiglie di impartire l’educazione religiosa che meglio crede ai propri figli, e dato che la scuola è il luogo per eccellenza dell’educazione non vedo cosa ci sia di sbagliato. E non concordo con chi vorrebbe scambiare l’ora di religione cattolica con un’ora di storia delle religioni. Sarebbe un’altra cosa che si potrebbe aggiungere! Semmai dato il pluralismo religioso che si è imposto in Italia, si potrebbe dare la possibilità anche alle altre confessioni o alle altre religioni di occuparsi dell’educazione religiosa dei loro fedeli.<br />
Per quanto invece riguarda scuole private, opere di carità… che si avvalgono di contributi statali li si dovrebbe valutare caso per caso, in quanto non c’entra niente il concordato ma sono associazioni di proprietà di vari enti che si avvalgono di altre leggi italiane quali quelle sul no-profit, sulle scuole private in genere etc…<br />
Le aberrazioni della politica, e qui entro più nel tema della tua domanda, sono tali solo quando i politici sono aberranti. Ora se, e solo se, come dici tu gli uomini di chiesa sono entrati in giochi politici aberranti, antievangelici etc..<br />
allora questo non lo si può imputare ad uno strumento giuridico ma all’uso che eventualmente se ne fa.<br />
Per esprimere questo concetto faccio un esempio:<br />
Un bisturi di suo non è altro che il più terribile dei coltelli: un coltello così affilato da aprire un uomo in due senza particolare forza.<br />
Questo bisturi non è altro che uno strumento come un coltello da cucina, persino un pugnale è solo uno strumento che non ha in se niente di antievangelico.<br />
Un bituri può salvare la vita se in mano ad un chirurgo.<br />
Con un coltello da cucina un mamma prepara il cibo per il suo bambino.<br />
Con un bel pugnale con tanto di megaseghetto c’ho pescato i più bei polpi e le più succulenti patelle!<br />
eppure tutti e tre nelle mani di un assassino potrebbero uccidere.<br />
Allora non sono gli strumenti ad essere antievangelici ma lo sono le intenzioni con le quali si usano quegli stessi.<br />
Fino a che l’uomo non imparerà a scegliere il bene ed a scartare il male, non saranno necessari ne i concordati ne i bisturi: per ammazzarsi bastano anche le sole mani, o dovremmo amputarci anche quelle?<br />
Spero di esserti stato utile. Se hai dei dubbi che la tua lettura ha sollevato e a cui non ho risposto puoi chiedere: per la risposta… vediamo che si può fare!<br />
Buon carnevale e buon inizio di Quaresima a tutti</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Alfonso</title>
		<link>http://vapensiero.wordpress.com/2007/11/01/religione-l%e2%80%99antidoping-del-popolo/#comment-172</link>
		<dc:creator>Alfonso</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 15:31:34 +0000</pubDate>
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		<description>Sto leggendo il testo di Michele Ainis &quot;Chiesa padrona&quot; che tratta del falso giuridico dei Patti Lateranensi, che non prevedono di per se, secondo la nostra Costituzione, la legittimità del Concordato tra stato italiano e Chiesa, istituito nel 1923 e confermato nel 1984. Credo che l&#039;esistenza in Italia di tale forma non costituzionale e privilegiato di rapporto con  lo stato, come dimostrato nel libro citato, sia stato per quasi un secolo fonte di abusi e soprusi  che ha addirittura prodotto l&#039;applicazione della Parola predicata da Gesù in maniera molto lontana da LUI. Perchè non proporre la cancellazione del concordato in Italia per la rinascita della cristianità in un modo più vicino agli insegnamenti di Gesù? Credo che in tal modo l&#039;Italia che tra l&#039;altro ha nel suo popolo una forte componente cattolica verrebbe depurata dalle aberrazioni ritrovanddo un&#039;identità più forte e vicina al Suo messaggio. Alfonso</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sto leggendo il testo di Michele Ainis &#8220;Chiesa padrona&#8221; che tratta del falso giuridico dei Patti Lateranensi, che non prevedono di per se, secondo la nostra Costituzione, la legittimità del Concordato tra stato italiano e Chiesa, istituito nel 1923 e