La Chiesa Palermitana e la sua Guida
Pubblicato da R.I. su Mer 13 Giu 07

La recente nomina del mons. Carmelo Cuttitta ha evidentemente sorpreso l’antica Chiesa Palermitana che si stava già godendo il caldo sole che preannuncia e già porta l’estate con le sue vacanze. Penne, anzi tastiere e blog, perchè ormai è questo il mezzo del pensiero libero, hanno già dato giudizi sulla persona, le intenzioni della guida del neo arcivescovo mons. Paolo Romeo e del neoeletto vescovo mons. Carmelo Cuttitta. Argomentazioni artificiose e faziose per posizioni pregiudiziali che vogliono gettare discredito sulla Chiesa Palermitana e sulla sua guida. Inutile pertanto controbattere. Di certo del nuovo Arcivescovo nell’ambiente ecclesiastico si comincia a vociferare circa la sua umanità e del suo calore tipicamente siciliano di cui si sentiva da tempo la mancanza. Programmatica è stata sicuramente la scelta di impiantare una casa delle Sorelle Francescane del vangelo proprio in episcopio. Per non parlare del suo discorso di insediamento alla città in piazza pretoria e dell’omelia in cattedrale. Il popolo palermitano è stato comunque sempre insensibile ai discorsi formali; diffidente per natura non ha dato ascolto alle parole di alta teologia pronunziate. Anche il clero e gli altri religiosi hanno espresso un “entusiasmo cauto” lasciandosi transportare dal momento di festa ma con il cuore forse un pò scettico. Nel clero e nell’ambiente sembra comunque spargersi la voce di un vescovo finalmente vicino col cuore, semplice ma sempre e comunque autorevole. Per quanto riguarda le illazioni circa la figura del nuovo vescovo ausiliare non si può che affermare quello che è tra le righe del suo curriculum in questo momento pubblicato in moltissimi siti. Lo si accusa indirettamente di incapacità teologica e di aver accumulato meriti puramente burocratici e non pastorali, di aver fatto solo carriera, e che la più che decennale esperienza parrocchiale fosse solo “mirata”. Insignificante, dunque inutile, e solo formale, “mirata” appunto. Bhe, discorsi ben fatti da persone istruite ma male informate! Nel commento a cui ci riferiamo si parla di un “decennale e ovattato parrocato nella piccola parrocchia palermitana di S. Giuseppe Cottolengo (che gli lasciava il tempo di far ancora, talvolta, da autista al vecchio Pappalardo)”. Basterebbe guardare la cartina della città per capire che non è così (o google per gli internauti): che serve una delle più popolose zone residenziali di Palermo: ben 10.000 abitanti. Sei funzioni liturgiche domenicali (compresa la vespertina) delle quali quattro presiedute dal suo parroco “padre Carmelo Cuttitta”. Un impegno costante, assiduo, sempre coadiuvato dai laici, i quali lo hanno aiutato, a suo dire nel discorso post nomina, “ad essere prete” nonostante le diverse occupazioni extraparrocchiali che andavano ben al di là l’accompagnare l’uomo che per anni lo ha sostenuto spiritualmente. Una preparazione teologica forte nella facoltà teologica palermitana dove consegue il secondo grado accademico: la licenza in Ecclesiologia ( scienza teologica non giuridica dunque). Anni di servizio nella Chiesa, sudati, vissuti e amati. Di certo come ogni essere umano non è a sua volta amato da tutti, e non ha avuto solo brillanti successi, ma di certo coloro che hanno avuto modo di relazionarsi con lui con costanza ne hanno saputo apprezzare le qualità di autorevole guida e amabilità, capacità organizzativa e apertura all’ascolto, capacità di giudizio sia in campo spirituale che nel campo pratico. Una persona imperfetta come tutti, ma completa, equilibrata e capace come pochi. In ultimo l’augurio che possiamo fare a lui ma in primis a noi è quello di un buon servizio nella Chiesa palermitana, cammino di dedizione e virtù. Vorrei infine spendere l’ultima riga di questo articolo con le parole che mi rivolse quando lo cercai per un consiglio:
”Le persone che vogliono infastidirci sono tante ma noi non possiamo rinunziare mai alla Carità”.