confermato nel 1984. Credo che l&#8217;esistenza in Italia di tale forma non costituzionale e privilegiato di rapporto con  lo stato, come dimostrato nel libro citato, sia stato per quasi un secolo fonte di abusi e soprusi  che ha addirittura prodotto l&#8217;applicazione della Parola predicata da Gesù in maniera molto lontana da LUI. Perchè non proporre la cancellazione del concordato in Italia per la rinascita della cristianità in un modo più vicino agli insegnamenti di Gesù? Credo che in tal modo l&#8217;Italia che tra l&#8217;altro ha nel suo popolo una forte componente cattolica verrebbe depurata dalle aberrazioni ritrovanddo un&#8217;identità più forte e vicina al Suo messaggio. Alfonso</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: rickinca84</title>
		<link>http://vapensiero.wordpress.com/2007/11/01/religione-l%e2%80%99antidoping-del-popolo/#comment-45</link>
		<dc:creator>rickinca84</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jan 2008 18:37:11 +0000</pubDate>
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		<description>interessante discorso pronunziato da monsignor Dominique Mamberti, Segretario della Segreteria di Stato per i Rapporti con gli Stati, sul tema 
“La protezione del diritto di libertà religiosa nell&#039;azione attuale della Santa Sede” del 10 gennaio scorso

lo trovate nella biblioteca di va pensiero

clikka qui sotto

&lt;a href=&quot;http://vapensiero.wordpress.com/rubriche/documenti/%E2%80%9Cla-protezione-del-diritto-di-liberta-religiosa-nellazione-attuale-della-santa-sede%E2%80%9D-di-dominique-mamberti/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;“La protezione del diritto di libertà religiosa nell’azione attuale della Santa Sede” di Dominique Mamberti&lt;/a&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>interessante discorso pronunziato da monsignor Dominique Mamberti, Segretario della Segreteria di Stato per i Rapporti con gli Stati, sul tema<br />
“La protezione del diritto di libertà religiosa nell&#8217;azione attuale della Santa Sede” del 10 gennaio scorso</p>
<p>lo trovate nella biblioteca di va pensiero</p>
<p>clikka qui sotto</p>
<p><a href="http://vapensiero.wordpress.com/rubriche/documenti/%E2%80%9Cla-protezione-del-diritto-di-liberta-religiosa-nellazione-attuale-della-santa-sede%E2%80%9D-di-dominique-mamberti/" rel="nofollow">“La protezione del diritto di libertà religiosa nell’azione attuale della Santa Sede” di Dominique Mamberti</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: giampierotrere</title>
		<link>http://vapensiero.wordpress.com/2007/11/01/religione-l%e2%80%99antidoping-del-popolo/#comment-31</link>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jan 2008 01:14:03 +0000</pubDate>
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		<description>E&#039; passato parecchio tempo da quando ho scritto qui l&#039;ultima volta. Nel frattempo, vedo, le nostre posizioni si sono avvicinate parecchio. Anch&#039;io voglio scoprire le mie carte. La mia intenzione non era tanto sdoganare Marx ma sottolineare come la scarsa attitudine al dialogo di tanta teologia attuale va di pari passo con una debole identificazione del discorso cristiano su Dio con la cristologia. Che tutta la teologia sia cristologia è affermazione che suscita ancora esitazioni e dubbi. La teologia si identifica ancora troppo spesso contro, esita a liberarsi da certi retaggi apologetici dall&#039;attitudine controversistica di un discorso cristiano reduce dalle polemiche illuministiche e dalle mille e mille dispute col pensiero positivista, materialista, comunista e neo positivista. Sembra scattare un pregiudizio tanto negativo, non appena si cita, ad esempio, un Marx o un Nietzsche, quanto un pregiudizio positivo, quando si evoca qualcosa di genericamente religioso. Nell&#039;omiletica, nella catechesi, come nella chiacchiera quotidiana si nomina tanto spesso Dio quanto poco Gesù Cristo. Forse proprio perché inconsapevolmente si spera che la parola abusata significhi ormai talmente poco da non disturbare più le coscienze di nessuno e sia pertanto buona per ogni occasione.
&quot;Nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare... Non vi è altro accesso al Pdre se non per mezzo di me&quot;.

Giampiero.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; passato parecchio tempo da quando ho scritto qui l&#8217;ultima volta. Nel frattempo, vedo, le nostre posizioni si sono avvicinate parecchio. Anch&#8217;io voglio scoprire le mie carte. La mia intenzione non era tanto sdoganare Marx ma sottolineare come la scarsa attitudine al dialogo di tanta teologia attuale va di pari passo con una debole identificazione del discorso cristiano su Dio con la cristologia. Che tutta la teologia sia cristologia è affermazione che suscita ancora esitazioni e dubbi. La teologia si identifica ancora troppo spesso contro, esita a liberarsi da certi retaggi apologetici dall&#8217;attitudine controversistica di un discorso cristiano reduce dalle polemiche illuministiche e dalle mille e mille dispute col pensiero positivista, materialista, comunista e neo positivista. Sembra scattare un pregiudizio tanto negativo, non appena si cita, ad esempio, un Marx o un Nietzsche, quanto un pregiudizio positivo, quando si evoca qualcosa di genericamente religioso. Nell&#8217;omiletica, nella catechesi, come nella chiacchiera quotidiana si nomina tanto spesso Dio quanto poco Gesù Cristo. Forse proprio perché inconsapevolmente si spera che la parola abusata significhi ormai talmente poco da non disturbare più le coscienze di nessuno e sia pertanto buona per ogni occasione.<br />
&#8220;Nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare&#8230; Non vi è altro accesso al Pdre se non per mezzo di me&#8221;.</p>
<p>Giampiero.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: rickinca84</title>
		<link>http://vapensiero.wordpress.com/2007/11/01/religione-l%e2%80%99antidoping-del-popolo/#comment-29</link>
		<dc:creator>rickinca84</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Dec 2007 11:47:47 +0000</pubDate>
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		<description>Date un&#039;occhiata a questo interessante articolo di Giampiero Tre Re: &lt;a href=&quot;http://terradinessuno.wordpress.com/2007/11/11/leggendo-lenciclica-mit-brennender-sorge/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Leggendo l’enciclica Mit brennender Sorge&lt;/a&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Date un&#8217;occhiata a questo interessante articolo di Giampiero Tre Re: <a href="http://terradinessuno.wordpress.com/2007/11/11/leggendo-lenciclica-mit-brennender-sorge/" rel="nofollow">Leggendo l’enciclica Mit brennender Sorge</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: religione &#187; Blog Archive &#187; Religione: l’antidoping del popolo.</title>
		<link>http://vapensiero.wordpress.com/2007/11/01/religione-l%e2%80%99antidoping-del-popolo/#comment-28</link>
		<dc:creator>religione &#187; Blog Archive &#187; Religione: l’antidoping del popolo.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Dec 2007 10:04:37 +0000</pubDate>
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		<description>[...] post by rickinca84  Articoli CollegatiStato e religione, Ballario: Israele ha già risposto alla follia [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] post by rickinca84  Articoli CollegatiStato e religione, Ballario: Israele ha già risposto alla follia [...]</p>
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		<title>Di: rickinca84</title>
		<link>http://vapensiero.wordpress.com/2007/11/01/religione-l%e2%80%99antidoping-del-popolo/#comment-24</link>
		<dc:creator>rickinca84</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Nov 2007 20:48:06 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Giampiero,