giampierotrere detto
“Infastidirci”? A quale versetto biblico si ispira l’aforisma di Monsignore? All’inno paolino sulla carità? Non si direbbe. Alla parabola del Buon Samaritano, allora. Ma lì, chi tira diritto, affrettandosi sulla strada del Tempio, senza permettere a nessuno di infastidirli, sono i cattivi…
“Ogni scriba tira fuori dal proprio tesoro quello che ha”, e anche nel caso del memorabile loghion di Monsignor Cuttitta, sopra riportato, ci troviamo desolatamente di fronte alla solita pretesca banalità parenetica.
Ma il problema qui non sta nella persona di Cuttitta che, in pectore di qualcuno sin dalla nascita, ha il solo torto di essere perfettamente adattato all’idea di vescovo ausiliare che ci si fa quasi ovunque nelle Curie del meridione d’Italia. Il problema sta nell’idea che di se stessa ha una Chiesa che alleva certe persone, in un certo modo, in vista dell’Episcopato. Anche il vescovo che Paolo chiama a sostituirlo alla guida di una delle Chiese da lui fondate, era giovane: “Nessuno ti infastidisca a causa della tua giovane età”. Ma, per quale delle qualità che l’Apostolo richiede per la riuscita di un Vescovo è stato scelto Cuttitta? E per quale dei compiti di magistero e governo della Chiesa, previste dal Concilio, le qualità di Cuttitta sono state riconosciute idonee?
rickinca84 detto
Chi ha orecchi per intendere intenda!
Don Carmelo rispondeva ad una mia precisa domanda che era quella di cosa fare nel caso in cui delle persone abusavano volontariamente della mia carità (intendendo non l’elemosina ma l’amore cristiano) e del mio perdono continuando a fare facce amiche ed ipocrite dopo aver accoltellato alle spalle. La risposta era che nonostante la malizia di certa gente noi non possiamo rinunziare all’amore, alla carità.Il pensiero è molto Paolino e risplende proprio della luce dell’inno alla carità.
Non critico il vostro pensiero o la vostra ecclesiologia. Altri la pensano come lei anche in ambiente ecclesiastico e lavorano per portare aventi le proprie tesi giuste o sbagliate che siano. Ciò che critico nell’articolo e nei commenti è il fatto che non c’è equilibrio: non è vero che un uomo che sia dotto in teologia sia poi aderente al messaggio evangelico, come non è vero che un prete che ha all’attivo molte esperienze ecclesiali di stampo più burocratico-formale oltre a quelle pastorali e teologiche (11 in comunità non sono un giorno e 7 anni di studio non sono pochi) vogliano dire necessariamente scollamento dallo stesso messaggio. Anzi! la verità è sempre molto più complessa di come noi la vogliamo fare apparire.
Bisogna tanta onestà intellettuale, capacità critica ed un grande sforzo per riuscire ad essere veri servitori della verità.
Paolo detto
Dire che “monsignore” Cuttitta, non ha meriti particolari per fare il Vescovo, non significa dire che è una cattiva persona. Ma non ha nessun titolo per fare il Vescovo. Punto.
Ma di cosa stiamo parlando. Sa cosa dicono, tutti i sacerdoti di Palermo e Provincia di Cuttitta? Raccomandato da Pappalardo, carrierista, mediocre.
Mi cita la parroccchia, ma mi faccia il piacere, per carità. Ci sono Parroci sperduti nelle periferie di Palermo che dovrebbero essere creati CARDINALI. Parroci di periferie che hanno studiato alla lateranense, alla gregoriana ed il Vescovo diplomatico manco lo sa…
Sa qual’è il fatto, e che questa nomima – come quella di Romeo – è una grande delusione! Carrieristi! Si informi circa la lettera che Romeo in forma segreta aveva spedito a tutti i vescovi italiani, fingendosi autorizzato dal Papa e il Papa non sapeva niente…. che tristezza….
Non bisogna essere brillanti teologi per essere vescovi, ma non l’abbia a male nemmeno pessimi esempi!
rickinca84 detto
Sa qual è il vero problema? “U curtigghiu”. Sa il vero motivo per cui la gente fugge dalle chiese? E’ la cattiveria di chi dovrebbe testimoniare l’amore di Dio. Specialmente in Sicilia siamo tutti delle gran comari, tutti preti e laici. Le nostre parrocchie sono diventate i bar o le piazze di una volta e invece di andare a pregare per trovare la forza di testimoniare e amare il nemico non sappiamo fare altro che deprecare chi è di spalle per poi osannarlo non appena si gira… e sa perché? Perché ci fa comodo! Sa perché? Perché siamo invidiosi! Chi dice che Cuttitta non ha nessun titolo? Chi vorrebbe essere al suo posto! Questa polemica è inutile e logorante per la chiesa: non è critica è mormorazione! Perché? Vede se questa insoddisfazione venisse dopo qualche anno in cui ci si rende conto: questo qua è un’incapace! oppure dire guardate che questo modo di fare non va, io propongo di fare così, nei luoghi collegiali appropriati, allora dinanzi a queste critiche mi toglierei tanto di cappello dicendo avete ragione! Ma questo non è altro che un pregiudizio! Chi conosce per davvero mons. Cuttitta è chi ha vissuto gomito a gomito con lui, chi ha lavorato con lui. Non chi legge un curriculum e sputa sentenze! Lei crede che chi ha una collezione di titoli alla lateranense e alla gregoriana allora abbia i “titoli per essere vescovo” invece di stare in una periferia. Ma qual è il problema di questi titolati che non sopportano di stare in una parrocchia di periferia e mormorano? Proprio perché sono così dotti dovrebbero sapere che è proprio nella periferia che c’è bisogno di loro! Ma a Palermo non è così! Sa lei perché a San Filippo Neri (ex Zen) ci sono sempre dei religiosi e mai diocesani? Perché i vostri cari titolati battono i pugni sul tavolo del loro vescovo rifiutandosi di andarci per paura, e non contenti poi lo sparlano! Idem ustica! Dio mio essere isolati dal mondo? Non sia mai! Devono fare vita mondana loro! Mons. Cuttitta è stato un semplice sacerdote che ha sempre avuto delle spiccate qualità di gestione, e per questo gli sono stati dati incarichi su incarichi, ha sempre lavorato sodo, ma non per questo non è stato un pastore attento, e lavorando con i vescovi siciliani è sempre stato apprezzato e per questo lo hanno scelto. In parrocchia, si è sempre prodigato per gli altri. Io stesso, a volte, per dare spazio a chi con la chiesa ha un rapporto mordi e fuggi, lasciando il mio posto per la confessione, tornavo a casa alle 10 di sera, e lui era seduto li dalle 4 del pomeriggio, lavorando, confessando, ascoltando sposi, catechisti… unica pausa? La celebrazione dell’eucaristia, unico cibo fino a quell’ora, questo ogni giorno, se non era vessato da altri impegni, tipo Cesi, convegno di Verona… E voi lo chiamate raccomandato! La vostra invidia vi ha accecato, anche perché ,checché ,ne diciate sono quasi sicuro che voi siate proprio uno di quei titolati invidiosi.
Per quanto mi riguarda le diverse posizioni sono state chiarite. E non mi sembra il caso di dilungarsi in simili sciocchezze ancora a lungo, pertanto chiedo ai lettori se lo vogliono di commentare altro, magari qualcosa di costruttivo!
Paolo detto
Come vede, lei cerca di sorreggere una tesi che non ha alcun fondamento. La conforto subito, dicendole, che non voglio fare il vescovo, perchè non sono un sacerdote. Sono un laico, impegnato, poco edificato.