ti chiedo ancora scusa se la mia risposta ha tardato tanto ad essere espressa.  Dici: molte persone hanno un rapporto con il trascendente senza riconoscersi in nessuna religione. Bene, ma il fatto di non riconoscersi in nessuna religione non esclude quelle stesse persone dall’iscriversi automaticamente in un fenomeno religioso. Questo in quanto la relazione che creano con qualunque forma di trascendente deve esprimersi in una forma concreta anche se non ritualizzata che attueranno, sia essa la sola ragione, il pensiero la preghiera o lo stare con le gambe incrociate facendo una meditazione introspettiva…  
•	Di religioni senza Dio ne conosco solamente una ed è il buddismo. Ma comunque credono in un trascendente: un qualcosa a cui si ricongiungeranno al termine di un ciclo di vite. Nel Buddismo  non esiste ne il soggetto né il mondo,  che è pura illusione (sono anatman), ne tantomeno un Dio personale. Per questo motivo è difficile considerarla come una religione! L’insegnamento di Siddartha è quello di creare, attraverso la meditazione, uno spazio di coscienza che deve essere svuotato dalle passioni e dal dolore  prodotte dalle illusioni del mondo preparandosi così alla totale estinzione nel nirvana che è lo stato di totale imperturbabilità, condensarsi in una sorta di stato divino. La cosa straordinaria che mi ha colpito è stata proprio che in mondo religioso del genere che predica la fuga da un mondo che è illusione possa aver prodotto una vera e propria lotta contro uno stato totalitario che provoca nel popolo un dolore che dovrebbe considerare pura illusione da ignorare. M a forse è proprio questa la differenza con il mondo induista da cui proviene: Il Buddha diventa tale quando per illuminazione ( da parte di chi? Bho!)  capisce che è inutile fare il fachiro e che la via ascetica del dolore e dei digiuni non ti purifica per il ritorno al brahman…  tanto che Siddartha prima di essere illuminato è iconograficamente rappresentato come un fachiro pelle e ossa, da illuminato (nella lingua indiana Buddha ) grasso e felicemente sorridente. 
•	Di religioni contro Dio posso pensare a quello satanista. Anche li si instaura una vera e propria religione con una vera e propria divinità anche se minore. Sappiamo perfettamente che Satana non è un Dio ma è così che si fa adorare dagli adepti alle sue sette. Tutta la simbologia  satanista è ripresa dalla religione cristiana ma rovesciata. Ogni simbolo è contro il vero Dio, è una religione della rivolta, e l’altro giorno leggiucchiando sul neopaganesimo osservavo che il satanismo ne riprende il simbolo, anchesso rovesciato. Non solo la Croce viene rovesciata dai satanisti ma anche il pentacolo! Sarebbe interessante, anche se estremamente pericoloso uno studio in tel senso. Ad ogni modo il Satanismo pretende una relazione espressa in forme ritualizzate tratte espressamente dal cristianesimo (per esempio la messa nera). Ultima riflessione sul satanismo la prendo da &quot;Le lettere di Berlicche&quot; di C.S.Lewis ( lo stesso autore delle famose &quot;Cronache di Narnia&quot;) dove il diavolo Berlicche che, elargendo consigli su come guadagnarsi le anime da portare &quot;al nostro Padre di Laggiù&quot; ad un suo giovane adepto diavolo, afferma che &quot;dall&#039;inferno si vede meglio il cielo&quot;. E dunque se il satanismo è una religione contro Dio, questa è dunque esprime una relazione anche con quel Dio contro cui si scaglia ed è proprio un relazione d&#039;odio ma pur sempre una relazione.
Ripeto ora qual era il mio intento: 
abbiamo visto come il fenomeno religioso può portare alla distruzione dell’uomo, alla fuga dal mondo, alla lotta per il raggiungimento di uno stato di pace e imperturbabilità, oppure come nel Cristianesimo una salvezza integrale dell’uomo come persona.