Lei, pare, essere molto sicuro. Ma non capisco di cosa. I miei amici titolati, non si lamentano di essere in periferia, ma di essere dimenticati…. lo sa lei questo… il vescovo conosce i problemi…. ne è così sicuro… Lei, porta esempi, mi perdoni ridicoli: il fatto che don carmelo cuttitta ha confessato per 22 ore di seguito è per lei un fatto straordinario? Se per lei si, si confronti – se sacerdote – con il suo direttore spirituale. Guardi che un sacerdote amministrare i sacramenti non è un optional.
è un dovere.
Nella memoria, l’intervista del Cardinale Pappalardo, testualmente: “don Pino, era nel cortile con un laico, voleva parlarmi ma io stavo uscendo non avevo tempo…” non ci fu poi il tempo. credo tg2 o tg3.
Invidia…. no rabbia. Si perseguitano, i sacerdoti che confessano di avere un amore per la tradizione della chiesa, mentre si plaudano i sacerdoti che si inventano messali, preghiere e riti creando confusione e disarmonia… lei conosce i documenti che Giovanni Paolo II ha scritto al riguardo…. e i sacerdoti “palermitani” che frequentano le discoteche e i pub fino a tarda notte… per evangelizzare.. si si proprio così…. per evangelizzare…. e mi fermo qua. non prendiamo in giro
Cosa fare? Pregare…. perchè Dio e non gli uomini consacrino gente capace di rendere testimonianza dell’Amore che non conosce colori paonazzi….
rickinca84 detto
questo è l’ultimo commento a questo articolo.
Sono anch’io un laico può guardare nella mia presentazione in alto. Non sono nè un tradizionalista nè un progressista: sono un cattolico ( dal greco significa secondo il tutto).
Anche la rabbia acceca, ma l’amore trascende, e fa AGIRE con assennatezza. Ho voluto mostrare che Cuttitta è stato un bravo pastore e mi auguro che lo potrà essere anche da vescovo.
Le ricordo che non siamo Dio e che viviamo nel tempo. Non possiamo fare tutto contemporaneamente ma che si fa tutto quel che si può sacrificandoci fino all’ultimo, ma nonostante questo non riusciamo a farci entrare tutto, neanche il laico è da meno in questo!
Delle derive morali di alcuni sacerdoti non è mai stato questo il luogo di trattazione e non vedo il motivo della sua allusione.
Per quanto riguarda la libertà di celebrare secondo i diversi riti può leggere il mio articolo sul motu proprio Summorum pontificum “Clero progressista VS Ratzinger” . Non trovo giusta la discriminazione dei tradizionalisti, ma dei suoi titolati ne conosco solo uno, che è il mio padre spirituale, ma che proprio per il suo amore per la chiesa non si permetterebbe mai di fare ne tantomeno fomentare certe ingiuriose affermazioni.
Se vuole discutere ancora la prego di usare la posta elettronica.
giampierotrere detto
Caro Riccardo,
non so se questo commento apparirà sul tuo blog. Volevo chiederti di ritornare sulla tua decisione. Chi apre un sito come il tuo deve metter in conto, credo, almeno queste due cose: che un blog è uno straordinario strumento di dialogo e democrazia; che nella Chiesa cattolica gli spazi di dialogo aperti a tutti sono pochissimi rispetto al desiderio di partecipazione su questi temi da parte di tantissimi credenti e non. I soli limiti dovrebbero essere il rispetto delle persone e la qualità degli argomenti.
Da ultimo: all’amministratore del sito spetta il ruolo di scegliere le politiche del suo blog e ai lettori quello di giudicare. Come sempre.
Con stima.