 Questo induce all’affermazione che il fenomeno religioso in quanto tale non è un ostacolo al raggiungimento di quella che Marx definisce “la felicità reale” e che giustamente esige.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Giampiero,<br />
ti chiedo ancora scusa se la mia risposta ha tardato tanto ad essere espressa.  Dici: molte persone hanno un rapporto con il trascendente senza riconoscersi in nessuna religione. Bene, ma il fatto di non riconoscersi in nessuna religione non esclude quelle stesse persone dall’iscriversi automaticamente in un fenomeno religioso. Questo in quanto la relazione che creano con qualunque forma di trascendente deve esprimersi in una forma concreta anche se non ritualizzata che attueranno, sia essa la sola ragione, il pensiero la preghiera o lo stare con le gambe incrociate facendo una meditazione introspettiva…<br />
•	Di religioni senza Dio ne conosco solamente una ed è il buddismo. Ma comunque credono in un trascendente: un qualcosa a cui si ricongiungeranno al termine di un ciclo di vite. Nel Buddismo  non esiste ne il soggetto né il mondo,  che è pura illusione (sono anatman), ne tantomeno un Dio personale. Per questo motivo è difficile considerarla come una religione! L’insegnamento di Siddartha è quello di creare, attraverso la meditazione, uno spazio di coscienza che deve essere svuotato dalle passioni e dal dolore  prodotte dalle illusioni del mondo preparandosi così alla totale estinzione nel nirvana che è lo stato di totale imperturbabilità, condensarsi in una sorta di stato divino. La cosa straordinaria che mi ha colpito è stata proprio che in mondo religioso del genere che predica la fuga da un mondo che è illusione possa aver prodotto una vera e propria lotta contro uno stato totalitario che provoca nel popolo un dolore che dovrebbe considerare pura illusione da ignorare. M a forse è proprio questa la differenza con il mondo induista da cui proviene: Il Buddha diventa tale quando per illuminazione ( da parte di chi? Bho!)  capisce che è inutile fare il fachiro e che la via ascetica del dolore e dei digiuni non ti purifica per il ritorno al brahman…  tanto che Siddartha prima di essere illuminato è iconograficamente rappresentato come un fachiro pelle e ossa, da illuminato (nella lingua indiana Buddha ) grasso e felicemente sorridente.<br />
•	Di religioni contro Dio posso pensare a quello satanista. Anche li si instaura una vera e propria religione con una vera e propria divinità anche se minore. Sappiamo perfettamente che Satana non è un Dio ma è così che si fa adorare dagli adepti alle sue sette. Tutta la simbologia  satanista è ripresa dalla religione cristiana ma rovesciata. Ogni simbolo è contro il vero Dio, è una religione della rivolta, e l’altro giorno leggiucchiando sul neopaganesimo osservavo che il satanismo ne riprende il simbolo, anchesso rovesciato. Non solo la Croce viene rovesciata dai satanisti ma anche il pentacolo! Sarebbe interessante, anche se estremamente pericoloso uno studio in tel senso. Ad ogni modo il Satanismo pretende una relazione espressa in forme ritualizzate tratte espressamente dal cristianesimo (per esempio la messa nera). Ultima riflessione sul satanismo la prendo da &#8220;Le lettere di Berlicche&#8221; di C.S.Lewis ( lo stesso autore delle famose &#8220;Cronache di Narnia&#8221;) dove il diavolo Berlicche che, elargendo consigli su come guadagnarsi le anime da portare &#8220;al nostro Padre di Laggiù&#8221; ad un suo giovane adepto diavolo, afferma che &#8220;dall&#8217;inferno si vede meglio il cielo&#8221;. E dunque se il satanismo è una religione contro Dio, questa è dunque esprime una relazione anche con quel Dio contro cui si scaglia ed è proprio un relazione d&#8217;odio ma pur sempre una relazione.<br />
Ripeto ora qual era il mio intento:<br />
abbiamo visto come il fenomeno religioso può portare alla distruzione dell’uomo, alla fuga dal mondo, alla lotta per il raggiungimento di uno stato di pace e imperturbabilità, oppure come nel Cristianesimo una salvezza integrale dell’uomo come persona.</p>
<p> Questo induce all’affermazione che il fenomeno religioso in quanto tale non è un ostacolo al raggiungimento di quella che Marx definisce “la felicità reale” e che giustamente esige.</p>
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	<item>
		<title>Di: rickinca84</title>
		<link>http://vapensiero.wordpress.com/2007/11/01/religione-l%e2%80%99antidoping-del-popolo/#comment-20</link>
		<dc:creator>rickinca84</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 23:13:33 +0000</pubDate>
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		<description>scusa se non ti ho potuto rispondere ma al momento ho un pò troppi impegni. 