Giampiero.
rickinca84 detto
Quando si crea un blog, o meglio questo è ormai un sito, ci si fa un’idea di quello che si crea, ci si pongono degli obiettivi. Il mio obiettivo non è quello di fomentare una polemica, a mio avviso sterile, ma quello di essere uno strumento di informazione a favore del dialogo. Il permettere i commenti è in favore di un approfondimento della conoscenza ma non è in se stesso una priorità.
Questa è la politica di questo blog che è diversa dal tuo che già dal titolo pragmaticamente vuole essere una “erra di nessuno”. Tu già sai, ne ho avuto già modo diverse volte di esprimerlo,quanto questo argomento mi sia antipatico. Per il resto ho accettato che dei commenti che andavano oltre la mia concezione di decenza fossero presenti perchè a mio avviso valicavano proprio quei criteri che dai tu nel commento:
1 rispetto delle persone che a mio avviso è stato messo da parte
2 e la qualità degli argomenti che possono essere paragonati al “curtigghio” di due comari.
Inoltre non mi sembra che ci siano altri argomenti da aggiungere. Ma se in futuro ce ne dovessero essere, ne valuterò l’opportunità. Daltronde non mi è sembrato che nei commenti nel tuo post siano stati fatti progressi. O no?
Io ho rinunciato da tempo per problemi tecnici prima ( mi si è fuso il pc) e da noia dopo!
se avete argomenti validi da portare non li modererò, se si vuole solo aggiungere stupidagini mi dispiace. Giudicate come volete.
don maurizio detto
… nella periferia che c’è bisogno di loro! Ma a Palermo non è così! Sa lei perché a San Filippo Neri (ex Zen) ci sono sempre dei religiosi e mai diocesani? Perché i vostri cari titolati battono i pugni sul tavolo del loro vescovo rifiutandosi di andarci per paura, e non contenti poi lo sparlano! Idem ustica! Dio mio essere isolati dal mondo? Non sia mai! Devono fare vita mondana loro!
leggo solo adesso questo commento e solo per la storia vorrei corregerti su questa affermazione non vera, poi di tutto il resto m’impota poco. sia a San Filippo Neri sia a Ustica vi sono stati dei diocesani che hanno vissuto con passione il loro ministero, quindi mi informerei bene prima di generalizzare sulla storia di una parrocchia.
rickinca84 detto
Caro don Maurizio,
grazie per aver scritto su Va pensiero. Vorrei ricordare che il mio commento è stato scritto durante una polemica, per cui vorrei ridimensionare i toni, ma non i contenuti.
Si lo so bene che sia ad ustica che a San Filippo Neri ci sono stati dei diocesani. Per esempio ho visto personalmente la mirabile opera pastorale di Don Alessandro a Ustica (PS non è uno dei titolati in questione). Per S. Filippo Neri ho raccolto le difficoltà di alcuni parrocchiani con i religiosi e il loro italiano, la loro cultura, e anche la mancanza di impatto con un territorio che ne avrebbe molto bisogno ( non che se ci fossero i diocesani sarebbe molto diverso, ma almeno saprebbero cosa si dovrebbe fare). Per quanto riguarda Ustica adesso hanno preso dimora stabile i Legionari di Cristo… e bo non so come sia andata a finire.
Sebastian detto
Ciao don Maurizio,
volevo chiederti se potresti dare un più ampio sfogo a questa tua affermazione “di tutto il resto m’importa poco”. A mio parere è molto significativa…
A cosa fai riferimento esattamente?
Grazie.
Ricki, quella dei Legionari di Cristo ad Ustica per me è un novità! Non la conoscevo!