scusa ancora
Riccardo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>scusa se non ti ho potuto rispondere ma al momento ho un pò troppi impegni.<br />
scusa ancora<br />
Riccardo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: giampierotrere</title>
		<link>http://vapensiero.wordpress.com/2007/11/01/religione-l%e2%80%99antidoping-del-popolo/#comment-17</link>
		<dc:creator>giampierotrere</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Nov 2007 11:27:14 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Riccardo,

Dio non è essenziale nella religione. Esistono religioni senza Dio, addirittura contro Dio. Molte persone hanno un rapporto col trascendente senza riconoscersi in alcuna religione. Il canale col trascendente non lo apriamo noi, si apre da sé, di propria esclusiva e sovrana iniziativa: è grazia.
Non è Marx il responsabile del dilagante ateismo pratico, non il principale, quanto meno, non qui da noi, non più ora. I principali responsabili siamo noi &quot;religiosi&quot;. Non sarei neppure tanto sicuro che Marx abbia sostenuto una rivoluzione armata (come poi è avvenuto) piuttosto che la previsione di un inevitabile rivolgimento culturale, che sarebbe stato nella logica della dialettica storica (come poi non è avvenuto). Liquidare la religione cristiana non era, per lui, un passaggio strategico, ma un fatto già compiuto da Feuerbach e che attendeva solo di compiersi definitivamente.
Segnalo a te ed ai lettori il seguente articolo, e i relativi commenti, di un nuovo ed interessante blog:

http://maik07.wordpress.com/2007/11/11/la-settimana-santa-a-vallelunga/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Riccardo,</p>
<p>Dio non è essenziale nella religione. Esistono religioni senza Dio, addirittura contro Dio. Molte persone hanno un rapporto col trascendente senza riconoscersi in alcuna religione. Il canale col trascendente non lo apriamo noi, si apre da sé, di propria esclusiva e sovrana iniziativa: è grazia.<br />
Non è Marx il responsabile del dilagante ateismo pratico, non il principale, quanto meno, non qui da noi, non più ora. I principali responsabili siamo noi &#8220;religiosi&#8221;. Non sarei neppure tanto sicuro che Marx abbia sostenuto una rivoluzione armata (come poi è avvenuto) piuttosto che la previsione di un inevitabile rivolgimento culturale, che sarebbe stato nella logica della dialettica storica (come poi non è avvenuto). Liquidare la religione cristiana non era, per lui, un passaggio strategico, ma un fatto già compiuto da Feuerbach e che attendeva solo di compiersi definitivamente.<br />
Segnalo a te ed ai lettori il seguente articolo, e i relativi commenti, di un nuovo ed interessante blog:</p>
<p><a href="http://maik07.wordpress.com/2007/11/11/la-settimana-santa-a-vallelunga/" rel="nofollow">http://maik07.wordpress.com/2007/11/11/la-settimana-santa-a-vallelunga/</a></p>
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