Annamo bene!!
rickinca84 detto
era precisamente il 19 febbraio 2006 che il “Rev.do P. Lauro Vattuone, dei Legionari di Cristo, Parroco della Parrocchia S. Ferdinando Re in Ustica”
ecco il link al sito della diocesi:
ma caro Sebastian perchè annamo bene? il fatto che ho voluto evidenziare non è tanto che vi siano questi o quei religiosi bensì quello di un progressivo abbandono delle zone di periferia difficili da parte della diocesi, per un motivo o per un altro. Risuonano ancora in me le parole delle suore allo zen: “ci avete abbandonato” che accusava un disinteresse non soltanto del clero ma in generale della città, civile e religiosa. Ed in questo senso la mia coscenza sente ancora oggi quelle parole come un atto d’accusa rivolto a me in prima persona, in quanto facente parte della stessa Chiesa palermitana. Dimentichiamo troppo facilmente i legami di carità che ci legano come Chiesa diocesana, mentre vediamo le nostre parrocchie quasi come diocesi a se stanti. Tanto più appare incomprensibile una tale politica e un tale atteggiamento da parte dei sacri pastori, chiamati al ministero della carità!!!, che si lamentano perchè abbandonati nelle periferie e invidiano chi ha la cura di parrocchie in zone residenziali o sfogano nel buio rabbia contro chi è stato chiamato al grado episcopale, assumendo così un ruolo che viene considerato in vista, ben remunerato e di potere.
Di questo si tratta di invidia! Ed è alquanto scoraggiante che si veda il ruolo che ha assunto Cuttitta da questo punto di vista e non da quello teologico di servizio alla Chiesa!
Poi chi ha da fare delle critiche costruttive sul suo operato o sulla sua nomina che ben vengano! Possono anche aiutare il suddetto prelato a migliorare nel suo agire o nel suo pensare! Possono aiutare a coscientizzare come avvengono certe scelte, la loro ratio… come dice il prof Tre Re in base a quale modello ecclesiologico vengono deliberate. Ecco se il confronto avviene con questa ratio scientifica, entro i limiti della decenza, del rispetto verso le persone, senza trascendere nel “curtigghio” allora questo sarà costruttivo e potrebbe anche portare dei frutti, altrimenti resterà sterile! Per questo ho criticato la discussione aperta dal prof Tre Re ma sopratutto i suoi commentatori! E personalmente ritengo rimarrà tale perchè evidentemente anche i titolati, ovvero quei sacerdoti che hanno studiato approfonditamentente la teologia ed altre scienze, e altri pretonzoli senza arte ne parte, con il loro comportamento e con l’odio che fomentano verso i loro pastori dimostrano non di volere dei cambiamenti per il bene della chiesa, bensì per il loro tornaconto personale. Altrimenti troverebbero sublime poter testimoniare ciò che hanno così bene imparato fino al sangue, come fece quel piccolo prete (mica era un titolato) di periferia che fu Puglisi divenedo adesso si per davvero TEO-LOGI, coloro che ci parlano di Dio. Diciamoci la verità: quanto ci rivela l’operato caparbio di quel piccolo prete di periferia mai ce lo potrà rivelare la più sublime scienza o la più affascinante omiletica di grandissimi teologi che però mancano di ciò che è fondamentale: la pietas! l’amore! l’abnegazione! infine la croce!
Con questo non voglio fare il loro stesso errore: non faccio di tutta l’erba un fascio! Mi riferisco ad alcuni in particolare, seppur i fatti sopraesposti circa l’abbandono della periferia sono alla vista di tutti e mi fanno pensare (male) alquanto! Che Dio mi perdoni per questo cattivo pensiero.
Sebastian detto
Complimenti… stai diventando veramente molto bravo. Si vede proprio che il ragazzo studia, ragiona e… promette bene! BRAVO!
Mi fa piacere Ricki, sono realmente contento di leggerti e, con interesse.
Ma certo che Dio ti perdonerebbe un cattivo pensiero, ma quando questo ci fosse! La tua è un’ oculata constatazione dei fatti. Nulla di più, nulla di meno.
La mia esclamazione “Annamo bene” era riferita al fatto che non pensavo che i Legionari di Cristo fossero sbarcati in Sicilia. Non tutti ne parlano senza arricciarsi il pelo, se non mi sbaglio. Mi pare fossero, non so, un pò troppo vintage, tipo le Honda 400 four ai giorni nostri, per capirci. Poi non so… non pratico molto.